Le notizie dei Comuni del Lazio

Latina investe nel welfare: 15 assistenti sociali assunti a tempo indeterminato entro il 2025

Il Comune di Latina ha deciso di non aderire a un avviso pubblico per l’assunzione di assistenti sociali a tempo determinato e ha fatto meglio
a cura di Alessandra Monti
Comune di Latina (da Fb Gruppo Latina News)
Comune di Latina (da Fb Gruppo Latina News)

Non sempre un’occasione mancata equivale a un errore. Lo si comprende meglio se si guarda a quanto accade a Latina, dove il Comune ha deciso di non aderire a un avviso pubblico per l’assunzione di assistenti sociali a tempo determinato. Una decisione che, presa da sola, poteva sollevare perplessità. Ma dietro c’è una strategia più articolata, pensata con l’idea di costruire nel tempo una struttura stabile e realmente operativa.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

Durante la seduta di Question Time, l’assessore al Personale Andrea Chiarato ha illustrato la direzione intrapresa, rispondendo a una interrogazione sollevata da alcuni consiglieri. In aula era presente anche l’assessore ai Servizi sociali Michele Nasso, il cui intervento ha rafforzato il senso di una visione condivisa dalla giunta. Al centro del dibattito, la mancata partecipazione del Comune di Latina – capofila dell’Ambito Territoriale Sociale LT2 – all’avviso per assumere personale con contratti triennali. Un’assenza che ha suscitato interrogativi e critiche, ma che, a ben vedere, si inserisce in un progetto amministrativo molto più ambizioso.

Lavoro stabile per servizi stabili: il ragionamento dietro la scelta

L’amministrazione ha fatto sapere che non ritiene la forma contrattuale a tempo determinato adatta a rafforzare in modo solido ed efficiente i servizi sociali territoriali. Non si tratta di una posizione ideologica, ma di una valutazione pratica. Come ha spiegato l’assessore Chiarato, formare personale specializzato richiede tempo, risorse e un’organizzazione interna capace di valorizzarne le competenze. Offrire un incarico di tre anni, in questo contesto, significherebbe disperdere energie e, probabilmente, vanificare l’investimento formativo prima ancora di vederne i frutti.

A sostenere questa impostazione non è solo il Comune di Latina, ma l’intero Distretto LT2, tramite un’apposita deliberazione del Comitato dei Sindaci. Ogni Comune del Distretto si è impegnato a muoversi autonomamente, utilizzando fondi già esistenti ma finora mai pienamente impiegati: tra questi, il Fondo di solidarietà comunale (quota aggiuntiva servizi sociali) e il contributo assunzioni assistenti sociali previsto dal Fondo Povertà. L’idea è quella di garantire la presenza stabile di professionisti del sociale sul territorio, con contratti a tempo indeterminato, e superare la logica della risposta temporanea alle emergenze.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

Le tappe amministrative: bilancio, DUP e PIAO

Per rendere possibile l’assunzione di 15 assistenti sociali a tempo indeterminato entro il 2025, il Comune sta lavorando a una serie di passaggi tecnici. Si partirà da una variazione di bilancio, necessaria per creare i capitoli di spesa da cui attingere per coprire i nuovi posti. Subito dopo, si metterà mano al Documento Unico di Programmazione (DUP), che dovrà essere aggiornato dal Consiglio comunale per allinearsi alla nuova previsione di fabbisogno. Infine, toccherà al PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione), che verrà modificato con una delibera della giunta per accogliere le nuove assunzioni.

È un percorso tecnicamente complesso, che richiede il coinvolgimento di diversi dipartimenti e tempi di approvazione non sempre brevi. Ma è proprio questa articolazione a confermare che si sta lavorando su basi strutturali e non su soluzioni tampone.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

L’obiettivo: un assistente sociale ogni 6.500 abitanti

Dietro a queste mosse c’è anche un altro obiettivo, non solo simbolico ma di grande rilevanza operativa. Con le 15 assunzioni, Latina punta a raggiungere la soglia prevista per accedere al contributo strutturale del Fondo Povertà: un assistente sociale ogni 6.500 abitanti. Non è una formalità burocratica. Significa poter contare su risorse continuative nel tempo, legate al mantenimento di standard di servizio che vanno a beneficio dell’intera comunità.

Come ha sottolineato l’assessore Nasso, questa scelta segna un cambiamento di paradigma: non si tratta più di rincorrere le emergenze o di rispondere a bandi estemporanei, ma di costruire una rete di servizi sociali fondata su personale qualificato, formato e soprattutto stabile.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista