Fumone candidata a Capitale italiana della Cultura 2028: un borgo che racconta storia, spiritualità e futuro

Oltre alla promozione culturale, la candidatura di Fumone punta a essere un modello di sviluppo sostenibile per i piccoli borghi italiani
Di Lina Gelsi
Fumone (Frosinone)
Fumone (Frosinone)

Fumone (Frosinone), uno dei borghi più affascinanti e suggestivi del Lazio, ha ufficialmente presentato la sua candidatura per diventare la Capitale Italiana della Cultura nel 2028. Con una proposta che incarna l’essenza di un territorio ricco di storia, spiritualità e visione futura, la piccola cittadina laziale si prepara a raccontare al mondo la sua identità unica, tra le mura di un castello che ha visto passare secoli e sogni di un intero popolo.

La forza della memoria: il castello e Papa Celestino V

La candidatura di Fumone è innanzitutto un tributo alla memoria storica e religiosa che il borgo custodisce gelosamente. Al centro della proposta c’è la figura emblematica di Papa Celestino V, un pontefice che ha lasciato una traccia indelebile nel cuore del paese. Il Castello di Fumone, che sovrasta il borgo, è stato infatti l’ultimo rifugio di Celestino V, il papa che nel 1294, dopo aver rinunciato al papato, si ritirò in questo luogo per vivere in solitudine, lontano dal potere e dal tumulto politico. Questo legame profondo con il passato non è solo un fatto storico, ma un simbolo di spiritualità e riflessione che Fumone ha saputo mantenere vivo nei secoli.

Proprio per questo motivo, la candidatura di Fumone per la Capitale della Cultura si inserisce in un contesto particolarmente significativo. L’Anno Giubilare che si avvicina rende questa proposta ancora più rilevante: Fumone vuole essere non solo una meta culturale, ma un luogo di accoglienza, meditazione e cultura, dove i visitatori possano vivere esperienze autentiche immerse in un paesaggio di rara bellezza, tra la quiete dei monti e la spiritualità che il borgo evoca.

Unire tradizione e creatività

La proposta di Fumone come Capitale Italiana della Cultura 2028 non si limita a una celebrazione del passato, ma guarda con ambizione anche al futuro. La candidatura è stata pensata come un progetto che coinvolge attivamente le associazioni culturali, le realtà ecclesiali e le comunità locali. L’obiettivo è quello di creare un programma di eventi, itinerari e iniziative che fondano la tradizione del borgo con la creatività contemporanea, trasformando Fumone in un crocevia di cultura, arte e riflessione.

Il programma prevede una serie di eventi che spaziano dalla musica alla letteratura, passando per mostre e incontri culturali, con particolare attenzione alla spiritualità che da sempre caratterizza il borgo. Gli itinerari proposti includeranno momenti di meditazione, visite guidate e incontri che raccontano la storia di Celestino V e il legame tra il borgo e la Chiesa, ma anche spazi di condivisione e creatività, pensati per attrarre i giovani e le nuove generazioni.

Sostenibilità e sviluppo per i piccoli borghi

Oltre alla promozione culturale, la candidatura di Fumone punta a essere un modello di sviluppo sostenibile per i piccoli borghi italiani, spesso dimenticati dalla grande massa turistica, ma custodi di una ricchezza storica e umana straordinaria. In un’Italia che fatica a mantenere viva la propria memoria storica in molte zone rurali e montane, Fumone vuole essere un esempio di come un borgo possa rinascere attraverso la valorizzazione delle sue peculiarità e la creazione di opportunità per i suoi abitanti.

“Il nostro obiettivo è far conoscere Fumone al mondo non solo come meta turistica, ma come modello di un nuovo sviluppo culturale e sostenibile per i piccoli borghi”, ha dichiarato il sindaco di Fumone, Matteo Campoli. “Fumone non è solo un luogo che racconta la storia, ma è anche un paese che sa parlare al presente e al futuro. La figura di Celestino V è simbolo di una spiritualità essenziale, di un bisogno di silenzio e profondità che oggi più che mai ci interroga. In questo contesto, Fumone può essere un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza di riflessione e rinnovamento”.

Un’occasione per il Paese e per la Chiesa

La proposta di Fumone come Capitale Italiana della Cultura non arriva per caso, ma in concomitanza con un momento particolarmente significativo per la Chiesa e per l’intero Paese: il Giubileo 2025. L’Anno Santo rappresenta un’opportunità unica per il borgo di legare ancora più strettamente la sua storia con quella della spiritualità cristiana. La figura di Celestino V, infatti, ha sempre avuto un forte significato simbolico, un simbolo di ricerca spirituale, di silenzio e di riflessione profonda. Questi sono temi che, al di là della dimensione religiosa, si riflettono anche nella necessità di un contesto culturale che sappia rispondere alle sfide contemporanee di un mondo in continuo cambiamento.

In un’epoca segnata dalla frenesia e dall’alienazione, Fumone si propone come uno spazio di meditazione e di incontro tra passato e futuro, dove ogni angolo del borgo invita alla riflessione. L’obiettivo è quello di attrarre turisti e pellegrini non solo per le sue bellezze artistiche e storiche, ma anche per la capacità di offrire momenti di autentica tranquillità e spiritualità, lontano dal caos della vita quotidiana.

 
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Cultura

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