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La svolta

Giallo di Fregene: Indagato il figlio della vittima, compagno della 30enne accusata di omicidio volontario

Le indagini sull'omicidio di Stefania Camboni, avvenuto nella sua abitazione a Fregene, frazione di Fiumicino, hanno preso una piega inaspettata
Di Simone Fabi
Carabinieri
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Nuovo capitolo nelle indagini di Fregene

Le indagini sull’omicidio di Stefania Camboni, avvenuto nella serata tra il 14 e il 15 maggio nella sua abitazione a Fregene, hanno preso una piega inaspettata. La procura di Civitavecchia ha infatti messo sotto la lente d’ingrandimento Francesco Violoni, figlio della vittima. Un passo necessario, secondo gli inquirenti, per chiarire ogni possibile dettaglio legato a questo tragico evento.

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L’accusa e il contesto

Inizialmente, l’indagine si era concentrata su Giada Crescenzi, la giovane fidanzata di Francesco. Ora detenuta con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla minorata difesa della vittima e abuso di ospitalità. Tuttavia, nuovi elementi rinvenuti nei pressi del luogo del delitto – tra cui un coltello sospettato di essere l’arma dell’omicidio, un maglione macchiato di sangue e il cellulare della vittima – hanno spinto gli investigatori ad ampliare il ventaglio delle ipotesi.

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Ritrovamenti cruciali

La svolta è arrivata quando i Carabinieri di Fregene e Ostia hanno scoperto una busta contenente prove potenzialmente cruciali. Gli oggetti erano stati abbandonati tra i rovi in un campo vicino. Questa scoperta ha aperto la strada a nuove analisi: a partire dall’identificazione del proprietario delle impronte e del sangue presente sugli oggetti.

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Dichiarazioni degli avvocati

L’avvocato di Francesco, Massimiliano Gabrielli, sottolinea che l’iscrizione del suo assistito nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto e prudenziale. “Sono stati prelevati campioni salivari per il DNA e le sue impronte digitali”, afferma Gabrielli, “Queste analisi aiuteranno a fare chiarezza su una vicenda dai contorni ancora sfumati”.

Prossimi passi

Nelle prossime settimane si attendono i risultati delle analisi sui reperti. L’avvocato di Giada Crescenzi, Maria Elena Anselmi, dichiara che il rinvenimento degli oggetti è stato sorprendente. “Giada è rimasta colpita dal fatto che tutto ciò sia stato trovato così vicino alla casa della vittima dopo tanto tempo”, commenta Anselmi. Nel frattempo, le ricerche proseguono senza sosta.

Sopralluoghi e aspettative

Era previsto un ulteriore sopralluogo nella villetta dove è avvenuto il delitto. Tuttavia è stato momentaneamente sospeso in attesa dei risultati dei test previsti per martedì 24 giugno. Con il passare dei giorni, ogni nuovo dato potrebbe rivelarsi decisivo per risolvere uno dei casi più intricati degli ultimi tempi nella tranquilla località balneare di Fregene.

 
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Cronaca

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