Dal barocco al jazz, dall’opera lirica alle colonne sonore del cinema: la rassegna “La Grande Musica nelle Periferie” promette di trasformare per dieci giorni la Chiesa di San Romano Martire, nel cuore di Pietralata, in un palcoscenico di straordinaria qualità musicale. L’iniziativa, organizzata da R S Eventi Srl con il sostegno di Roma Capitale e il finanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del PNRR, offrirà cinque appuntamenti gratuiti dal 19 al 30 ottobre 2025, portando in periferia alcuni tra i repertori più amati della tradizione classica e non solo.
La Grande Musica nelle Periferie: un progetto che valorizza il territorio
La rassegna nasce con un obiettivo preciso: avvicinare il pubblico alla grande musica anche al di fuori dei consueti circuiti del centro storico. Portare concerti sinfonici e lirici in una zona popolare come Pietralata non è solo una scelta artistica, ma un atto culturale e sociale. La chiesa di San Romano Martire, punto di riferimento per la comunità, diventa così uno spazio di incontro e condivisione, dove la bellezza del linguaggio musicale diventa strumento di inclusione.
Il programma: da Vivaldi a Duke Ellington fino agli Oscar del cinema
Il calendario dei concerti è costruito per abbracciare gusti e generi diversi, offrendo un percorso musicale che attraversa epoche e stili.
- Domenica 19 ottobre, ore 16.30 – Vivaldi e Bach per violino e archi: protagonista la Vivaldiana Chamber Orchestra diretta dal violinista Corrado Stocchi.
- Martedì 21 ottobre, ore 19.30 – Beethoven e Schubert per fiati: l’Orchestra di Fiati Santa Croce guidata da Arman Azemoon porta in scena due giganti del romanticismo.
- Giovedì 23 ottobre, ore 19.30 – Duke Ellington e i suoi contemporanei: serata swing con la Cotton Club Orchestra diretta da Remo Izzi.
- Domenica 26 ottobre, ore 16.30 – Gran Gala del Bel Canto: l’Orchestra Filarmonica di Testaccio con le voci del soprano Anna Kazlova e del baritono Giorgio Carli, diretti da Stefano Sovrani.
- Giovedì 30 ottobre, ore 19.30 – Gli Oscar del Cinema: la Nova Amadeus Chamber Orchestra e la voce di Anna Kazlova chiudono la rassegna con le più celebri colonne sonore.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti, un dettaglio che rende l’offerta culturale ancora più accessibile.
Le istituzioni e i finanziamenti: un progetto del PNRR
“La Grande Musica nelle Periferie” non è un’iniziativa isolata, ma parte di un programma più ampio di rigenerazione culturale. Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum 2025, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Next Generation EU, misura M1C3 – Investimento 4.3 “Caput Mundi”. La collaborazione con SIAE conferma la volontà di dare solidità e visibilità all’iniziativa, che si inserisce tra i grandi eventi turistici e culturali della città.
Una risposta alla domanda di cultura nelle periferie
Secondo gli organizzatori, la scelta di Pietralata non è casuale: portare musica sinfonica in una zona lontana dal centro storico significa investire nelle comunità locali, creando opportunità di partecipazione e accesso gratuito a eventi di alto livello. “Non è solo un concerto – spiegano da R S Eventi – ma un’occasione per trasformare la periferia in un luogo di attrazione culturale e sociale, capace di unire le persone attorno alla musica”.
Come partecipare agli eventi
La Chiesa di San Romano Martire si trova in Largo Beltramelli 18, con ingresso laterale da via delle Cave di Pietralata 81. È facilmente raggiungibile con la metro B (fermate Tiburtina o Quintiliani) e con diverse linee autobus (111, 211, 409, 450). Gli organizzatori consigliano di utilizzare mezzi pubblici, bicicletta o spostamenti a piedi per favorire la mobilità sostenibile.
Per ulteriori informazioni, R S Eventi Srl mette a disposizione un’infoline telefonica (334 7362163), un contatto email (rseventisrl@gmail.com) e il sito ufficiale www.rseventi.it, oltre alla pagina Facebook dedicata.
Un ponte tra centro e periferia attraverso la musica
“La Grande Musica nelle Periferie” non è soltanto una rassegna di concerti, ma un segnale importante: la cultura può e deve essere accessibile a tutti, ovunque. Portare Beethoven, Ellington o le colonne sonore del cinema in una chiesa di quartiere significa ridurre le distanze, abbattere barriere sociali e dare alla musica il suo ruolo universale: quello di unire, emozionare e valorizzare i luoghi in cui viviamo.
