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24 Ottobre 2020

Pubblicato il

La vivisezione ha le firme contate

di Redazione

“La vivisezione è qualcosa che sta a metà tra un incubo e un film dell'orrore"

Gli ultimi mesi hanno riaperto l'eterno dibattito sulla controversa tecnica della Vivisezione.
Attendibilità dei risultati ed etica spiegati da chi la difende e da chi la ritiene inutile e dannosa. Anche Ignazio Marino, medico e politico ha raccontato la sua esperienza in merito.

Le trasmissioni televisive dedicate a cani e gatti si moltiplicano. Satellite e digitale terrestre miagolano..abbaiano. Addestratori che diventano popolari come rockstar, qualcuno di dubbio gusto,
continuano a riempire i palinsesti tv illustrando caratteri e sensazioni ed emozioni che i graziosi animaletti provano nei confronti dell' amato padroncino, dell'uomo.
Poi, però, ci sono altri graziosi animaletti che non hanno i palinsesti dedicati e nemmeno le “rockstar”satellitari che li seguono ma che, comunque, provano emozioni, hanno caratteri diversi e sensazioni, una particolarmente sviluppata.. il dolore!

“La vivisezione è qualcosa che sta a metà tra un incubo ed un film dell'orrore..!” Domenico ha nove anni, frequenta la quarta elementare e non riesce a capire come sia possibile fare quello che in molti “allevamenti/laboratorio” si fa quotidianamente. Bisognerà spiegarglielo allora, con parole semplici e possibilmente senza scendere troppo nei particolari che, altrimenti, potrebbe impressionarsi.

“Nel 1992 ho ucciso un babbuino.” (magari una partenza meno drammatica..) “Lavoravo negli Stati Uniti dove studiavamo la possibilità di trapiantare organi animali per salvare vite umane.” Le dichiarazioni, di qualche tempo fa, sono del medico e politico Ignazio Marino che era intervenuto in merito alla pratica della vivisezione. “Era il giugno di quell'anno, aveva proseguito, quando eseguimmo il primo trapianto di fegato di un babbuino ad un essere umano. Oggi, vent'anni dopo, credo si trattasse di una strada sbagliata perchè il sistema immunitario degli uomini e dei babbuini non sono compatibili. Ma non rinnego nulla. Il rispetto per ogni essere vivente è un dovere.”

L'intervento del medico politico sarebbe poi sceso nel merito spiegando anche l'utilità della vivisezione per l'uomo che senza questa “tecnica” vedrebbe a rischio la vita di milioni di vite.
L'Aids, ad esempio, come si fa a curarla? Ma di questo parleremo più avanti. La difesa della vivisezione era tutta nelle parole scritte e raccontate da Marino così come in quelle di altri medici, anche non politici, che ne elogiavano doti e qualità, magari concludendo con una frase di sicuro effetto come quella usata dal Marino in occasione delle dichiarazioni sopra riportate: “Il rispetto per ogni essere vivente è un dovere”.

La Direttiva Europea del 2010 (2010/63/UE) che avrebbe dovuto tutelare gli animali sottoposti ai “trattamenti umanitari” ha lasciato basiti. E' notizia di queste settimane la mobilitazione di milioni di persone e di media nazionali ed internazionali che stanno cercando di abrogare la direttiva e di conseguenza la vivisezione. Personaggi e gente comune, rockstar (vere, stavolta) e medici e politici decisi a cancellare qualcosa che Claude Reiss, per oltre trentacinque anni alla guida del settore Ricerca in biologia molecolare al Cnrs, ha definito senza mezzi termini, “Inutile e dannosa”.

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“I test animali sono inutili e dannosi. Oltre il 90% dei medicinali testati sugli animali vengono rigettati prima degli esperimenti clinici sull'uomo perchè le prove sono ritenute inattendibili”.
Reiss inizia dalla fine ed è esplicito, netto.”Il motivo? Ogni specie animale, prosegue, ha un proprio genoma, unico ed irripetibile”. Semplifichiamo: il topino di Cenerentola o, ad esempio, il cucciolo di Beagle, reagiscono in maniera diversa allo stesso tipo di “esperimento”.

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“Prendiamo l'Aids, sottolinea Reiss, lo scimpanzè è l'animale più vicino all'uomo usato in laboratorio. Beh, è assolutamente immune all'Aids mentre ha convergenze simili all'uomo in caso di Ebola. E' chiaro, prosegue, che le reazioni variano da specie a specie e di volta in volta”.
Ed allora, ci chiediamo, l'uso dei topini così cari (non certo nel senso economico del termine) alle cause farmaceutiche per testare medicinali? Non serve? Esiste l'alternativa alla vivisezione?

“La tossicogenomica, gli esperimenti sulle cellule umane, è la risposta di Reiss che spiega, è basata su esperimenti che anziché gli animali utilizza cellule umane in coltura che vengono sottoposte a test di laboratorio. Al di là dell'aspetto economico, ha concluso, che ne gioverebbe rispetto all'uso degli animali, ci permette di monitorare i risultati di tossicità in tempo reale ed esclude le differenze che troveremmo, ad esempio, tra topi diversi.”

Insomma, sembra proprio che un'alternativa valida e certamente più etica rispetto alla vivisezione esista e si stia sviluppando sempre di più. Il piccolo Domenico potrebbe, presto, smettere di avere incubi nel sonno e l'Europa, nel frattempo, svegliarsi.
 

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