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27 Settembre 2020

Pubblicato il

Il MAXXI di Roma espone la sua collezione

di Redazione

Domani sarà inaugurata la mostra "Non basta ricordare". Saranno esposte oltre 200 opere.

Francis Alys, Letizia Battaglia, Olivo Barbieri, Elisabetta Benassi, Christian Boltansky, Jake e Dinos Chapman, Lara Favaretto, Nan Goldin, Alfredo Jaar, Living Theatre, Paul McCarthy, Gerhard Richter, Ed Ruscha, Doris Salcedo, Thomas Schutte, Kara Walker, Jana Sterbak, Ilya ed Emilia Kabakov, William Kentridge, Teddy Cruz, Enrico Del Debbio, Vittorio De Feo, Mario Fiorentino, Sergio Musmeci, Aldo Rossi, Maurizio Sacripanti, Carlo Scarpa, Superstudio, Stalker, Cino Zucchi, Maurizio Cattelan, Gilbert&George, Michelangelo Pistoletto, Lawrence Weiner e Toyo Ito.

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Sono solo alcuni esempi tra gli oltre 70 artisti e architetti protagonisti della grande mostra "Non basta ricordare. Collezione Maxxi" che, da domani al 28 settembre 2014, il Maxxi dedica alla sua collezione. "Non basta ricordare" è la prima mostra a cura del direttore artistico Hou Hanru, con lo staff curatoriale del Maxxi Arte diretto da Anna Mattirolo e quello del Maxxi Architettura diretto da Margherita Guccione, con un approccio che vuole enfatizzare la forza del pensiero collettivo. Il team curatoriale comprende Francesca Fabiani, Laura Felci, Anne Palopoli, Monia Trombetta, Esmeralda Valente, con il supporto dello staff tecnico del Maxxi coordinato da Alessandra Barbuto, Luisa De Marinis, Paola Mastracci, Daniela Pesce, Claudia Reale, Carla Zhara Buda.

Esposte oltre 200 opere che dimostrano la profonda vitalità della collezione del museo, in grado di rappresentare temi universali e di stimolare il confronto e la discussione critica. In un percorso che coinvolge tutto il museo (dalla piazza al Maxxi Base, dalla grande lobby al pian terreno alle scale fino alle gallerie 2 e 3 del primo piano, in un'area complessiva di oltre 3 mila metri quadrati), "Non basta ricordare" presenta opere di arte e di architettura in dialogo tra loro e con lo spazio, rivelando la sperimentazione alla base dei progetti culturali del Maxxi e la volontà di connessione tra le diverse discipline, in uno scambio innovativo sul significato della creazione contemporanea.

"Questo primo riallestimento unitario delle nostre collezioni – dice Giovanna Melandri, presidente Fondazione Maxxi – segna l'arrivo al Maxxi del nuovo direttore Hou Hanru. Da tempo sono convinta della necessità di questa mostra e ne sono molto soddisfatta, per l'impegno di Hanru e perché 'Non basta ricordare' valorizza la collezione del Maxxi, elemento fondante dell'identità del museo, in cui Arte e Architettura dialogano, in un unicum che abbatte rigidi confini disciplinari e dà forma visibile all'identità del nuovo Maxxi che vogliamo costruire. Una grande piattaforma di ricerca, dove convivono mostre d'arte, architettura, design, fotografia, e progetti di cinema, teatro e danza. Insomma, un incubatore dinamico di quello 'spirito di frontiera' di cui oggi abbiamo tanto bisogno".

"Non basta ricordare" – aggiunge Hanru – "sottolinea la necessità di adottare una visione più ampia e un approccio più dinamico per sviluppare e comunicare la collezione del museo. Dunque non solo conservare ed esporre eccellenti opere d'arte contemporanee, ma anche attivare un processo vivo in cui la memoria della storia venga continuamente ricostruita, per dare all'opera nuova vitalità, per continuare a produrre significati che ispirino la comprensione del presente".

La mostra si articola e si anima intorno a parole e temi universali, che appartengono alla vita di ciascuno di noi: città e ambiente, gioia e dolore, politica e ideologia, fisicità e intimità, teatro e performance. I lavori sono stati scelti rispondendo a queste suggestioni, senza tuttavia voler realizzare sezioni chiuse, lasciando lo spettatore libero nelle sue interpretazioni. 

 
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