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23 Luglio 2021

Pubblicato il

Ha ragione Ama a voler utilizzare l’inceneritore di Colleferro o no?

di Redazione

Ha fatto notizia l'articolo pubblicato da Il Messaggero con la posizione di Ama nei confronti dei termovalorizzatori di Colleferro

Oggi ha fatto notizia l'articolo pubblicato da Il Messaggero con la posizione di Ama nei confronti dei termovalorizzatori di Colleferro. C'era forse da stupirsi? Ama ha aspettato l'epilogo della gara per la vendita, per poi uscire allo scoperto. Non bisogna dimenticare che Ama è proprietaria al 40% dell'impianto di proprietà di EP Sistemi sito in Colle Sughero. Il restante 60% è di proprietà di Lazio Ambiente e per il famigerato revamping, Ama ha investito 2 milioni di euro, pertanto oggi rivendica il danno erariale, sostenendo che portare i rifiuti fuori regione è un dispendio non indifferente, a fronte di un impianto che doveva essere rimesso in piedi, anche con gli stessi soldi di Ama. Quindi "nihil admirari", "Di cosa ci stupiamo", avrebbero detto i nostri antenati…

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Ama sta facendo solo la sua parte e sta chiedendo lumi riguardo all'immobilismo dell'amministratore Unico di Lazio Ambiente e alla Regione Lazio e, ancora, chiede spiegazioni del blocco dei lavori ai termovalorizzatori al sindaco di Colleferro, questi i protagonisti del danno erariale. Ora i soldi rimasti per il revamping sono ben pochi, nonostante tale operazione non sia stata compiuta, a quest'ora i termovalorizzatori sarebbero già stati messi in funzione e forse ci sarebbe stato quale problema in meno per centinaia di famiglie del territorio.

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"La Regione decida una volta per tutte e i comuni siano responsabili nei confronti dei loro cittadini – il commento dei rappresentanti sindacali dei termovalorizzatori, Caporossi, Lucci e Talone – noi siamo in attesa dello stipendio di luglio, della quattordicesima, in forte dubbio anche lo stipendio di agosto, senza parlare dei contributi ai fondi pensionistici, le cessioni del quinto e via dicendo". Proprio nei giorni scorsi i rappresentanti sindacali avevano fatto un appello ai comuni morosi. "Il DURC è stato sbloccato per cui i comuni potrebbero versare le somme dovute – proseguono dai sindacati – ovviamente questo non risolve il problema economico e finanziario di Lazio Ambiente, ma permette all'azienda di pagare le persone che lavorano ogni giorno. Se ogni comune prima di lasciare Lazio Ambiente avesse risolto responsabilmente la situazione, oggi forse non ci troveremo in questa situazione. Tutti gli impiegati di tutti i comuni sono rimasti in carico a Lazio Ambiente, in quanto sono stati riassorbiti solo gli operatori ecologici, come avverrà anche per il nuovo consorzio e la situazione dei dipendenti è disastrosa dal punto di vista economico". 
 
Nell'ultimo incontro in Regione tra i rappresentanti sindacali e gli assessori preposti ci si era lasciati con la promessa, da parte della Regione di avere il parere dalla Corte dei Conti sula copertura della perdita di Lazio Ambiente, per poter così sbloccare le risorse utili a pagare quanto è mancante nei confronti dei lavoratori. Ad oggi non ci sono state ancora risposte certe in merito. Al di là di tutto questo, la domanda è sempre la stessa: stando così le cose, qual è un' ipotesi plausibile per il piano regionale dei rifiuti?
 
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