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22 Settembre 2020

Pubblicato il

Il pane e il lievito madre

di Redazione

di Donna Assunta Di Marzio

Il pane è un'invenzione della quale l'uomo è sempre andato orgoglioso. Farina, acqua lievito e sale sono elementi fondamentali per il pane, ma io ne aggiungerei anche un altro molto importante: il tempo. Infatti il pane per essere buono ha bisogno di una lunga lievitazione e di ameno un'ora di cottura. Intanto per chi ha tempo e vuole divertirsi a fare il pane vorrei spiegare come si fa il lievito madre. Il lievito madre permette di avere un pane che si mantiene fresco anche per una settimana intera. La ricetta che da anni si tramanda nella mia famiglia è questa: 200 gr di farina, 100 gr di farina manitoba, 150gr di acqua, 1 cucchiaio di olio di oliva, 1 cucchiaino di miele, 1 cucchiaino di malto d'orzo.

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Impastate e mettete il tutto in una ciotola coperta per 48 ore. Subito dopo bisogna rinfrescare l'impasto. Fate così: prendete dalla ciotola circa 100 gr di impasto, 100 gr di farina, 50 gr di acqua e impastare di nuovo. Mettete il secondo impasto nella ciotola insieme al primo. Impastate con il lievito precedente e mettete a riposare in un luogo caldo per 48 ore. Appena il panetto sarà ben lievitato, lo lavorerete con le mani bagnate nell'olio. Prendete un barattolo di vetro ben chiuso, mettete all'interno il lievito e poi lasciatelo in frigo. Ogni volta che dovete preparare il pane o la pizza, prendetene circa 200 gr estraendolo però dal frigo la sera prima. Come già detto questo tipo di lievitazione richiede circa 12 ore perciò se dovete preparare il pane per il giorno dopo, mettete il lievito madre in una pentola con 1 kg di farina e dell'acqua tiepida. Impastate molto velocemente e coprite. Il mattino dopo inserirete tutto nella farina che vi servirà per preparare almeno tre o quattro filoni e pagnotte. Ogni volta però ricordatevi di staccare dall'imapsto 220 gr di pasta di pane che inserirete di nuovo nel lievito madre.

In casa mia, guai a tenere sulla tavola il pane intero capovolto al contrario, si dice che porti sfortuna, e poiché ho sempre voluto sapere il perché e nessuno me lo ha mai spiegato, me lo sono andata a cercare. La storia è questa: si racconta che il boia di Carlo VIII in Francia, rischiava di non mangiare pane perché i fornai del tempo si rifiutavano di venderglielo, non volevano infatti, che questo personaggio così sinistro entrasse nelle loro botteghe, perché pensavano portasse sfortuna. Il re, allora, li mise di fronte ad una scelta: o accettavano il boia come cliente o sarebbero diventati loro clienti del boia, da quel giorno al boia fu venduto del pane che veniva messo sul banco capovolto in segno di disprezzo. Da allora si dice che mettere sul tavolo il pane rovesciato porti sfortuna.

 
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