Influenza nel Lazio: oltre 100mila a letto in due settimane, bambini i più colpiti

Nel Lazio l’influenza accelera in anticipo: oltre 100mila malati. Incidenza in salita e fascia 0-4 anni la più esposta, dicono i dati ISS
Di Alessandra Monti
Freddo, raffreddore, influenza
Freddo, raffreddore

Un aumento rapido, arrivato prima del previsto, sta mettendo alla prova famiglie, ambulatori e pronto soccorso nel Lazio: nelle ultime due settimane oltre 100mila persone sono finite a letto con sintomi compatibili con l’influenza stagionale. Il salto in avanti emerge dai dati ufficiali della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità: in pochi giorni l’incidenza è passata da livelli bassi (sotto 13,35 casi ogni mille assistiti) a valori medi (17,43) fino a un livello alto (19,61) nella settimana successiva, allineando il Lazio alle regioni che, nello stesso periodo, registrano le crescite più marcate.

Influenza nel Lazio, impennata anticipata: cosa dicono i numeri ISS

Il dato che fotografa meglio la fase è quello dell’ultima settimana di scuola, quando i medici sentinella hanno segnalato 3.773 casi nella regione, con un’incidenza pari a 17,56. Un valore che, messo a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno, segna una variazione netta: nel 2024, alla stessa altezza del calendario, i casi risultavano in flessione e l’incidenza era ferma a 11,05, mentre tradizionalmente il picco tende a presentarsi dopo la ripresa delle lezioni.

A livello nazionale, nello stesso intervallo temporale (settimana 51, 15-21 dicembre), l’ISS indica un’incidenza complessiva di 17,1 casi per 1.000 assistiti, in aumento rispetto alla settimana precedente: un segnale di crescita diffusa, non limitata a un singolo territorio.

Influenza nel Lazio, impennata anticipata: perché i bambini pagano il prezzo più alto

Il profilo per età conferma un elemento già noto, ma stavolta con valori particolarmente elevati: la fascia 0-4 anni risulta la più esposta. Nel Lazio, i piccoli con sintomi tipici come febbre alta, tosse e spossatezza sono stati 534, con un’incidenza di 48,74 casi ogni mille bambini monitorati. È un numero che pesa sulle famiglie e, di riflesso, sui servizi territoriali, perché in questa età i quadri clinici possono richiedere visite ripetute, controllo della febbre e valutazioni per eventuali complicanze.

All’estremo opposto, gli over 65 si fermano su un’incidenza di 8,71, un dato coerente con la maggiore copertura vaccinale in questa classe di età e con un’attenzione più alta alla prevenzione. In mezzo si collocano studenti e adulti, spesso “moltiplicatori” dei contagi per via di scuola, trasporti, uffici e vita sociale, soprattutto nel periodo delle feste.

Influenza nel Lazio, impennata anticipata: motivazioni possibili e fattori di stagione

Il sistema RespiVirNet, da questa stagione, utilizza la definizione di “infezione respiratoria acuta” (ARI) e amplia lo sguardo sull’insieme dei virus respiratori che circolano in inverno. È un dettaglio tecnico che conta, perché fotografa meglio l’andamento reale delle sindromi respiratorie e aiuta a leggere i dati nel loro contesto.

Fra i fattori che possono favorire l’aumento: la ripresa delle attività al chiuso, la densità dei contatti in scuole e mezzi pubblici, gli incontri familiari delle festività e la circolazione contemporanea di più agenti respiratori. La sorveglianza serve proprio a intercettare questi cambiamenti, offrendo una base numerica per calibrare messaggi e interventi di prevenzione, a partire da igiene delle mani, attenzione ai sintomi e tutela delle persone più fragili.

Influenza nel Lazio, impennata anticipata: conseguenze su ambulatori, scuole e pronto soccorso

Il carico non riguarda solo chi resta a letto. Un aumento rapido di casi significa telefonate in più ai medici di famiglia e ai pediatri, richieste di certificati, visite urgenti per febbre persistente, tosse o difficoltà respiratoria, oltre a un impatto diretto sulle scuole con assenze concentrate in pochi giorni. In molte famiglie, la malattia dei bambini si traduce in giorni di lavoro persi o in una riorganizzazione totale della gestione domestica, con effetti sociali che vanno oltre la dimensione sanitaria.

Gli operatori sanitari ricordano che l’attenzione deve restare alta soprattutto per chi ha patologie croniche, per gli anziani e per i bambini molto piccoli, perché l’influenza può aprire la strada a complicazioni. La raccomandazione, in presenza di sintomi importanti o in peggioramento, è sempre quella di contattare il medico, evitando il “fai da te” e l’uso improprio di antibiotici, che non agiscono sui virus.

Influenza nel Lazio, impennata anticipata: reazioni e linee di prevenzione

La fotografia dei dati ISS indica una curva in salita e suggerisce prudenza nelle prossime settimane, anche in vista del rientro a scuola dopo le vacanze, che in molte stagioni coincide con un ulteriore aumento dei casi. In questo scenario, la prevenzione torna centrale: vaccinazione per chi rientra nelle categorie indicate, attenzione ai soggetti fragili, uso responsabile dei servizi sanitari e piccoli comportamenti quotidiani che limitano la diffusione dei virus respiratori.

 
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