Non ci sono stati tagli di nastro vistosi o parole altisonanti. L’inaugurazione dell’appartamento di Genzano destinato al progetto “Dopo di noi” ha avuto il tono sobrio ma carico di significato delle cose che contano davvero. Si tratta di una casa vera, destinata ad accogliere fino a quattro persone con disabilità, pronte a intraprendere un percorso verso l’autonomia abitativa. Non si tratta di un esperimento, ma di una tappa concreta in un processo di emancipazione che coinvolge le persone, le famiglie e l’intera comunità.
“Dopo di noi”, la presentazione del progetto
Il progetto nasce da una sinergia forte tra istituzioni e terzo settore: Ater Provincia di Roma ha messo a disposizione lo spazio, la Regione Lazio ha garantito il sostegno, mentre la gestione quotidiana sarà affidata alla cooperativa sociale Sorriso per tutti, che accompagnerà utenti e famiglie in questo percorso nuovo e non privo di sfide. A rendere possibile l’attivazione di questo nuovo servizio è stato il lavoro coordinato del Consorzio Dei Laghi, nato di recente per gestire i servizi sociosanitari nei comuni del Distretto: Genzano, Albano, Ariccia, Lanuvio, Castel Gandolfo e Nemi. È proprio in quest’ottica territoriale che si colloca l’intervento: non un’iniziativa isolata, ma l’inizio di un modello replicabile.
Alla presentazione ufficiale, svoltasi nella mattinata di ieri, erano presenti amministratori e operatori da tutto il comprensorio. C’erano l’assessore regionale Massimiliano Maselli e il direttore dell’Ater, Antonio Pisani. Con loro, il sindaco di Genzano Carlo Zoccolotti, l’assessora ai Servizi Sociali Elisabetta Piccarreta, la direttrice del Consorzio Stefania Polizzano, la presidente della cooperativa Barbara Nuccitelli. A rappresentare le istituzioni locali, anche i sindaci di Albano e Ariccia, assessori, consiglieri e dirigenti dei servizi sociali.
La legge 112 del 2016, nota come “Dopo di noi”, ha posto per la prima volta in maniera strutturata il tema del futuro delle persone con disabilità grave dopo la scomparsa dei familiari. Ma le esperienze più efficaci, come quella che prende ora vita a Genzano, hanno capito che il dopo va costruito prima. Va preparato con pazienza, competenza e fiducia, mettendo al centro l’abitare come elemento di autodeterminazione. In questo senso, l’appartamento non è solo un luogo fisico, ma un contenitore di possibilità: imparare a fare la spesa, cucinare, gestire la casa, condividere spazi e responsabilità. Un modo per uscire da una logica puramente assistenziale e restituire protagonismo, senza mai lasciare indietro il sostegno necessario.
La cooperativa “Sorriso per tutti”, forte di una lunga esperienza nei servizi alla persona, avrà il compito di costruire un percorso flessibile, calibrato sulle capacità e i tempi di ciascun ospite. Sarà un lavoro quotidiano, fatto di relazioni, tentativi e piccoli grandi traguardi.