Il Centro di Artena, ha bisogno di essere ri-pensato, cosi è desolante

Renato Centofanti: “Artena nei fine settimana è desolatamente vuoto e privo di attrazioni, di qualsiasi tipo”

Riceviamo e Pubblichiamo da Renato Centofanti:

Oggi pomeriggio (29/09) era in programma, all’ex Granaio Borghese, la presentazione del libro “La Bibliotecaria” di Marina Di Domenico, ma purtroppo l’evento è stato rinviato a data da destinarsi perché, in sala c’erano due persone, insomma era vuota. Al di là, di ogni considerazione dell’organizzazione dell’evento, questo semplice episodio rivela la drammatica situazione del Centro di Artena che, nei fine settimana è desolatamente vuoto e privo di attrazioni, di qualsiasi tipo.

L’ex Granaio è situato al Centro di Artena, tra via Cardinale Scipione Borghese e Piazza Galilei. Ora, in un Centro di una cittadina di 14000 abitanti, normalmente circola gente, giovani e non, per varie attività sociali, umane, ricreative, ludiche, e commerciali; invece nel sabato pomeriggio artenese persone in giro pochissime, come tutti i sabati pomeriggio di Artena. E questo è il vero problema della nostra cittadina! L’Incapacità di sviluppare una vita sociale dinamica e piacevole, quel tanto che servirebbe per portare le persone a vivere il Centro della cittadina. Un Centro cittadino che, non svolge la sua ‘funzione urbanistica’ di punto d’incontro sociale e comunitario, dimostra l’incapacità, finora, di mettere in moto attività e iniziative adeguate a una vita vivace e dinamica del ‘Centro’. Questo, è un problema che fa vivere male i cittadini e crea un senso di disaffezione alla vita cittadina, con conseguente perdita di autostima del paese.

Sarà una questione urbanistica, prima di tutto, ma poi, sarà anche che non ci sono iniziative programmate con continuità, una vita commerciale inadeguata, momenti di svago assenti, attrattive all’incontro mancanti; l’assenza di queste cose non da la spinta ad uscire e trovarsi. I ragazzi quando escono, vanno a Velletri o Colleferro, quando gli si domanda perché vanno fuori, rispondono che ‘Qui non c’è niente’.

Una vita cittadina cosi debole genera tanti problemi, disagio, disaffezione, senso d’immobilismo, sfiducia nel poter cambiare e migliorare la socialità. E’ tempo di affrontare la questione della socialità, del commercio, creando le condizioni affinché ci si appropri del Centro, vivendolo e godendone.

Come? Questa è la sfida per le prossime elezioni comunali, su questo punto (ovviamente non solo, ma certamente qualificante) i Candidati devono esprimersi, con progetti illuminati (non con un copia-incolla nel programma che non conta niente); serve che ci sia una visione di cittadina dinamica e vivace, partecipativa e aperta, dove ‘andare’ è piacevole e interessante. Bisogna fare in modo che le persone circolino e diano vita al ‘Centro’, che dovrebbe essere il cuore pulsante della cittadina. Questa è la sfida, i Candidati lo capiscono? Sono certo che chi capirà queste cose e saprà farne un progetto serio e ambizioso, costui o costei, risulterà vincente alle prossime elezioni. E’ tempo di andare oltre i ‘soliti noti’, che del mondo hanno una visuale ristretta e provinciale.

E’ tempo che chi ha ‘qualcosa da dire’ di buono e valido, esca allo scoperto con determinazione e capacità di dialogo con i cittadini, e dialogo ancora!

L’Artena che vuole migliorare e prosperare, ha un’occasione per provare a ‘mettere su’ un nuovo rinascimento artenese, come quello descritto da Vittorio Aimati, nel suo ultimo libro.

Sia chiaro, serve coraggio, capacità, energia, ma soprattutto serve creare un dialogo fecondo con tutti i cittadini, del centro e delle contrade, vecchi residenti e nuovi residenti, con umiltà e ambizione.

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