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Jannik Sinner ricevuto da Papa Leone XIV: la forza dello sport come veicolo di valori positivi

Sinner è stato il primo a essere ricevuto da Leone XIV, soli sei giorni dopo la sua elezione, non è un caso l'amore del Papa per il tennis
a cura di Lina Gelsi
Jannik Sinner
Jannik Sinner

Jannik Sinner e il tennis al Vaticano. Da quando il nuovo Papa, Leone XIV, ha aperto le porte del Sacro Palazzo, sembra che tutto sia possibile. Considerate ad esempio l’ultimo evento occasionale che si è tenuto nelle sale della magnifica Aula Paolo VI, mercoledì 14 maggio. Il personaggio in questione è proprio lui, Jannik Sinner, il campione di tennis numero uno al mondo. Non a caso, Sinner è stato il primo a essere ricevuto dal nuovo Pontefice, soli sei giorni dopo la sua elezione. L’amore di Leone XIV per il tennis è ben noto, il che spiega la scelta insolita del suo primo ospite.

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Il primo incontro è con lo sport, non con la politica

Ciò che è sorprendente, tuttavia, è che il primo visitatore del Papa non fosse un politico, come ad esempio la premier Giorgia Meloni. Può sembrare un dettaglio minore, ma non lo è, se teniamo conto del fatto che Papa Francesco, predecessore di Leone XIV, aveva ricevuto Meloni solo 80 giorni dopo la sua nomina a presidente del consiglio. L’incontro tra Sinner, il Papa e il presidente della Federazione italiana tennis e padel, Alberto Binaghi, accompagnati dalle rispettive famiglie, ha rappresentato un sorprendente cambio di rotta per la Chiesa.

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Jokin’ with the Pope

Durante una conferenza stampa precedente all’incontro, Papa Leone aveva scherzato con i giornalisti sulla possibilità di ospitare una partita di beneficenza per le Pontificie opere missionarie. Ricordando un dialogo simpatico, una giornalista aveva ironizzato: ‘Io porto Agassi’. Il Papa aveva risposto con altrettanto umorismo: ‘Basta che non porti Sinner’, giocando sul doppio significato del nome del tennista, che in italiano significa peccatore. Il campione altoatesino, quando interrogato sugli Internazionali d’Italia sulla possibilità di una partita con il Papa, aveva mostrato la sua sorpresa e la sua felicità: ‘Perché mi dovete mettere in difficoltà?’, aveva detto, per poi aggiungere che era un bel segno per il tennis avere un Papa così appassionato dello sport.

Un invito al gioco

Durante il loro incontro segreto, Sinner ha donato una racchetta da tennis a Papa Leone e ha invitato il Papa a giocare una partita con lui. La risposta del Pontefice è stata, naturalmente, scherzosa: ‘Qui è meglio di no’, ha detto, riferendosi all’Aula Nervi, dove si è tenuto l’incontro.

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Un paragone tra i pontefici

Il contrappunto tra Leone XIV e il suo predecessore, Papa Francesco, è interessante. Subito dopo essere stato eletto l’13 marzo 2013, Francesco aveva contattato telefonicamente il suo predecessore, Benedetto XVI. La sua prima visita ufficiale era stata dalla presidente argentina di allora, Cristina Fernandez de Kirchner. D’altra parte, il primo incontro ufficiale con il primo ministro italiano era avvenuto solo il 4 luglio 2013, quasi quattro mesi dopo la sua elezione. Contrariamente alla pratica del suo predecessore, Papa Leone XIV ne ha seguito una completamente diversa, invitando come primo visitante un tennista piuttosto che un politico. Un’inversione di rotta che getta una luce interessante sul nuovo pontefice e sulle sue priorità.

 
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Cronaca

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