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11 Maggio 2021

Pubblicato il

La campagna “Sono bambina, non una Sposa”, riparte dal Senato

di Redazione

Il Governo italiano “adotta” la Campagna di sensibilizzazione contro i matrimoni forzati insieme a Giorgia Butera

Il Governo italiano “adotta” la Campagna di sensibilizzazione contro i matrimoni forzati. Giorgia Butera e le sue ragazze protagoniste nella Sala degli Atti Parlamentari del Senato a Palazzo della Minerva in Roma. La bambina protagonista del magico scatto di Alessandra Lucca che aveva incantato anche l’ONU durante i lavori di New York di qualche settimana fa, troneggia e fa da cornice al tavolo di lavoro che vede protagoniste Giorgia Butera, sociologa ed ideatrice della Campagna, Isabella Rauti, delegata del Ministero dell’Interno alle politiche di contrasto alla violenza di genere, Valeria Fedeli, vice presidente del Senato, Alessandra Lucca e Sabrina Perrone con Alessandra Di Pietro, moderatrice dell’incontro.

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Diritti umani negati, bambine ed adolescenti date in sposa anche in cambio di qualche manciata di farina. Questi alcuni dei temi illustrati dalla Butera. “La nostra Campagna di sensibilizzazione, ha infatti sottolineato, nasce per dare voce a chi non ce l’ha. Sono milioni le bambine che si ritrovano mogli e madri e che sono soggette a crimini e violenze di ogni tipo. Persino la gravidanza può significare la morte per quelle povere spose bambine.”

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L’esperienza in Afghanistan che Isabella Rauti riassume nel suo intervento è quanto mai calzante così come l’incoraggiamento al team della Butera nel proseguire la strada intrapresa con il sostegno del suo ufficio. “Il dramma delle bambine spose, ha detto tra l’altro, è un tema drammatico che colpisce tutti noi. L’Italia è tra i Paesi che condannano questa pratica ancora in vigore in diverse parti del mondo, segno che c’è ancora molto lavoro da fare. La vostra campagna, ha concluso rivolgendosi a Giorgia, merita tutto il sostegno possibile.”

Un plauso anche da parte della vice presidente del Senato, Valeria Fedeli che ha tenuto a sottolineare anche il proprio appoggio:“Si tratta di diritti umani negati. La Campagna deve circolare in coordinazione con le azioni internazionali contro i matrimoni forzati che già vedono l’Italia tra i Paesi protagonisti.”

La drammaticità delle bambine date in sposa nel mondo ha numeri da capogiro. Africa e Asia in testa, si registrano decine di migliaia di matrimoni forzati anche in Occidente e le migrazioni di massa degli ultimi anni potrebbero far registrare dei casi anche da noi in breve tempo. Con esiti che spesso provocano danni fisici e morali permanenti, se non la morte, le unioni di ragazzine e adolescenti anche con adulti, continuano a far parte di diverse culture che continuano a vedere la donna come una cosa o un animale che non ha diritti.

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“Non possiamo accettare lo status quo in vigore in questi Paesi, ha concluso Giorgia Butera, ed è per questo che è già partito un programma di educazione ed informazione nelle scuole che sta toccando nazioni che vivono questo dramma quotidianamente. Oggi, e ringrazio le istituzioni che ci hanno ospitato in questa sala prestigiosa per le parole di sostegno ed incoraggiamento, è un nuovo giorno dal quale ripartire con lo stesso entusiasmo che ci spinge a lavorare per questa causa incessantemente e che ci ha portato fino a qui.”

“Sono Bambina, non una Sposa” è una Campagna di Sensibilizzazione promossa da Giorgia Butera, Alessandra Lucca, Federica Simeoli e Silvia Zeynabou Sampugnaro.  E’ candidata al Premio San Bernardino.

 
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