La Regione Lazio mette sul tavolo 15 milioni di euro per trasformare idee e risultati scientifici in aziende capaci di stare sul mercato. Due nuovi avvisi, Preseed e Technology Transfer Lazio, puntano a sostenere la nascita e la crescita di startup basate su tecnologie ad alto impatto innovativo, con un mix di sovvenzioni, servizi specialistici e mentorship.
Le misure, presentate insieme a Lazio Innova, si inseriscono nel Programma Regionale Lazio FESR 2021–2027 e mirano a rafforzare la capacità di ricerca e innovazione, accelerando l’introduzione di tecnologie avanzate sul territorio.
15 milioni per startup e tecnologia: come cambia il sostegno regionale
La dotazione complessiva è suddivisa in 3 milioni destinati alla misura Preseed e 12 milioni riservati a Technology Transfer Lazio. Non si tratta soltanto di contributi economici: l’impianto prevede accompagnamento e competenze, con percorsi strutturati che mirano a portare i progetti verso investitori e partner industriali.
Le misure sono state presentate dalla vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio, Roberta Angelilli, dal presidente di Lazio Innova, Francesco Marcolini, dal direttore generale di Lazio Innova, Andrea Ciampalini, e dalla responsabile ESA BIC Lazio & Spazio Attivo Roma Tecnopolo, Michela Michilli.
Un parterre che evidenzia l’intenzione di legare finanziamenti pubblici e strumenti operativi, con una regia pensata per accompagnare startup e gruppi di ricerca in un passaggio spesso complesso: quello che porta dall’idea al prodotto, dal prototipo alla commercializzazione.
Roberta Angelilli ha sintetizzato così la linea politica: le due misure “sostengono concretamente le startup e i team di ricerca del Lazio, accompagnandoli nella crescita, nel mercato e nell’attrazione di investitori, valorizzando talenti, tecnologie e nuove idee imprenditoriali”.
L’assessore ha ricordato anche il posizionamento regionale: il Lazio è la seconda regione italiana per numero di startup e imprese innovative, con oltre 1.500 registrate, e può contare su un fondo di venture capital da circa 140 milioni di euro gestito da Lazio Innova, destinato a stimolare investimenti diretti e rafforzare la competitività del territorio.
Preseed Lazio: contributo al 100% e incentivi legati al capitale
La misura Preseed è pensata per la fase iniziale, quella in cui una startup ha bisogno di risorse per strutturarsi, validare il modello di business e presentarsi in modo credibile a investitori e mercato. Possono accedere le startup innovative costituite da non oltre 36 mesi e le società da costituire, a condizione che completino la costituzione entro 45 giorni dall’ammissione al contributo.
L’elemento che rende lo strumento particolarmente interessante è la forma del contributo: a fondo perduto, pari al 100% delle spese ammissibili, commisurato agli apporti di capitale destinati all’avvio dell’attività. Se l’apporto arriva da investitori terzi e indipendenti, il contributo può crescere fino al doppio dell’investimento, con un tetto massimo di 145.000 euro.
È una scelta che punta a premiare la capacità di attrarre capitale privato fin dall’inizio, incentivando l’incontro fra iniziativa imprenditoriale e investitori esterni.
La selezione avverrà con procedura valutativa “a sportello”, quindi in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino a esaurimento delle risorse disponibili. Le domande potranno essere presentate a partire dal 19 marzo 2026 tramite la piattaforma GeCoWEB Plus.
La tempistica suggerisce un aspetto pratico: chi intende partecipare dovrà preparare in anticipo documentazione e piano economico, perché la logica a sportello premia la prontezza, oltre alla qualità della proposta.
Technology Transfer Lazio: dieci mesi per portare la ricerca verso investitori e mercato
La seconda misura, Technology Transfer Lazio, è dedicata a progetti di ricerca con un livello di maturità tecnologica già alto: risultati che hanno superato i test di laboratorio e sono pronti per essere applicati. È il segmento in cui l’innovazione rischia spesso di fermarsi per mancanza di competenze imprenditoriali, accesso a reti industriali e risorse per la fase di avvicinamento al mercato.
La call è rivolta a team di ricercatori composti da almeno tre persone e a startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese. Il percorso dura dieci mesi ed è articolato in tre fasi: formazione, sviluppo del business model, accompagnamento agli investitori. È prevista la prima di quattro edizioni, segnale di un programma che non vuole restare episodico.
Sul piano economico, la misura prevede incentivi di dimensione significativa: un premio da 40.000 euro per l’avvio della fase iniziale, un contributo a fondo perduto fino a 110.000 euro per sostenere le attività della fase finale e, per almeno due progetti ritenuti particolarmente promettenti, un investimento in quasi-equity fino a 400.000 euro tramite il fondo TT Venture Lazio.
In questo modo la Regione, attraverso Lazio Innova, affianca alla sovvenzione un possibile intervento di tipo finanziario, capace di sostenere la crescita senza limitarsi al contributo una tantum.
Le candidature potranno essere presentate dalle ore 13.00 del 2 marzo 2026 fino alle ore 13.00 del 5 giugno 2026. Anche in questo caso, la finestra temporale è chiara e richiede preparazione: definire un progetto, costruire un impianto di valorizzazione e presentarsi con un profilo tecnico e imprenditoriale robusto.
Un ecosistema che si allarga: ricerca pubblica, investitori e grandi aziende
Durante l’evento sono state illustrate anche possibili collaborazioni con enti di ricerca, investitori e grandi aziende. Un passaggio rilevante, perché la crescita delle startup innovative dipende spesso dalla capacità di connettersi con filiere industriali e capitali pazienti, oltre che con laboratori e centri di competenza.
Sul tema sono intervenuti il direttore generale di Enea, Giorgio Graditi, la responsabile del Fondo Technology Transfer di CDP Venture Capital, Claudia Pingue, il responsabile Imprenditorialità, Incentivi e Occupazione di Invitalia, Roberto Pasetti, e il Chief Non Regulated Business Officer di Acea, Enrico Resmini. La presenza di attori pubblici e industriali indica un obiettivo implicito: costruire canali di sbocco e interlocutori concreti per chi sviluppa tecnologie, riducendo la distanza che separa spesso un progetto promettente dalla sua adozione reale.
Dal bando al risultato: cosa si attendono Regione e Lazio Innova
Le due misure, realizzate attraverso Lazio Innova e finanziate nell’ambito del Programma Regionale Lazio FESR 2021–2027, mettono al centro un’idea semplice: il valore della ricerca aumenta quando diventa applicazione, prodotto, servizio, occupazione qualificata.
L’approccio scelto combina contributi e accompagnamento, con un’attenzione evidente all’attrazione di investitori, sia nella logica del Preseed legata agli apporti di capitale, sia nel percorso Technology Transfer che culmina nell’interlocuzione con il mercato dei capitali e, per alcuni progetti, nell’investimento in quasi-equity.
Per il territorio laziale, l’impatto atteso riguarda più livelli: nuove imprese innovative, maggiore competitività in settori ad alto contenuto tecnologico, capacità di trattenere talenti che spesso guardano fuori regione o fuori Italia per trovare opportunità di crescita. E c’è un messaggio istituzionale chiaro: la pubblica amministrazione può diventare un acceleratore, se costruisce strumenti semplici da attivare, percorsi chiari e obiettivi misurabili.
