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27 Settembre 2020

Pubblicato il

GayLib contro Platinette: “Chi ama i ciccioni non è pazzo”

di Redazione

Daniele Priori di GayLib contro Platinette: "Stai sbagliando, l'amore sovrappeso non è affatto malato"

Dopo l’intervista della drag queen Platinette a “Diva e Donna”, Gay Lib incalza: “Stavolta mi spiace ma su noi “ciccioni” e sulle nostre relazioni stai sbagliando”. Inizia così la lettera aperta di Daniele Priori, segretario nazionale di GayLib a Platinette dopo l’intervista della nota opinionista drag queen al settimanale “Diva e Donna”‘Non accetto ancora che ci siano degli uomini attratti da uomini come me. Per me sono degli psicopatici’ questo dici”.

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“Da ciccione ti dico di non aver intrattenuto fino ad oggi relazioni con persone psicopatiche. Ma anzi di aver avuto una relazione lunga cinque anni con una persona (ovviamente tuo grande fan) col quale ho parlato spesso di famiglia, figli da adottare o meno (avevamo pareri distinti) vita quotidiana che andava ben oltre la “perversione del grasso”.

“Oggi – prosegue Priori –  sono impegnato in un’altra relazione per cui credo il mio sovrappeso sia del tutto ininfluente, così come il conto in banca che, purtroppo per me, è pressoché irrisorio. Per cui non posso nemmeno avere il vezzo che ti sei riservato tu col calciatore cicciofilo, ovvero di essere scambiato per un bancomat. Al massimo il miio potrebbe scambiarmi per un salvadanaio a forma di maialino con dentro pochi spiccioli e nulla più”.

“Te lo scrivo, dunque – prosegue la lettera –  cuore a cuore,  nel mezzo molti rotoli di grasso e, spero, altrettanto pensiero”.

“Te lo scrivo con molta stima e pochi peli sulla lingua. Spero che l’amore – prosegue Priori –  ma, perché no, addirittura il sesso, possano essere sempre più slegati dalle solite logiche barbosissime dei perbenisti dell’estetica (…) Io ti parlo di libertà e normalità. Codici estetici da ribaltare o, semplicemente, da ampliare oltre la taglia 42 ma anche oltre la 60. Perché forse un pensiero “calibrato” vale di più di un abito avvitato. Tu, stavolta, invece cadi nella massificazione che non c’entra niente con la ciccia e purtroppo è ben calibrata solo per chi non riesce ad andare oltre il proprio naso”.

“Fortunatamente – conclude la lettera aperta –  il cancello della felicità non è poi così piccolo. E le sedie, i divani, i letti per gli ospiti di quella festa sono anche rinforzati. Testa alta e entriamo allora. Siamo come siamo”.

 
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