Il monitoraggio microbiologico effettuato sui principali laghi del Lazio consegna un quadro nel complesso favorevole, ma conferma situazioni che continuano a destare attenzione in alcune aree della regione. Su 24 punti analizzati in dieci bacini lacustri, 18 sono risultati nei limiti di legge, mentre cinque sono stati classificati come fortemente inquinati e uno come inquinato. Il dato più significativo arriva dal Lago di Sabaudia, dove tutti i punti controllati hanno evidenziato valori critici, confermando una condizione che richiede interventi concreti.
Monitoraggio dei laghi laziali: migliorano molti bacini, restano criticità nei laghi pontini
La fotografia del 2026 evidenzia un miglioramento in numerosi laghi interni del Lazio, con risultati positivi che interessano vaste aree delle province di Viterbo, Roma, Frosinone e Rieti. Il bilancio cambia però nei bacini costieri della provincia di Latina, dove continuano a concentrarsi i valori più elevati di contaminazione microbiologica.
Il caso più delicato riguarda il Lago di Sabaudia. I tre punti sottoposti a campionamento sono stati classificati come fortemente inquinati: l’arrivo del canale alla fine di Strada Selva Piana, il canale lungo via Orsolini Cencelli e il fosso che attraversa via dei Bersaglieri. Due di queste aree erano già note per precedenti criticità, mentre il terzo punto è stato inserito quest’anno nelle verifiche e ha mostrato fin dal primo controllo una situazione preoccupante.
Anche il Lago di Fogliano presenta valori elevati. L’unico punto analizzato, situato alla foce del canale in località Cicerchia, è risultato fortemente inquinato, confermando una condizione che, salvo poche eccezioni negli ultimi anni, continua a ripresentarsi con regolarità.
I risultati lago per lago: Bolsena, Bracciano e Vico confermano il buon andamento
Nel territorio viterbese emergono segnali incoraggianti. Sul Lago di Bolsena cinque dei sei punti controllati risultano nei limiti di legge. L’unica eccezione è rappresentata dalla foce del fosso lungo viale Luigi Cadorna, classificata come inquinata ma in miglioramento rispetto allo scorso anno, quando aveva registrato valori ancora più elevati. Restano positivi anche i controlli effettuati a Montefiascone, Marta, Gradoli e San Lorenzo Nuovo, ai quali si aggiunge un nuovo punto monitorato sul lungolago di Marta.
Esito favorevole anche per il Lago di Vico, dove entrambi i punti controllati confermano un quadro stabile senza anomalie microbiologiche. Lo stesso andamento caratterizza il Lago di Bracciano, con tre campioni risultati nei limiti e un percorso positivo ormai consolidato negli ultimi anni.
Anche il Lago Albano registra dati incoraggianti. I due punti analizzati a Castel Gandolfo rispettano i limiti previsti. Uno dei siti aveva mostrato valori molto elevati nel 2023, mentre oggi evidenzia un recupero significativo. Il secondo mantiene invece una condizione regolare ormai da diversi anni.
Fondi alterna miglioramenti e peggioramenti, Canterno e i laghi reatini restano stabili
Il Lago di Fondi presenta un quadro differenziato. Il canale San Magno è passato da una situazione regolare registrata lo scorso anno a una classificazione di forte inquinamento. Migliora invece il canale San Vito, nel territorio di Monte San Biagio, che torna entro i limiti dopo avere fatto registrare valori elevati nelle precedenti verifiche.
Risultati positivi arrivano dalla Ciociaria. I due punti controllati sul Lago di Canterno risultano entrambi nei limiti di legge, confermando una stabilità che prosegue ormai da un decennio. Anche in provincia di Rieti il monitoraggio restituisce un quadro favorevole: il punto controllato sul Lago di Turano non presenta criticità, mentre sul Lago del Salto entrambi i campioni analizzati confermano l’esito positivo già registrato lo scorso anno.
Acque, depurazione e cambiamenti climatici: le questioni aperte nei laghi del Lazio
Accanto ai risultati microbiologici emergono temi più ampi che riguardano la gestione dei bacini lacustri. Nei laghi pontini continua a pesare la presenza di scarichi insufficientemente depurati, indicati come una delle principali cause della contaminazione rilevata nei canali che alimentano gli specchi d’acqua.
Sul Lago Albano continua inoltre a destare attenzione il progressivo abbassamento del livello dell’acqua, con una perdita superiore a sei metri rispetto ai livelli storici più recenti e una riduzione molto consistente delle riserve idriche sotterranee. Il Lago di Canterno deve invece fare i conti con un’intensa eutrofizzazione che favorisce l’accumulo di sedimenti sul fondale, riducendo progressivamente la profondità disponibile.
Anche il Lago di Vico rimane sotto osservazione per l‘elevata presenza di fosforo e per la riduzione dell’ossigeno nelle acque profonde, fenomeni collegati all’apporto di fertilizzanti provenienti dalle aree agricole circostanti. Sul Turano, infine, cresce la pressione esercitata dall’aumento delle presenze durante la stagione estiva, con piccoli centri che devono gestire un numero sempre maggiore di visitatori lungo le rive del lago.
Come sono stati effettuati i controlli e cosa indicano le classificazioni
I campionamenti sono stati effettuati dal 7 al 9 luglio 2026 in dieci laghi del Lazio. Le analisi hanno preso in esame due indicatori microbiologici, Enterococchi intestinali ed Escherichia coli, utilizzati per verificare l’eventuale presenza di contaminazione di origine fecale.
La classificazione “inquinato” viene attribuita ai campioni che superano i limiti fissati dalla normativa nazionale, mentre la definizione “fortemente inquinato” indica concentrazioni superiori a oltre il doppio delle soglie previste. I punti di prelievo sono stati individuati in corrispondenza di canali, fossi, foci e scarichi, aree considerate più esposte al rischio di contaminazione batterica e quindi particolarmente utili per individuare eventuali problemi legati alla depurazione delle acque.
