Jazz & Wine in Montalcino ha chiuso la sua ventinovesima edizione lasciando nella terra del Brunello il ricordo di sette serate capaci di collocare il borgo toscano nella geografia internazionale della grande musica. Dal 20 al 26 luglio 2026, Castello Banfi e la Fortezza di Montalcino hanno accolto artisti che potrebbero figurare nei cartelloni più prestigiosi di Londra, Parigi, Roma e New York. Un risultato che rende omaggio al mito di Miles Davis, filo musicale dell’edizione, e premia ancora una volta la visione di Banfi, padrone di casa di una manifestazione divenuta un simbolo dell’estate culturale italiana.
La rassegna ha confermato una qualità costruita nel tempo, edizione dopo edizione, grazie alla capacità di unire nomi di statura mondiale, luoghi di rara bellezza e una concezione dell’ospitalità nella quale ogni dettaglio contribuisce al racconto. Il pubblico ha risposto con partecipazione ed entusiasmo, seguendo un programma ricco, vario e coerente, pensato per gli appassionati e capace di coinvolgere anche chi si avvicina al jazz attraverso la forza evocativa del territorio e del vino.
Il mito di Miles Davis rivive nella terra del Brunello
L’omaggio a Miles Davis, nel centenario della nascita, ha dato profondità e identità alla ventinovesima edizione. Il festival si è aperto a Castello Banfi con Kenny Garrett, sassofonista che fece parte della band di Davis dal 1987 al 1991 e che ha portato a Montalcino un tributo nato dalla conoscenza diretta di quel suono, di quella libertà compositiva e di quella inesauribile ricerca musicale.
Il richiamo a Miles è tornato anche alla Fortezza con Stefano Di Battista e il progetto “We Love Miles”, arricchito dalla presenza di Paco Sery. La figura di Davis ha accompagnato idealmente l’intera settimana, ricordando quanto il jazz sappia rinnovarsi senza perdere memoria delle proprie radici. Montalcino ha celebrato un artista che ha cambiato più volte il linguaggio della musica, trasformando ogni passaggio della sua carriera in un nuovo punto di partenza.
Da Kenny Garrett a Enrico Rava, sette notti di grande musica
Il cartellone ha riunito interpreti italiani e internazionali di assoluto rilievo. Dopo l’apertura affidata alla Kenny Garrett Electric Band, Castello Banfi ha accolto Danilo Rea con Doctor 3, accanto a Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra. Il ritorno del trio ha regalato una serata nella quale improvvisazione, intesa e sensibilità hanno mostrato la vitalità di una formazione profondamente legata alla storia del festival.
La terza notte ha riunito Hamid Drake e Antonello Salis, affiancati da Stefano “Cocco” Cantini e Rosario Bonaccorso. Personalità musicali fortissime hanno condiviso lo stesso palco, producendo un incontro di ritmi, invenzioni e sonorità difficili da racchiudere in una sola definizione.
Il passaggio alla Fortezza ha aperto la seconda parte della rassegna. Stefano Di Battista, con Paco Sery, ha riportato al centro l’eredità di Miles Davis. Rosalia De Souza ha poi portato a Montalcino il respiro della musica brasiliana, la delicatezza della bossa nova e una vocalità capace di fondere eleganza e calore.
Il weekend finale ha offerto due appuntamenti di altissimo profilo. Rita Marcotulli, con il suo quartetto e la partecipazione speciale del sassofonista britannico Andy Sheppard, ha dato vita a un concerto concepito appositamente per Montalcino. La chiusura con Enrico Rava e i Fearless Five ha consegnato il finale a uno dei più grandi protagonisti del jazz europeo, musicista italiano conosciuto e rispettato in ogni parte del mondo.

