Latina, Pontina e Appia, tre morti in poche ore: due giovani perdono la vita nello schianto con un camion frigo

Tre morti in poche ore sulle strade pontine: due giovani vittime sulla Pontina, un altro decesso sull’Appia. Feriti gravi e viabilità bloccata
Di Alessandra Monti
Carabinieri e Ambulanza
Carabinieri e ambulanza

Due giovani morti sulla Pontina, un ferito in ospedale e un’altra vittima poche ore dopo sull’Appia. Il sabato nero delle strade pontine si è aperto all’alba del 16 maggio con uno scontro violentissimo nel territorio di Latina, lungo una delle arterie più discusse e pericolose del Lazio.

Incidente sulla Pontina a Latina: lo scontro al chilometro 71,4

L’impatto è avvenuto sulla Statale Pontina, all’altezza del chilometro 71,4, in direzione Terracina, nel tratto del cavalcavia di via Picasso, dove la strada attraversa il capoluogo pontino. A scontrarsi sono stati un suv Peugeot 3008 e un camion frigorifero. La dinamica è ancora al vaglio degli accertamenti, ma il quadro emerso nelle prime ore racconta una sequenza rapida e devastante.

Alla guida del suv c’era Alessandro Buglione, 28 anni, residente a Doganella di Ninfa, in provincia di Latina. Era un saldatore e stava andando al lavoro. Mentre percorreva la Pontina in direzione sud, avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo sulla corsia opposta. L’asfalto bagnato potrebbe aver avuto un ruolo nella perdita di aderenza, anche se saranno i rilievi a chiarire ogni passaggio.

In quel momento, dalla direzione opposta, arrivava il camion frigo su cui viaggiavano Simone Lauretti, 37 anni, di Terracina, e lo zio. Erano diretti verso Roma per consegnare pesce fresco. L’urto non ha lasciato scampo ad Alessandro, che si trovava alla guida del suv, né a Simone, seduto sul lato passeggero del mezzo pesante. Per entrambi i soccorsi non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

Chi erano Simone Lauretti e Alessandro Buglione

Il bilancio umano dell’incidente sulla Pontina rende ancora più pesante una tragedia consumata in pochi istanti. Simone Lauretti lascia la compagna e due figli piccoli. La sua giornata era iniziata come tante altre, con un viaggio di lavoro verso la Capitale, a bordo di un camion frigo utilizzato per il trasporto di prodotti ittici. Un tragitto ordinario, trasformato all’improvviso in una scena di morte.

Alessandro Buglione aveva 28 anni e stava raggiungendo il luogo di lavoro. Anche per lui la mattinata era cominciata presto, lungo una strada percorsa ogni giorno da migliaia di automobilisti, pendolari, autotrasportatori e lavoratori della provincia pontina. La Pontina è una direttrice fondamentale per i collegamenti del basso Lazio, ma resta una delle strade con maggiore esposizione al rischio, soprattutto nei tratti dove velocità, traffico intenso, fondo stradale e condizioni meteo possono incidere in modo pesante sulla sicurezza.

Lo zio di Simone, che viaggiava sul camion frigorifero, è rimasto ferito ed è stato accompagnato in ospedale. Le sue condizioni sono state affidate alle cure dei sanitari. La presenza dei mezzi di soccorso, delle squadre impegnate sulla viabilità e delle forze dell’ordine ha reso necessarie limitazioni alla circolazione per consentire i rilievi e la rimozione dei veicoli coinvolti.

Via Appia, un’altra vittima nel territorio di Monte San Biagio

La giornata ha registrato un secondo grave incidente in provincia di Latina, questa volta lungo la via Appia, all’altezza di Terracina, nel territorio comunale di Monte San Biagio. Due auto si sono scontrate al chilometro 108. Una persona è morta e un’altra è stata trasportata in ospedale in gravi condizioni.

Anche in questo caso la strada è stata chiusa per permettere l’intervento dei soccorritori, la gestione della viabilità e il ripristino della circolazione. Sul posto sono intervenuti il personale medico del 118, le forze dell’ordine e le squadre Anas. La chiusura del tratto ha avuto ripercussioni sui collegamenti locali, in una fascia oraria già delicata per gli spostamenti del fine settimana.

Il dato che colpisce è la concentrazione di episodi gravi in poche ore, su due arterie centrali per la mobilità pontina. La Pontina e l’Appia non sono semplici strade di collegamento: sono percorsi di lavoro, turismo, commercio, pendolarismo quotidiano. Ogni incidente riapre il tema della sicurezza, della manutenzione, dei comportamenti alla guida e dell’adeguatezza di infrastrutture percorse da un flusso continuo di auto, mezzi pesanti e veicoli commerciali.

Strade pontine, sicurezza e rischio quotidiano

La Pontina, in particolare, porta con sé da anni una fama legata alla pericolosità. Il tracciato alterna tratti veloci, svincoli, immissioni, curve, restringimenti e punti in cui l’errore umano può trasformarsi in una conseguenza irreparabile. La pioggia, il fondo viscido e la visibilità ridotta aumentano la possibilità di sbandate e invasioni di corsia, specialmente quando a incrociarsi sono veicoli con peso e dimensioni molto diverse.

La presenza di un camion frigorifero coinvolto nello scontro rende evidente anche un altro aspetto: su queste arterie viaggiano ogni giorno mezzi legati alla filiera del lavoro, alle consegne, alle attività produttive. Non si tratta solo di spostamenti privati. Le strade pontine reggono una parte importante della vita economica del territorio, dalla logistica all’agroalimentare, dai servizi al turismo costiero.

Dopo l’incidente al chilometro 71,4, le operazioni di soccorso e messa in sicurezza hanno richiesto tempo. In casi simili, ogni minuto serve a proteggere i feriti, mettere in sicurezza i mezzi, evitare ulteriori pericoli per chi arriva sul posto e raccogliere gli elementi necessari per ricostruire la dinamica. La riapertura della circolazione arriva solo quando il tratto può essere percorso senza nuovi rischi.

Tre decessi in poche ore e una domanda sulla prevenzione

Il sabato del 16 maggio lascia sulle strade della provincia di Latina un bilancio durissimo: tre persone morte e almeno due feriti, uno dei quali in condizioni gravi. Numeri che raccontano dolore familiare, lavoro interrotto, vite spezzate in tragitti ordinari.

La prevenzione passa da più fattori: prudenza alla guida, rispetto dei limiti, condizioni dei veicoli, qualità dell’asfalto, segnaletica, controlli, tempi di intervento e investimenti sulle infrastrutture. Nessuno di questi elementi, da solo, basta a cancellare il rischio. Insieme, però, possono ridurre la probabilità che una sbandata, una distrazione o un tratto scivoloso diventino una tragedia.

Sul cavalcavia di via Picasso, a Latina, restano i segni di uno scontro che ha portato via Simone Lauretti e Alessandro Buglione. Sull’Appia, a Monte San Biagio, un’altra famiglia deve fare i conti con un decesso improvviso. Il fine settimana sulle strade pontine si apre così, con un doppio allarme che riporta al centro il valore della sicurezza su percorsi usati ogni giorno da migliaia di persone.

 
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Cronaca

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