Non c’è stato nessun annuncio ufficiale, nessuna agenda pontificia distribuita in anticipo. Sabato 10 maggio, Papa Leone XIV ha scelto il silenzio e la discrezione per compiere un gesto che ha parlato più delle parole. Dopo un incontro in Vaticano con i cardinali, ha lasciato la Città del Vaticano a bordo di un’auto scura, diretto verso Genazzano, una piccola località a est di Roma che custodisce uno dei luoghi mariani più cari alla sua spiritualità: il Santuario della Madonna del Buon Consiglio.
Un santuario non sconosciuto ai fedeli, ma vissuto da lui come spazio di raccoglimento personale. Il culto della Madre del Buon Consiglio è radicato in secoli di storia della Chiesa e nel cuore di generazioni di credenti, e proprio per questo la presenza del Papa ha assunto un significato profondo, lontano dalla formalità e vicino alla fede vissuta.

Accoglienza sobria e memoria viva
Ad accoglierlo, la comunità locale si è raccolta con spontaneità, come accade quando una figura tanto familiare quanto straordinaria varca la soglia di casa. Il vescovo della diocesi, il sindaco, alcuni cittadini e una banda musicale lo hanno atteso all’ingresso del borgo. Non c’erano tappeti rossi, né palchi o schermi. Solo mani tese, sorrisi emozionati e una partecipazione che ha riportato alla mente la visita dello scorso anno dell’allora cardinale Robert Francis Prevost, oggi divenuto Papa Leone XIV.
Nel santuario, il Pontefice si è trattenuto in silenziosa preghiera davanti all’immagine miracolosa della Vergine. Chi era presente racconta di un momento denso, quasi sospeso, in cui le parole non servivano. Alcuni fedeli, con discrezione, si sono uniti a lui nella contemplazione, consapevoli che quel raccoglimento era anche per loro, per tutti.

La sosta inaspettata tra la gente di Valmontone
Il ritorno verso Roma ha riservato un’altra piccola sorpresa. Transitato per Valmontone, il Papa ha trovato centinaia di persone in attesa. Lì, dove la strada corre verso la Casilina, si è creata un’atmosfera di festa e di attesa. Palloncini, canti improvvisati dai bambini, volti rivolti verso un Suv nero che, contrariamente a ogni previsione, si è fermato. Leone XIV ha dato indicazioni all’autista di sostare per salutare la folla. Non c’è stato bisogno di barriere né di microfoni: bastava lo sguardo diretto e le mani che si allungavano verso di lui.
Quel saluto a Valmontone non era previsto, ma ha raccontato molto della natura del Papa. Non solo pastore della Chiesa universale, ma uomo capace di cogliere il valore dei gesti piccoli, che spesso restano impressi più delle grandi cerimonie. La sua scelta di fermarsi, di condividere quel momento con chi lo aspettava senza pretese, è stata una testimonianza concreta della sua volontà di vivere il pontificato accanto alla gente.
Proprio nella cittadina laziale di Valmontone, in provincia di Roma, nel Ristorante Antica Cantina, per diversi anni Papa Benedetto XVI, all’epoca cardinale, veniva ad assaporare le pietanze preparate dalla cucina della famiglia Proscio. Anche il cardinale Ratzinger era devoto della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano.