Vuoi la tua pubblicità qui?
01 Ottobre 2020

Pubblicato il

La legge anti-omofobia torna in aula

di Redazione

Si riapre il dibattito e si riaccendono i dissensi. Questa mattina manifesteranno le "Sentinelle"

Torna alla Camera la discussione sulla legge contro l’omofobia, e tornano i dissensi e le proteste.
Ci eravamo lasciati con la manifestazione di Manif Pour Tous in piazza di Pietra, a Roma, prima della pausa estiva; ci ritroviamo con le “Sentinelle in piedi” – sentinelle della libertà d’espressione – che, pacificamente, vogliono dimostrare la loro contrarietà a quella che definiscono, nei fatti, una legge bavaglio.
Dopo Brescia, oggi sarà la volta di Roma. L’appuntamento è davanti a Montecitorio, dalle 10.30 alle 12.30.

In Aula, nelle prossime ore, Pd, Sel e M5S formeranno un fronte unico per tentare di modificare il testo uscito dalla Commissione Giustizia, frutto della mediazione tra Ivan Scalfarotto (Pd) e Antonio Leone (Pdl).
Così com’è, la legge, non piace in primis alle associazioni gay, che rimproverano ai due relatori – a Scalfarotto in particolare – di averla essenzialmente resa inutile e impresentabile, avendo eliminato l’ipotesi dell’aggravante di omofobia e transfobia.
A farsi portavoce di questo malcontento, è stato soprattutto il Presidente dell’Associazione Arcigay, Flavio Romani: all’Espresso, aveva infatti dichiarato che “senza l'articolo 3 della Legge Mancino, non ha nessun senso votare questa legge”.

Vuoi la tua pubblicità qui?

Dall'altra parte, invece, ci sono Lega Nord, Pdl e Fratelli d'Italia.
Per i primi due, il rischio di privilegiare determinati soggetti in virtù del loro orientamento sessuale, è dietro l'angolo. In questo modo, dimenticando che ve ne esistono altri, eterosessuali, quotidianamente vittime di abusi o violenze, che gli articoli in questione dimenticano di tutelare.

Fratelli d’Italia, invece, per il tramite dei due deputati Giorgia Meloni e Edmondo Cirielli, pone l’attenzione su un altro aspetto: il timore che si possa generare un reato d’opinione, che punirebbe chiunque si trovasse in condizione di esprimere “il dissenso per i matrimoni gay o la contrarietà all'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali o semplicemente affermando, in base al proprio credo religioso, che l'omosessualità sia un peccato”.
Secondo Fdi bisogna tutelare quindi la libertà d’espressione.

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento