Non è frequente trovare in Europa, e men che meno in Italia, una cascata che scorre nel cuore di un centro abitato. Eppure, a Isola del Liri, piccolo comune incastonato nella provincia di Frosinone, accade proprio questo. La cascata, incastonata tra palazzi, ponti e vecchie cartiere, non è solo un fenomeno naturale spettacolare, ma un emblema identitario di un’intera comunità. Un’icona viva che parla di storia, lavoro, acqua e memoria collettiva. È da qui che prende forma l’impegno della Consigliera regionale Sara Battisti, che ha sottoscritto la mozione presentata in consiglio dai colleghi del Movimento 5 Stelle per tutelare e valorizzare quest’area straordinaria.
Dalla mozione al progetto condiviso
L’iniziativa parte dal basso, come spesso accade nei casi in cui il territorio sa farsi voce. Una delibera del Comune di Isola del Liri, sostenuta dall’assessore Stefano Vitale e da un comitato cittadino attento e presente, è riuscita a far breccia tra le forze politiche regionali. La mozione non è rimasta una semplice proposta di tutela: è diventata un punto d’incontro tra cittadini, istituzioni locali e Regione.
Un politico che trascende le bandiere per abbracciare una visione comune. Battisti, nel suo intervento in Aula, ha rimarcato come questa zona rappresenti un unicum non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche storico-industriale. Le vecchie cartiere, simbolo di un passato produttivo intenso, si intrecciano con la bellezza naturale della cascata, creando un’area in cui il tempo sembra sospeso, ma che ha urgente bisogno di progettualità per il futuro.
Un parco naturale tra acque e memoria
Il sostegno dell’assessore regionale al Bilancio Giancarlo Righini ha aperto un varco importante: l’ipotesi concreta di istituire un nuovo parco naturale che include, oltre all’area di Isola del Liri, anche il lago di Posta Fibreno e il lago di Canterno. Un triangolo verde e blu che potrebbe diventare un vero laboratorio di sviluppo sostenibile, in grado di generare nuove economie turistiche, ambientali e culturali.
Quella che oggi è una proposta, se ben guidata, potrebbe divenire una delle aree protette più affascinanti della regione. Un parco che, oltre alla tutela della biodiversità, potrebbe diventare luogo di ricerca, educazione ambientale, percorsi di archeologia industriale e turismo lento. Un’opportunità per rimettere al centro delle politiche pubbliche la bellezza come leva di rigenerazione.
Oltre la tutela, la costruzione di un’identità condivisa
L’impegno espresso da Battisti va letto anche come un invito a ripensare il ruolo del paesaggio nella costruzione dell’identità collettiva. Valorizzare l’area naturalistica dell’Isola del Liri non significa solo proteggerla da un punto di vista ambientale, ma restituirle centralità sociale, renderla accessibile, farla diventare fulcro di iniziative culturali, artistiche, educative.In un’epoca in cui la sostenibilità rischia di essere solo una parola d’ordine, questa iniziativa mostra come la politica possa ancora essere strumento di visione. Unire istituzioni e cittadinanza attiva per difendere un luogo speciale è un atto di cura. E forse, proprio da qui, dal suono costante dell’acqua che cade nel cuore di un paese, può nascere una nuova idea di futuro.