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Italia, terza Coppa Davis consecutiva: il trionfo che rafforza un ciclo d’oro del tennis azzurro

L’Italia conquista la terza Coppa Davis consecutiva battendo la Spagna a Bologna: Berrettini solido, Cobolli decisivo, squadra compatta e progetto vincente
Di Luigi Sette
Coppa Davis, Cobolli conquista il punto della vittoria
Coppa Davis, Cobolli conquista il punto della vittoria

L’Italia solleva la Coppa Davis per il terzo anno di fila e lo fa davanti al pubblico di Bologna, in un clima di festa che premia una generazione capace di trasformare ambizioni in risultati. Matteo Berrettini conferma la sua affidabilità, mentre la crescita di Flavio Cobolli diventa l’immagine più nitida di una Nazionale che sa reinventarsi anche senza Sinner. La Spagna priva di Alcaraz cede 2-0 contro un gruppo unito e determinato, chiudendo una finale che riporta gli azzurri ai vertici mondiali con una continuità mai vista nella storia del nostro tennis.

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Coppa Davis: l’Italia consolida il dominio con Berrettini e Cobolli protagonisti

La vittoria arriva grazie a due prestazioni molto diverse ma ugualmente decisive. Berrettini, ormai un riferimento stabile per la squadra, ha messo in campo esperienza, lucidità e una solidità mentale che ha fatto da argine alle speranze spagnole. Undici successi in Davis dal 2022 raccontano una storia lineare: il romano sa incidere quando indossa l’azzurro, lo testimoniano i numeri e la fiducia che lo circonda.

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Accanto a lui emerge la figura di Flavio Cobolli, il volto nuovo di questa edizione. Il romano è passato in pochi mesi dal ruolo di promessa a quello di uomo di cui fidarsi nei momenti che contano. La semifinale contro il Belgio lo aveva consumato a livello emotivo, con sette match point annullati a Bergs in una battaglia che sembrava infinita. Eppure, contro Jaime Munar, Cobolli ha trovato risorse tecniche e caratteriali sorprendenti, ribaltando un inizio difficilissimo e regalandosi un trionfo che può segnare la sua carriera.

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L’avvio complicato e la risalita di Cobolli verso la Coppa Davis

Il primo set del romano è stato un labirinto. Gambe rigide, sensazioni confuse e un avversario molto centrato. Munar ha approfittato di ogni incertezza, volando 6-1 senza bisogno di colpi spettacolari. Sembrava il preludio a un pomeriggio storto. Poi, nel secondo parziale, una piccola scintilla ha rotto l’inerzia: un break conquistato grazie a un nastro favorevole e alla prima, vera fessura nella disciplina dello spagnolo.

Nel momento in cui il match si è acceso, Cobolli ha mostrato un tennis più fluido, ritrovando profondità e ritmo. Si è arrivati fino al tie break dopo quattro set point annullati da Munar con personalità da giocatore abituato a reggere la pressione. In quello snodo, però, il romano ha piazzato l’accelerazione giusta, imponendosi 7-5 con un dritto sulla riga che ha fatto esplodere il palazzetto. Da quel momento, la partita ha cambiato forma.

Il terzo set che consegna all’Italia la sua quarta Coppa Davis

Rinfrancato dalla rimonta, Cobolli ha preso consapevolezza del momento storico. Sapeva di poter firmare il punto del titolo, ma davanti si è trovato un avversario ostinato, guidato da un Ferrer sempre più agitato in panchina. Fino al 5-5 si è vissuta una lunga sequenza di turni di servizio intoccabili, con scambi intensi ma senza reali scossoni.

Poi la partita ha avuto la svolta definitiva. Sul servizio dello spagnolo si sono aperte due palle break che valevano un pezzo di storia. La prima se n’è andata con un serve and volley perfetto di Munar, la seconda si è trasformata nel break decisivo grazie a un dritto di Cobolli che ha sfondato la difesa avversaria. Sul 6-5, con Volandri che gli chiedeva di restare lucido, il romano non ha tremato: un ultimo dritto vincente ha chiuso la contesa e acceso la festa.

Il valore di una squadra e le prospettive della prossima Coppa Davis in Italia

Il boato di Bologna ha avvolto una squadra senza stelle in campo ma ricca di valori condivisi. Berrettini, Cobolli, gli altri convocati, lo staff: ognuno ha portato un pezzo della vittoria, ognuno ha retto la pressione di una tradizione che ora prende corpo. Il 2023 aveva inaugurato un nuovo ciclo, oggi questo ciclo ha trovato la conferma più nitida.

L’edizione del 2026 tornerà proprio a Bologna, nel nuovo palazzo dello sport della Virtus, dove gli organizzatori locali assicurano che tutto sarà pronto per accogliere ancora il grande tennis internazionale. Format e cadenza resteranno invariati, segno che la competizione mantiene una struttura collaudata e apprezzata. L’Italia si presenterà da campione in carica con l’obiettivo di allargare un dominio che, dopo tre titoli consecutivi, non sembra vicino a esaurirsi.

Un trionfo che proietta il tennis italiano verso un futuro ancora brillante

Questo successo non è soltanto un trofeo, ma la conferma di un progetto solido, capace di resistere agli imprevisti e valorizzare ogni giocatore chiamato in causa. La vittoria contro la Spagna senza Sinner e senza Alcaraz non toglie merito a un’impresa costruita con pazienza, dedizione e un gruppo che ha saputo crescere senza perdere identità.

L’Italia della racchetta vive un momento irripetibile, figlio di un movimento in salute, di talenti che avanzano e di una consapevolezza ormai ben radicata. La Coppa Davis torna a brillare in casa, pronta a essere difesa ancora, con un pubblico che ha già dimostrato quanto sappia sostenere i suoi protagonisti.

 
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Sport

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