Banfi, molto più di un grande produttore di vino
Il successo di Jazz & Wine appartiene profondamente a Banfi e al Comune di Montalcino. Banfi ha saputo interpretare il proprio legame con Montalcino come un impegno culturale, trasformando il vino in una porta d’ingresso verso la musica, l’arte, la conoscenza e l’accoglienza. È una visione che supera il momento della degustazione e presenta il Brunello come espressione di un paesaggio, di una storia produttiva e di uno stile italiano riconoscibile a livello internazionale.
Castello Banfi diventa così parte dello spettacolo. Le mura, i cortili, i vigneti e il profilo delle colline costruiscono una scenografia reale, impossibile da riprodurre in un teatro tradizionale. La musica arriva in un luogo già carico di suggestioni e trova nel vino un compagno naturale, capace di richiedere lo stesso tempo, la stessa attenzione e la stessa disponibilità all’ascolto.
Banfi porta a Montalcino artisti abituati ai più importanti festival del mondo e offre al pubblico un’esperienza nella quale il concerto prosegue idealmente nel paesaggio, nei calici, nell’ospitalità e nell’identità del territorio. Questa capacità di tenere insieme eccellenze diverse costituisce uno dei maggiori meriti della manifestazione.

Rodolfo Maralli, Cristina Mariani-May
Cristina Mariani-May e Rodolfo Maralli, i padroni di casa
A rappresentare lo spirito di Banfi sono stati ancora una volta Cristina Mariani-May, CEO e proprietaria dell’azienda, e Rodolfo Maralli, presidente di Banfi. La loro presenza racconta una guida aziendale che considera il festival parte integrante dell’identità di Montalcino e del rapporto costruito con il pubblico.
Cristina Mariani-May incarna la dimensione internazionale di Banfi e il legame della famiglia con una terra divenuta nel mondo sinonimo di qualità italiana. Rodolfo Maralli, presidente Banfi, è anche il motore organizzativo della rassegna, figura capace di accompagnarne la crescita con competenza, passione e una conoscenza profonda del vino, della musica e delle esigenze necessarie per costruire eventi di questo livello.
Accanto alla direzione artistica di Eugenio Rubei, il lavoro di Banfi ha reso possibile un programma che non ha cercato scorciatoie. Ogni serata ha avuto una propria identità, ogni artista è stato inserito in un percorso riconoscibile, ogni luogo è diventato elemento vivo della narrazione.
Montalcino capitale internazionale del jazz
Jazz & Wine ha prodotto anche un risultato importante per Montalcino. Per una settimana il nome della città del Brunello è stato associato a musicisti provenienti da esperienze, culture e generazioni differenti. Il festival ha attirato visitatori, appassionati e viaggiatori, offrendo loro una ragione ulteriore per conoscere il borgo, il paesaggio, le aziende vinicole e la gastronomia locale.
La manifestazione dimostra come un grande evento possa valorizzare il territorio conservandone misura e identità. Montalcino non diventa una semplice cornice promozionale. Il borgo entra nel concerto, ne determina l’atmosfera e offre agli artisti un rapporto speciale con il pubblico.
Quando sul palco salgono musicisti del livello di Kenny Garrett, Danilo Rea, Hamid Drake, Antonello Salis, Stefano Di Battista, Rosalia De Souza, Rita Marcotulli, Andy Sheppard ed Enrico Rava, la distanza dalle capitali internazionali della musica si annulla. Per sette notti Montalcino è stata uno di quei luoghi nei quali occorre esserci, perché il valore dell’esperienza nasce anche dalla sua irripetibilità.
Verso la trentesima edizione di Jazz & Wine
Dopo ventinove edizioni, Jazz & Wine in Montalcino possiede ormai la forza delle manifestazioni entrate nella storia culturale italiana. L’intuizione nata nel 1998 ha mantenuto intatta la propria efficacia: mettere in relazione la qualità del jazz con quella del vino, scegliendo artisti importanti e affidando alla bellezza di Montalcino il compito di completare il racconto.
La prossima edizione avrà il valore speciale del trentesimo anniversario. Il successo del 2026 alza ulteriormente le aspettative e consegna a Banfi un patrimonio fatto di musica, ospitalità, prestigio e riconoscibilità internazionale.
L’applauso finale tributato agli artisti è stato anche un applauso a chi ha reso possibile questa settimana: a Banfi, a Cristina Mariani-May, a Rodolfo Maralli, a Eugenio Rubei e a tutte le persone impegnate nell’organizzazione. Jazz & Wine ha salutato il pubblico con le note di Enrico Rava, lasciando già aperta l’attesa per il 2027. Montalcino ha dimostrato ancora una volta che la grande musica può trovare casa nella terra del Brunello e parlare al mondo con una voce pienamente italiana.
Kenny Garret
Danilo Rea
Hamid Drake

Antonello Salis
Stefano Di Battista
Rosalia De Souza
Rita Marcotulli
Enrico Rava
