Golf car a Roma, arriva la stretta della Regione: legge entro dicembre e multe per chi sgarra

Un fenomeno cresciuto in modo evidente nel centro della Capitale, dove piccoli mezzi turistici, spesso pieni di visitatori, si muovono accanto ad auto, taxi, bus, pedoni e veicoli di servizio
Di Simone Fabi
Golf car a Rione Monti
Golf car a Rione Monti

La Regione Lazio prepara una legge sulle golf car nel centro storico di Roma entro la fine dell’anno. Francesco Rocca accelera su un fenomeno cresciuto in modo evidente nelle strade più delicate della Capitale, dove piccoli mezzi turistici, spesso pieni di visitatori, si muovono accanto ad auto, taxi, bus, pedoni e veicoli di servizio.

Golf car nel cuore della Capitale, perché la Regione vuole intervenire

Il presidente della Regione Lazio mette in chiaro il senso dell’intervento: la presenza delle golf car nel centro storico di Roma non può restare affidata a una gestione incerta, senza una cornice normativa capace di stabilire dove possano circolare, con quali limiti e con quali conseguenze per chi non rispetta le regole. La questione riguarda il turismo, ma anche la sicurezza stradale, la vivibilità dei rioni più frequentati e la mobilità ordinaria di una città che non è un parco tematico.

Rocca riconosce che i cittadini hanno ragione quando chiedono una disciplina rapida. Le golf car, nate come mezzi agili e leggeri, sono diventate sempre più presenti in aree già sottoposte a una pressione enorme: piazze monumentali, strade strette, percorsi turistici, zone vicine a uffici pubblici e sedi istituzionali. Il tema non è soltanto l’ingombro. Il problema riguarda il rapporto fra questi veicoli e una città complessa, dove il centro storico resta anche un centro direzionale, con professionisti, lavoratori, residenti, mezzi di soccorso, rappresentanze istituzionali e flussi turistici costanti.

La Regione intende muoversi con una legge breve, da approvare entro dicembre. L’obiettivo è costruire una cornice chiara. Poi toccherà a Roma Capitale tradurla in regolamenti attuativi, individuando percorsi, limiti operativi e modalità concrete di applicazione. È un passaggio importante perché Palazzo Senatorio dovrà adattare le regole alla realtà dei singoli quadranti, senza trattare allo stesso modo aree con esigenze molto diverse.

Non un modello copiato da Firenze: Roma chiede una disciplina su misura

Rocca esclude l’idea di applicare alla Capitale un provvedimento identico a quello adottato in Toscana. Roma non ha le stesse dimensioni, non ha la stessa struttura urbana e non ha un centro storico paragonabile a quello di Firenze. La Capitale ha una rete di funzioni molto più ampia: ministeri, studi professionali, uffici, ambasciate, scuole, alberghi, attività commerciali, siti archeologici e piazze attraversate ogni giorno da residenti e turisti.

Per questo la Regione punta a un modello diverso. Non basta vietare o autorizzare in modo generico. Serve distinguere le zone, stabilire percorsi consentiti, definire standard di sicurezza, imporre limiti di utilizzo e prevedere sanzioni effettive. Un sistema debole rischierebbe di lasciare tutto com’è. Un sistema troppo rigido potrebbe colpire anche usi utili, specie per chi ha difficoltà motorie o per anziani che potrebbero beneficiare di mezzi leggeri in itinerari ben controllati.

Rocca usa un’immagine destinata a far discutere: le golf car come “botticelle degli anni 2000”. Il paragone fotografa la trasformazione del turismo urbano, dove il trasporto panoramico cambia mezzi ma continua a porre domande simili: decoro, sicurezza, sostenibilità, tutela del centro storico e impatto sui cittadini. Nel caso delle golf car, però, il nodo principale diventa la circolazione in strade già congestionate e spesso inadatte a un aumento disordinato di veicoli turistici.

Riunione con assessori, agenzie e tour operator: il nodo delle regole

Per arrivare al testo di legge è prevista una riunione con gli assessori regionali e capitolini competenti, insieme ad agenzie turistiche e tour operator. La Regione vuole ascoltare anche gli operatori del settore, senza trasformare la questione in una crociata contro un’attività economica. L’indirizzo politico indicato da Rocca è netto: non demonizzare, ma ordinare.

Questo significa riconoscere che le golf car possono avere uno spazio, a patto che quello spazio venga definito con precisione. Percorsi autorizzati, eventuali limiti numerici, obblighi assicurativi, caratteristiche tecniche dei mezzi, formazione dei conducenti, divieti in alcune aree e controlli puntuali sono i temi destinati a entrare nel confronto. Una legge efficace dovrà anche chiarire il rapporto con le competenze di Roma Capitale, evitando sovrapposizioni e zone grigie.

La sicurezza resta il punto operativo più urgente. Rocca parla di mezzi che possono intralciare la mobilità e mettere a rischio la vita delle persone. Nel centro storico di Roma, anche pochi metri percorsi in modo improprio possono creare problemi: pedoni che attraversano, ciclisti, taxi in manovra, bus turistici, sampietrini, cantieri, corsie ridotte e flussi improvvisi nei pressi dei monumenti. Le golf car non possono essere trattate come semplici attrazioni mobili se incidono sulla circolazione ordinaria.

Entro dicembre una legge breve: cosa potrebbe cambiare per cittadini e operatori

Il calendario indicato da Rocca punta alla fine del 2026. La Regione vuole arrivare a una legge entro dicembre, con un testo essenziale ma capace di fissare principi vincolanti. Per i cittadini il cambiamento atteso riguarda soprattutto la riduzione del caos nelle zone più frequentate. Per gli operatori, invece, l’impatto sarà legato alla certezza delle regole: sapere dove si può lavorare, con quali mezzi, in quali orari e a quali condizioni.

Un quadro normativo ordinato potrebbe anche evitare una guerra permanente fra residenti, turisti e imprese. Senza regole chiare, ogni episodio diventa motivo di protesta. Con regole verificabili, il tema si sposta sui controlli e sulle responsabilità. Le sanzioni, annunciate come parte essenziale del provvedimento, saranno decisive: se restano solo sulla carta, la legge rischia di non incidere; se vengono applicate, possono cambiare rapidamente i comportamenti.

La partita si inserisce in un momento più ampio per la mobilità romana. La Capitale sta cercando da anni un equilibrio complicato fra attrazione turistica, tutela dei residenti, accessibilità, sicurezza e decoro urbano. Le golf car sono solo uno degli elementi di questa pressione, ma sono diventate un simbolo visibile perché occupano lo spazio pubblico in modo immediato, spesso proprio nei luoghi più fotografati e congestionati.

Centro storico, turismo e sicurezza: la Capitale cerca un nuovo equilibrio

L’intervento annunciato da Rocca apre una fase politica e amministrativa delicata. Da una parte c’è la domanda di regole da parte dei cittadini, infastiditi da veicoli percepiti come invasivi. Dall’altra c’è un settore turistico che chiede di non essere cancellato, soprattutto quando offre servizi a visitatori anziani, famiglie o persone con mobilità ridotta. In mezzo c’è Roma, con una conformazione urbana che non consente soluzioni improvvisate.

Il compito della Regione sarà fissare una cornice semplice, riconoscibile, applicabile. Quello di Roma Capitale sarà trasformarla in norme operative capaci di funzionare strada per strada. La differenza la faranno i dettagli: percorsi ammessi, aree escluse, numero di autorizzazioni, requisiti dei conducenti, controlli, orari, sanzioni e criteri per eventuali deroghe.

Rocca racconta di essere rimasto sorpreso la prima volta che ha visto questi mezzi a Villa Borghese, circa un anno e mezzo fa. Da allora, la loro presenza è aumentata fino a includere veicoli simili a piccoli trenini da otto persone. La sorpresa iniziale è diventata materia di governo regionale. Ora il tempo delle valutazioni generiche sembra avviato alla chiusura: entro l’anno il Lazio vuole mettere nero su bianco una legge pensata per Roma, non importata da altri modelli.

 
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