Un ragazzo di 23 anni è morto nella notte a Guidonia Montecelio, vicino Roma, dopo essere stato investito da un’auto lungo la Strada Provinciale 27/b, in via Pantano. Accanto a lui c’era un amico, coetaneo, rimasto ferito ma cosciente dopo l’impatto. Il conducente della vettura è fuggito senza prestare aiuto e si è presentato ai carabinieri solo nel pomeriggio.
Guidonia, la notte dell’investimento sulla Sp27/b e la fuga dopo l’impatto
La tragedia si è consumata lungo un tratto di strada frequentato da giovani e automobilisti, in una zona dove la presenza di locali rende il passaggio più intenso nelle ore serali e notturne. I due studenti, entrambi di 23 anni, avevano lasciato da poco un locale della zona e stavano camminando a bordo strada quando una Renault Clio li ha travolti.
L’urto è stato violentissimo. Per uno dei due ragazzi le condizioni sono apparse subito disperate. I soccorritori del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma ogni manovra si è rivelata inutile. Il giovane è morto sul posto, sull’asfalto di via Pantano, mentre l’amico, pur ferito, è rimasto cosciente. Non sarebbe in pericolo di vita, elemento che potrà rivelarsi importante anche per la ricostruzione delle ultime fasi precedenti all’investimento.
Dopo l’impatto, il conducente non si è fermato. La vettura si è allontanata, lasciando a terra i due ragazzi. Da quel momento è partita la ricerca dell’auto e di chi si trovava alla guida. I carabinieri hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica, individuare il mezzo coinvolto e verificare ogni dettaglio utile: orario, direzione di marcia, condizioni della strada, eventuali segni lasciati dalla vettura e testimonianze raccolte nell’area.
Il 26enne si presenta ai carabinieri: auto sequestrata e alcol test positivo
Nel pomeriggio il conducente si è costituito. Si tratta di un 26enne incensurato, gravemente indiziato di omicidio stradale e omissione di soccorso. Gli accertamenti hanno portato anche al sequestro della Renault Clio, intestata al padre del giovane. Sulla vettura sarebbero stati trovati segni compatibili con la dinamica dell’incidente, un elemento rilevante per collegare il mezzo all’investimento avvenuto nella notte sulla Sp27/b.
Il 26enne è risultato positivo all’alcol test. Si attende ora l’esito degli esami tossicologici, necessari per chiarire se al momento dell’incidente vi fossero anche altre sostanze in grado di alterare le condizioni psicofisiche del conducente. La positività all’alcol rappresenta già un passaggio pesante nell’inchiesta, soprattutto alla luce della fuga dopo l’impatto e del mancato soccorso ai due giovani rimasti a terra.
L’ipotesi di omicidio stradale richiama una cornice precisa: quando una persona muore a causa di una condotta di guida ritenuta pericolosa o alterata, gli accertamenti non si limitano alla sola dinamica dell’urto. Vengono valutati lo stato del conducente, la velocità, la posizione dei pedoni, la visibilità, il comportamento tenuto subito dopo l’incidente e ogni elemento materiale presente sul veicolo o sulla carreggiata.
Il minore a bordo dell’auto e la denuncia per omissione di soccorso
Nella vicenda compare anche un minore, presentatosi successivamente alla tenenza dei carabinieri di Guidonia. Il ragazzo ha dichiarato di essere stato a bordo dell’auto al momento dell’incidente. La sua posizione è stata valutata dagli investigatori e il minore è stato denunciato a piede libero per omissione di soccorso.
Questo dettaglio allarga il quadro dell’indagine. Non riguarda soltanto chi impugnava il volante, ma anche chi era presente nella vettura dopo l’impatto. Il nodo del soccorso mancato resta uno degli aspetti più gravi dell’intera vicenda: fermarsi, chiamare aiuto e assistere le persone investite sono obblighi immediati. In casi del genere, anche pochi minuti possono cambiare il destino di una vittima e incidere sulle possibilità di intervento dei sanitari.
La presenza di un passeggero potrà aiutare a chiarire cosa sia accaduto nei momenti successivi all’investimento: chi fosse consapevole dell’urto, quali parole siano state pronunciate in auto, perché la vettura si sia allontanata e quando sia maturata la decisione di presentarsi ai carabinieri. Sono passaggi destinati a entrare nella ricostruzione complessiva della notte.
Via Pantano, una tragedia che riapre il tema della sicurezza sulle strade
La morte del 23enne riporta l’attenzione sulla sicurezza lungo le strade periferiche e di collegamento, dove pedoni, auto e locali notturni spesso convivono in spazi non sempre adeguati al passaggio di chi cammina. Via Pantano e la Sp27/b diventano così il luogo di una ferita profonda per Guidonia Montecelio e per il territorio alle porte di Roma.
Ora il lavoro degli investigatori proseguirà sugli elementi raccolti. L’auto sequestrata sarà sottoposta a ulteriori verifiche, gli esami tossicologici dovranno fornire un quadro completo sulle condizioni del 26enne, mentre le testimonianze potranno definire con maggiore precisione il punto dell’impatto e la sequenza dei fatti.
