Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS presenta la quattordicesima edizione delle Giornate FAI d’Autunno, in calendario sabato 11 e domenica 12 ottobre 2025. L’iniziativa coinvolge 350 città con oltre 700 luoghi in apertura eccezionale, spesso non visitabili o poco conosciuti. L’edizione coincide con il cinquantesimo anniversario della Fondazione, nata nel 1975 (Giulia Maria Crespi e Renato Bazzoni, con Alberto Predieri e Franco Russoli) e conferma il format consolidato: una grande mobilitazione di Delegazioni e Gruppi FAI con il supporto dei giovani volontari. Le modalità di visita e l’elenco completo dei siti sono consultabili su giornatefai.it.
La presentazione si è tenuta a Roma, al Viminale, che per l’occasione sarà straordinariamente visitabile domenica 12 ottobre (solo su prenotazione).
Come partecipare e perché
La partecipazione prevede, per ogni visita, la possibilità di sostenere la missione del FAI con una donazione. L’obiettivo è duplice: conoscere un patrimonio diffuso – storico, artistico e paesaggistico – e contribuire alla sua cura. Il FAI inquadra l’iniziativa come un progetto di educazione culturale e civica, costruito con il coinvolgimento diretto di cittadini e istituzioni.
Roma: Viminale e San Lorenzo in Panisperna, un doppio percorso
Il Palazzo del Viminale, oggi sede del Ministero dell’Interno (dal 1961), sarà accessibile con un itinerario che conduce fino alla Sala del Consiglio. L’edificio fu voluto da Giovanni Giolitti come sede dell’Esecutivo; progettato nel 1911 dall’architetto Manfredo Manfredi, unisce richiami alla Roma dei Cesari e il linguaggio monumentale del tempo. I lavori si conclusero nel 1923 e l’inaugurazione ufficiale avvenne il 9 luglio 1925.
Il percorso include il vestibolo con soffitto intagliato, le gallerie dai cromatismi vivaci e la Sala Roma, con il ciclo decorativo di Rodolfo Villani (1921–1922) – Italia Vittrice e Attività del Genio Italico. La Sala del Consiglio presenta decorazioni di Giulio Bargellini dedicate alle allegorie di forza, poesia, autorità e sapienza.

La visita prosegue verso la Chiesa di San Lorenzo in Panisperna (VIII secolo; edificio attuale 1565–74, con decorazioni di metà Settecento), raramente aperta: in evidenza l’affresco di Pasquale Cati (Martirio di San Lorenzo, 1591) e la cripta “forno”. Presente anche il sarcofago che accolse nel 1373 le spoglie di Santa Brigida (poi riportate in Svezia).
Nota per l’accesso al Viminale (domenica 12 ottobre, su prenotazione): è richiesta all’ingresso l’esibizione di un documento d’identità e l’accettazione del trattamento dei dati personali per motivi di sicurezza.
Roma: Casino Giustiniani Massimo al Laterano (iscritti FAI)
A metà tra Esquilino e Laterano, il Casino Giustiniani Massimo (1605–1618), voluto da Vincenzo Giustiniani e poi passato ai Massimo (1802), ospita gli affreschi dei Nazareni ispirati a Divina Commedia, Orlando Furioso e Gerusalemme Liberata: un ciclo raro per concezione e linguaggio. Curiosità d’epoca: alcune scene di nudo furono ritoccate dalla cognata di Carlo Massimo, Cristina di Sassonia. Dal 1947 il bene appartiene alla Delegazione Francescana di Terrasanta.
Roma: i “segreti” della Fontana di Trevi (iscritti FAI, su prenotazione)
Visita alle camere di manovra gestite da Acea, normalmente non accessibili: impianti idraulici, pompe, addolcitori, controllo del livello, fino alla “macchina aspiratutto” per le monete destinate a finalità benefiche. Si osserva la camera storica affacciata direttamente sulla vasca e i reperti legati all’Acquedotto Vergine, attivo quasi ininterrottamente da 2000 anni.
Ripercorso essenziale: ipotesi berniniane seicentesche (poi interrotte), cantiere finanziato dai proventi del Lotto nel Settecento, direzione Nicola Salvi e quindi Giuseppe Pannini, conclusione nel 1762. La fontana, al crocevia tra Tardo Barocco e Neoclassicismo, è uno dei massimi esiti in pietra dell’epoca.

