Con ancora pochi rivoli di neve a tratteggiarne i crinali il Monte Terminillo ha fatto da suggestivo sfondo alla fusione tra il Movimento Indipendenza di Gianni Alemanno e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci certificata per l’appunto a Rieti sulle cittadine sponde del fiume Velino. L’obiettivo: far nascere un grande partito sovranista italiano.
Non già un’operazione mediata da convenienze di natura elettorale, ma una naturale convergenza di idee e di valori della Destra più vera ed intransigente. Un evento politico, quello svoltosi il 30 Aprile, fondamentale per la prossima assemblea costituente del Partito Futuro Nazionale, celebratosi però in assenza di entrambi i Leader (ndr: Alemanno per le note vicende che lo vedono ancora inopinatamente “ospite” presso l’istituto penitenziario di Rebibbia).
Ma poco importa, perché la presenza partecipativa dei dirigenti, chiamati a rappresentare i propri alfieri, è stata in grado di sostenere la scena in modo degno ed adeguato. Un banco di prova utile per valutare sia la solidità della “nuova” base sia la tenuta dialettica e la facoltà attrattiva delle seconde linee.
Una prova superata in pieno visti il numero di simpatizzanti intervenuto ed il composto entusiasmo dimostrato sino al termine dell’evento. Il tutto all’insegna dell’estrema semplicità, senza eccessi di retorica. Soprattutto tanti lavoratori e lavoratrici, casalinghe, pensionati, dirigenti e piccoli imprenditori.
E poi i giovani, molti ancora studenti, così genuini rispetto al “nostro” modo fortemente ideologizzato di essere ragazzi di Destra negli anni 80. Allo stesso modo differenti anche le “divise” ( in effetti non avevano nessuna “divisa”) rispetto a quelle della nostra epoca (fatta di Camperos, giubbotti Moncler e cinture di El Charro). Infine la presenza di qualche amministratore locale, in rappresentanza del territorio reatino mai più uscito dalla depressione post-terremoti e post-covid, con un Nucleo Industriale praticamente dismesso e trasformato in un multi-centro commerciale in perenne concorrenza con se stesso.
Qualche “nostalgico”? Onestamente non ne ho visti, o forse sì. Però di quelli non esagitati, sempre rispettosi dell’autorità, dell’ordine, delle istituzioni.
Ma andiamo alla cronaca del dibattito che ha sancito un passo importante per la costituzione del nuovo partito sovranista sotto l’egida di Vannacci ed Alemanno: dopo l’introduzione di Claudio Milardi, già“uomo ombra” dell’Alemanno Sindaco di Roma, che spiega gli elementi di congiuntura con la visione del Generale, abbiamo l’intervento dell’attuale Sindaco di Contigliano Angelo Toni, che, nel mentre ci ricorda la sistematica “sofferenza” dei piccoli comuni italiani, ne conferma l’importanza strategica quale ossatura portante del Paese Italia.
Marco Pomarici (uno dei transfughi che ha voluto seguire Vannacci nel suo ambizioso progetto, lasciando la LEGA a cui aveva aderito nel 2025), un passato da Presidente dell’Assemblea Capitolina e storica figura della Destra romana, ci spiega il progetto da lui sostenuto, partendo proprio da Rieti, per il “lancio” delle attività di accorpamento di Futuro Nazionale e del Movimento Indipendenza.
Come sempre apprezzabile l’intervento mai banale di Massimo Arlechino, Presidente di Indipendenza e grande esperto di comunicazione. Abbiamo particolarmente gradito l’aver sottolineato la pubblicazione di un libro come punto in comune tra i due assenti leader.
“Il Mondo Al Contrario” di Roberto Vannacci grazie alla sua sapiente e provocatoria banalità ha rappresentato il trampolino di lancio della sua ascesa politica; il recente libro di Gianni Alemanno “L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane”, diario scritto con Fabio Falbo, sta rappresentando la pietra angolare messa a fondamento della “nuova” ascesa (dopo l’inferno di una incredibile se non ingiusta detenzione che si concluderà a fine Giugno) alla politica attiva dell’allievo più importante di Pino Rauti, anima storica della Destra Sociale.
Non possiamo non soffermarci sul discorso tenuto da Chicco Costini, da sempre la Destra-Destra a Rieti. Con naturale tecnica oratoria da vir bonus dicendi peritus ci ha portato indietro nel tempo grazie ad un vero e proprio comizio, facendo respirare ai meno giovani (non senza rimpianto) aria della “vecchia politica”. Passione, militanza, senso di appartenenza e sacrificio. Sono questi, secondo Costini, i principi fondamentali dell’attività politica. Ieri come oggi. Un impegno in politica diventato quanto mai necessario per tutti coloro che si sono accorti della crisi irreversibile di un modello di società capace di produrre guerre da cui poi non riesce a liberarsi, e di trasformare cittadini in sudditi anche in assenza di un Re.
C’è dunque ancora voglia di Sovranismo? Sì, secondo Costini. Una voglia sino ad oggi “soppressa” proprio da chi ne aveva portato la bandiera solo per arrivare al Governo del Paese. E Futuro Nazionale sta rappresentando una “ventata di speranza” per i delusi elettori della Destra meloniana/salviniana, che, una volta al comando del Paese, ha pensato bene di “adottare semplicemente le indicazioni dettate dall’Agenda Draghi”. Un Governo che balbetta di fronte ai tecnocrati dell’Europa, incapaci di intervenire in ogni singola situazione critica, finanche in una guerra che si svolge “dentro casa”.
Infine, dopo il “comiziale” discorso del politico reatino, è stata la volta del Coordinatore di Futuro Nazionale Massimiliano Simoni da Pietrasanta (già testimone, suo malgrado e di certo non per sua colpa, del flop di FdI alle Regionali in Toscana del 2024), “accompagnatore” del Generale nell’esperienza leghista, che, con la verve tipica da dotto toscano, racconta ad una platea ancora ben attenta i retroscena vissuti di persona della “folgorante” discesa in campo del suo amico (più corretto dire camerata) incursore dei parà.
Ci scopre il piano strategico del Generale, il libro e le sue “banalità” vincenti, la vittoria alle elezioni europee. E poi un accenno al “futurista” progetto Generazione Decima, finalizzato alla diffusione ed alla formazione dei valori più cari alla Destra Italiana.
Questa in breve la cronaca commentata di una giornata all’insegna della sobrietà, dell’equilibrio, della politica sul territorio e del contatto con la “gente”. Una presa d’atto che i progetti, le donne e gli uomini sostenitori di Futuro Nazionale, da oggi insieme con il Movimento Indipendenza, non sono come il “mainstream” dell’informazione li dipinge: a tinte fosche e contorni sbiaditi.
Oggi sono forse non più di un manipolo nel panorama della politica italiana, ma spesso è proprio un singolo manipolo di uomini capaci e coraggiosi che fa vincere ad una nazione le battaglie più difficili. Proprio come gli incursori della Xª Flottiglia MAS.
