Terminiamo il viaggio nella mia Tivoli, fatto in questa prima parte del 2025, alla scoperta di Nuh – Osteria Contemporanea. Nuh è un ristorante moderno, elegante ma essenziale a pochi passi da Villa D’Este. Nuh è soprattutto Andrea e Isabella, le braccia, le menti e l’anima di questa Osteria Contemporanea.

Andrea Rinaldi
Andrea e Isabella, tiburtini di nascita e anima di Nuh
Poco più che trentenni, tiburtini di nascita, sono una coppia sin dall’adolescenza ed alla fine del 2021 danno vita a questa loro creatura. Andrea Rinaldi nonostante un diploma da Geometra in tasca inizia il suo viaggio enogastronomico, prima un importante corso di cucina a Roma, poi la lunga gavetta da un ristorante stellato all’altro tra Italia, Spagna e Svizzera.
Da sottolineare le esperienze al Giuda Ballerino, all’interno del Sina Bernini Bristol, da Metamorfosi e da Pipero con Luciano Monosilio nella vecchia sede di via Torino. Isabella Capriotti, sua fedele compagna, non lo lascia mai solo. Nonostante provenga da una famiglia di produttori agricoli, inizia ad occuparsi di design di gioielli ma il suo destino è già segnato. Grande appassionata di vino nel 2022 diventa sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier) per poi diventare sommelier AIS professionista l’anno successivo. Nuh, in meno di quattro anni, ottiene diversi riconoscimenti: nel 2023 entra nella Guida del Gambero Rosso “Ristoranti d’Italia”, ad inizio 2025 viene segnalato tra i 100 ristoranti italiani innovativi da Forbes Italia, è presente nella Guida 2025 della Pecora Nera nella sezione dei migliori ristoranti per la sostenibilità e, proprio nelle scorse settimane, viene inserito nella guida online della Michelin.

Isabella Capriotti
Essere in Guida Michelin
Buongiorno Andrea, cosa significa entrare nella guida Michelin?
Ovviamente ci fa piacere, ma in nessun modo inficia sul lavoro che stiamo facendo. Ben vengano i riconoscimenti ma non sono quello il nostro obiettivo.
Però è la conferma che anche a Tivoli si può proporre un qualcosa di diverso e di qualità!
Spesso si usa la parola gourmet, per determinati ristoranti, ma io ho sempre cercato di tenerla lontano preferisco la semplicità non banale. Noi vogliamo essere onesti e sinceri, diciamo tutto come è fino all’ultima goccia di olio. Andiamo a cercare i prodotti migliori, che spesso sono a pochi km da qui. Se essere diversi è anche questo allora si, la nostra forza è sicuramente la coerenza.
Tivoli poi è una città lenta e ce lo aspettavamo, cerchiamo di essere inclusivi ma sembra esserci sempre un po’ di paura. Invece abbiamo avuto un’ottima risposta da Roma ed anche oltre. Spesso le attese sono altre, materie prime di altissima qualità magari hanno sapori diversi da quelli a cui siamo abituati, come la carne ad esempio, deve esserci anche un discorso di educazione alimentare.

Mezza manica artigianale affumicata -piccante, aglio dolce e menta
Km zero
Il ristorante è gestito completamente da voi due?
Assolutamente sì! Diciamo che abbiamo fatto di necessità virtù, a partire dal problema del personale, tanto non abbiamo mai avuto l’idea di fare grandi numeri. Anche il rapporto con i fornitori è diretto e immediato, i produttori sono quasi a km 0, ad esempio l’olio arriva dall’azienda dei genitori di Isabella a meno di 3 km da qui. E’ tutto rapportato alla nostra realtà, come dicevo prima sincerità, in tutto! Noi non prenderemo mai una stella perché siamo piccoli e così vogliamo rimanere. Crescere significherebbe prendere del personale, per esempio, e ciò ricadrebbe sul cliente nel prezzo finale. E’ una scelta, cerchiamo di togliere il superfluo per poi dare tutto nel piatto che mangerà il cliente, non a caso riusciamo ad avere dei prezzi super competitivi.

Spiedo di maiale di cinta senese, fondo di lamponi ed erbe spontanee
Il segno di una cucina
Come descrivi la tua cucina?
Concreta. Cercando di rispettare al massimo quello che facciamo. Poi, con i fornitori e produttori c’è quasi una collaborazione, spesso seguiamo i loro suggerimenti e i prodotti che di volta in volta ci propongono secondo la stagionalità e la natura. Il menù nasce quasi insieme a loro e cambia anche dopo 4 o 5 settimane mentre nei piatti non ci sono mai più di 3 o 4 elementi e senza preparazioni che possono sconvolgere la materia prima come salse o gelatine. Rispettare la materia prima ed il produttore togliendo il superfluo.
Abbiamo sempre lavorato tutto, dal pesce del Tirreno alle carni che provengono da allevamenti alpini, inutile dire che lavoriamo animali interi, i vegetali sono al 70 % dell’Azienda Agricola Capriotti. Le patate dal Fucino, perché qui non vengono bene, le farine anche sono laziali. Prendiamo le uova di gallina a 7 km da qui, il tartufo mi viene portato da due signori che vanno sulle montagne al confine con l’Abruzzo.
Essere naturali
Cosa significa per te cucinare?
Noi facciamo da mangiare, con passione, ma cuciniamo e basta! Questa è una cosa di cui parlare, come diceva Gualtiero Marchesi: “Siamo semplici cucinieri”! Oggi c’è chi viaggia a due metri da terra, se succede qualcosa un chirurgo può fare la differenza, io al massimo ti faccio passare una bella serata. Non si tratta di essere umili perché non c’è nulla di cui esaltarsi. E’ bello essere naturali, dare al cliente ciò che si racconta e fortunatamente noi abbiamo tanti clienti fissi che ormai si affidano a noi e questo fa piacere. Tutta questa mediaticità non aiuta la nostra categoria, come diceva il già citato Marchesi. Bisogna creare un circolo virtuoso fatto dal produttore che ti offre il meglio, noi cuochi che esaltiamo il prodotto in cucina ed il cliente che si affida a noi, questo dovrebbe essere il nostro lavoro!
Cosa significa Nuh?
Nuh è stata una delle mie prime parole dopo essere nato e a mio padre faceva piacere che chiamassimo il ristorante così in ottica di un nuovo inizio. E così è stato in suo onore.