Roma: Palazzo dell’Acqua e della Luce, tra industria e arte
La storica sede Acea (progetto 1956, completamento 1961) apre gli ambienti del brutalismo italiano e la collezione che racconta l’evoluzione elettrica e idrica dal 1909. Tra gli oggetti: alternatori, trasformatori, contatori a gettoni, lampade storiche, fontane. Un secondo focus riguarda i lavori di Gino Marotta e Pietro De Laurentiis, con disegni, bozzetti e studi che dialogano con gli spazi, intrecciando funzionalità e ricerca artistica.
Roma: Ospedale San Giovanni Addolorata e gli “horti” di Domizia Lucilla
Apertura straordinaria del complesso al Laterano, nosocomio in attività dal XIV secolo. Il percorso include la Domus degli Annii, le due corsie di degenza del Quattro-Cinquecento (in parte ancora in uso), la chiesa con pavimento cosmatesco, il cortile seicentesco e l’antica farmacia (stratigrafia dal Medioevo alla prima metà del ’900). Accesso eccezionale agli horti di Domizia Lucilla, poi bene demaniale in età imperiale.
Roma: Semenzaio e Clivo di Villa Celimontana
Nella vallata delle Camene, tra Celio e Terme di Caracalla, nasce nel 1810 (prefetto De Tournon) il semenzaio per i viali e i parchi pubblici. Dopo l’abbandono post-napoleonico e il rilancio con Pio IX, dal 1870 passa al Comune di Roma. Nel 1926 il Servizio Giardini (progetti di Raffaele De Vico) lo struttura come centro strategico del verde urbano, con oltre 130.000 elementi vegetali di 960 specie. Qui si coltivano le azalee esposte ogni anno a Trinità dei Monti.
Monte Porzio Catone (RM): Villa Taverna Parisi-Borghese (su prenotazione)
Una delle dodici ville tuscolane, edificata nel 1604 per Scipione Borghese, affacciata verso Roma e il mare. Passaggi ai Ludovisi e ai Colonna, ampliamenti tra Sei e Settecento. Interni con cicli dei fratelli Valeriani, vedute di Monsù Ignazio Heldman e affreschi attribuiti a Tadeus Kuntze. La villa, privata dal Novecento (famiglia Parisi), conserva memoria di set cinematografici (tra cui De Sica e Zeffirelli).
Anguillara Sabazia (RM): itinerario nel borgo sul Lago di Bracciano
Percorso nel centro storico, con intermezzi musicali a cura dell’Associazione Scuola Orchestra. Dalle origini palafitticole (circa 8000 anni fa) alle ville romane di età imperiale, fino al Palazzo Baronale Orsini (oggi sede comunale), eccezionalmente visitabile nelle sale del piano nobile con affreschi cinquecenteschi (tra gli autori Luzio Romano). In mostra battaglie navali della Lega cristiana, vedute di Napoli, Venezia, Castellammare. Tappa al murale “La ragazza che guarda il lago”. Il sito rientra nell’Itinerario europeo delle Giornate FAI, finanziato PNRR – Programma Caput Mundi.
Castelnuovo di Porto (RM): cinque chiese, un’unica lettura del borgo
Itinerario tra i luoghi di culto, dal paesaggio del Parco di Veio alla valle del Tevere. In programma: Sant’Antonio Abate (altare ligneo barocco), Madonna della Virtù (affreschi votivi), Collegiata di Santa Maria Assunta (impianto rinascimentale, cappelle arricchite), Cappella di San Silvestro nella Rocca Colonna (tracce medievali), San Sebastiano (XIII secolo). Un percorso tra devozione, committenze e stili sedimentati.
Cantalupo in Sabina (RI): Sant’Adamo, una chiesa di campagna con cicli tardogotici
Visita arricchita dalla conferenza “La costruzione dello spazio cristiano in Sabina tra alto e pieno Medioevo” (sabato 11 ottobre, ore 16; relatore Umberto Longo, Sapienza). La prima citazione della cappella è nel XII secolo; l’edificio assume le forme attuali nel XV. Affreschi tardogotici nell’abside (Incoronazione della Vergine), santi nei registri inferiori e lungo la navata (tra cui Sebastiano, Adamo con zampa di mulo, Lucia con piattino degli occhi). Proprietà privata dopo il 1867, acquisita nel 2000 dai Bolton e donata al Comune.

Gaeta (LT): Montagna Spaccata, tra geologia e devozione
Sul Monte Orlando, fenditure della roccia calcarea precipitano verso il mare. La scala di San Filippo Neri attraversa il canyon naturale con tappe sulle maioliche ottocentesche (Via Crucis, versi di Metastasio), medaglioni JHS del XV secolo e la “Mano del Turco”. Il percorso conducE alla Cappella di San Filippo Neri (XV secolo), incastonata nella frattura. Un racconto che intreccia trekking, iconografia e storia locale.
Sezze (LT): Vigna La Penna, villa rustica e paesaggio agricolo
Nella vallata di Suso (200–500 m s.l.m.), Vigna La Penna testimonia la tipologia delle ville di campagna tra XVII e XVIII secolo: impianto lineare, richiami alla classicità romana, tenuta agricola attiva (vigna e colture). La visita include la passeggiata naturalistica su oltre 6 ettari tra uliveti, lecci, querce e filari, in genere non accessibili.
Veroli (FR): arte contemporanea, antichità e clausura benedettina
Il percorso nel borgo dei Monti Ernici tocca Casa Ricca Spagnoli (ingresso esclusivo iscritti FAI), con collezione permanente di circa 200 opere e laboratori attivi; i Fasti verolani (calendario romano del I sec. d.C. inciso su marmo); il Monastero di Clausura delle Benedettine (fondato 1578, chiesa settecentesca con le spoglie di Suor Maria Fortunata Viti, beatificata 1967). Da vedere la “sala di Pio IX” e la ruota di comunicazione con l’esterno.
Informazioni pratiche e accessi riservati
- Prenotazioni e dettagli: programma aggiornato su giornatefai.it.
- Accessi riservati agli iscritti FAI: indicati per ciascun sito (es. Casino Giustiniani Massimo, camere di manovra di Fontana di Trevi, alcuni siti di Veroli).
- Sicurezza al Viminale: obbligatori documento d’identità e consenso al trattamento dati per l’accesso (solo domenica 12 ottobre).