Guidonia, da complesso confiscato a presidio sanitario: apre la Casa della Comunità

Guidonia, un complesso confiscato diventa polo sanitario: operative Casa e Ospedale di Comunità e il Centro regionale per l’autismo
Di Lina Gelsi
Ospedale di Comunità Guidonia Montecelio

A Guidonia Montecelio un immobile sottratto all’abbandono e restituito alla collettività è diventato parte della nuova rete sanitaria territoriale. La Regione Lazio ha inaugurato nei giorni scorsi la Casa della Comunità, insieme all’Ospedale di Comunità e al Centro di Riferimento Regionale di Alta Specializzazione per il Disturbo dello Spettro dell’Autismo, rafforzando l’offerta della Asl Roma 5 nell’area tiburtina.

L’aspetto che accompagna l’intervento va oltre la realizzazione di un nuovo presidio sanitario. La Casa della Comunità di Guidonia è stata infatti ricavata all’interno di un complesso precedentemente confiscato e successivamente recuperato per essere destinato a servizi pubblici. Un passaggio dall’abbandono alla sanità territoriale che restituisce alla città uno spazio fino a oggi inutilizzato e lo trasforma in un punto di accesso alle cure.

La Casa della Comunità a La Botte

La nuova Casa della Comunità Hub si trova in via Colle Rosa, nella frazione La Botte. L’intervento, finanziato con oltre 2,4 milioni di euro di risorse PNRR, riguarda una struttura di circa 735 metri quadrati, oggi operativa dodici ore al giorno per sette giorni alla settimana.

All’interno sono concentrati diversi servizi che normalmente costringono cittadini e famiglie a spostarsi tra strutture differenti: ambulatori di pneumologia, endocrinologia, dermatologia, cardiologia e oculistica, ecografia, centro prelievi, ambulatorio infermieristico, continuità assistenziale e spazi per medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.

Sono presenti inoltre il Punto Unico di Accesso, l’Assistenza Domiciliare Integrata e i servizi sociali, con l’obiettivo di creare un collegamento più stretto fra assistenza sanitaria, presa in carico delle fragilità e bisogni sociosanitari. La struttura è collegata anche con la Centrale Operativa Territoriale e con la rete dell’assistenza domiciliare.

Per la frazione La Botte si tratta di un cambiamento rilevante, perché nell’area non era presente un presidio sanitario territoriale con una concentrazione analoga di servizi.

L’Ospedale di Comunità operativo 24 ore su 24

Accanto alla nuova organizzazione dell’assistenza territoriale entra in funzione anche l’Ospedale di Comunità di Guidonia Montecelio, struttura intermedia pensata soprattutto per quei pazienti che non necessitano più di un ricovero ospedaliero tradizionale ma che non possono ancora essere assistiti esclusivamente a domicilio.

L’Ospedale di Comunità è stato realizzato con circa 3,9 milioni di euro di fondi PNRR, si sviluppa su circa 1.028 metri quadrati ed è operativo ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette. Dispone di undici camere di degenza distribuite tra piano terra e primo piano.

I lavori hanno interessato anche la sicurezza e la funzionalità dell’edificio, con una nuova scala interna, un’area di attesa, otto locali destinati alla terapia e interventi sugli impianti e sugli spazi.

La funzione dell’Ospedale di Comunità è particolarmente importante nel nuovo modello sanitario territoriale: accogliere pazienti che hanno bisogno di assistenza clinica e infermieristica continuativa, evitando quando possibile ricoveri ospedalieri impropri e accompagnando il passaggio dall’ospedale al domicilio.

Un nuovo centro regionale per l’autismo

Il polo di Guidonia comprende inoltre il Centro di Riferimento Regionale di Alta Specializzazione per il Disturbo dello Spettro dell’Autismo. La struttura può contare su un’équipe multidisciplinare composta da circa quaranta professionisti, tra neuropsichiatri infantili, psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, logopedisti, terapisti, educatori professionali, assistenti sociali, infermieri e personale tecnico.

Il Centro è organizzato per seguire bambini e adulti attraverso percorsi differenziati sulla base dell’età e del profilo individuale, coinvolgendo anche famiglia, scuola e contesto sociale. La capacità dichiarata è di circa 890 prestazioni alla settimana, con ambienti separati per minori e adulti, laboratori, spazi per terapie individuali e di gruppo e locali destinati al confronto con associazioni, scuole e Terzo Settore.

Dall’abbandono ai servizi pubblici

L’inaugurazione del 17 settembre ha visto la presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del direttore generale della Asl Roma 5 Silvia Cavalli e del sindaco di Guidonia Montecelio Mauro Lombardo.

Il recupero del complesso confiscato assume così un significato concreto: un patrimonio inutilizzato viene rimesso in circolo attraverso servizi sanitari destinati alla popolazione, mentre nello stesso territorio cresce la rete dell’assistenza di prossimità.

Per Guidonia Montecelio il risultato è un polo pubblico che concentra cure primarie, specialistica, assistenza intermedia e percorsi dedicati all’autismo. La verifica più importante arriverà ora dall’attività quotidiana, dalla capacità di ridurre gli spostamenti dei cittadini e soprattutto dai tempi effettivi di accesso alle prestazioni. Ma il passaggio dalla struttura abbandonata a un presidio sanitario operativo rappresenta già un cambiamento visibile per un territorio che conta oltre 80 mila abitanti.

 
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Cronaca

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