Non è stata una semplice visita di cortesia quella che giovedì scorso ha portato il cardinale Baldassarre Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, tra i corridoi dello SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) dell’Ospedale San Filippo Neri. Accolto dal Direttore Generale della ASL Roma 1, Giuseppe Quintavalle, dal direttore dell’UOC Giuseppe Ducci e dalla presidente della Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, Luigina Di Liegro, il porporato ha voluto ascoltare, conoscere, toccare con mano una realtà che incarna uno dei nodi più delicati del sistema sanitario: la salute mentale.
Il bilancio delle attività e la sfida delle nuove fragilità
Nel corso dell’incontro, i vertici dell’ASL Roma 1 hanno presentato al cardinale un bilancio aggiornato dell’attività del reparto. “Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura del San Filippo Neri – ha spiegato Quintavalle – è attivo ininterrottamente dall’indomani della legge 180, senza aver mai chiuso nemmeno un giorno. Nel 2024 abbiamo registrato 500 ricoveri e oltre 1.000 accessi al Day Hospital”. Numeri che riflettono un impegno costante e una capacità di risposta che negli ultimi anni ha saputo innovarsi. Ne è esempio il Day Hospital Madre-Bambino, attivo da due anni e unico in Italia, pensato per le patologie mentali peri-natali.
Ducci ha sottolineato come lo SPDC del San Filippo Neri sia diventato un presidio all’avanguardia nella diagnosi dei disturbi del neurosviluppo e delle dipendenze, patologie spesso intrecciate e in crescente aumento tra le nuove generazioni. “Quello che facciamo qui – ha dichiarato – è frutto di un lavoro difficile, ma che non rinuncia a puntare sulla riabilitazione precoce e sulla creatività dei pazienti, grazie anche a collaborazioni storiche con il Terzo settore”.
La voce della Chiesa: “Non tutte le malattie sono guaribili, tutte sono curabili”
“Per me è un onore essere qui”, ha esordito il cardinale Reina rivolgendosi agli operatori e ai pazienti. “La presenza della Chiesa non si limita alle parrocchie, ma abbraccia tutte quelle realtà dove c’è l’uomo, specialmente laddove c’è sofferenza. Il disagio mentale è una sfida enorme per il presente e il futuro del nostro Paese: riguarda adolescenti, giovani, famiglie intere”. Il Vicario di Sua Santità ha voluto ribadire la necessità di porre la persona al centro di ogni percorso di cura: “Prima di essere pazienti siete persone. Sentite la vicinanza della Diocesi di Roma e del Papa, perché insieme dobbiamo imparare a guardare le diverse forme di povertà e fragilità con occhi nuovi. È il Giubileo della Speranza, una parola di cui tutti abbiamo bisogno”.
Arte e cura: la sinergia con la Fondazione Di Liegro
Luigina Di Liegro ha ricordato il lungo impegno della fondazione che porta il nome di suo zio, Don Luigi, con il progetto “Arte che cura”, realizzato grazie al supporto della Diocesi di Roma e dei volontari convenzionati con l’ASL Roma 1. “Questa visita – ha detto – è la dimostrazione che la Chiesa sa farsi vicina anche ai luoghi dove il dolore è più silenzioso, ma non meno devastante. Ogni giorno i nostri volontari operano con passione al fianco del personale sanitario, nella convinzione che l’arte e la creatività siano strumenti preziosi per la salute mentale”.
Un messaggio contro lo stigma
La visita del Cardinale Reina è stata interpretata da molti come un segnale potente contro lo stigma che ancora grava sulla malattia mentale. “Sentirsi riconosciuti come parte della comunità – ha concluso Ducci – è un passaggio fondamentale per la guarigione. Sapere che le istituzioni, civili e religiose, sono al nostro fianco, ci aiuta a costruire percorsi più umani e inclusivi”.
