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06 Aprile 2021

Pubblicato il

Farmaco viaggiante

Latina, smantellato traffico illecito di medicinali dall’Italia alla Gran Bretagna

di Redazione

Rubavano ricette mediche da strutture sanitarie e le falsificavano, trafficando farmaci, fino a renderli indisponibili per i pazienti

Latina traffico medicinali
Immagini durante i sequestri dei Carabinieri Nas

Rubavano ricette mediche da strutture sanitarie e le falsificavano, trafficando farmaci, fino a renderli indisponibili per i pazienti. Poi li spedivano all’estero, in Gran Bretagna, dove questi medicinali erano “spacciati”.

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Latina, traffico medicinali, l’indagine “Farmaco viaggiante”

Dalle prime luci dell’alba, i carabinieri del Nas di Latina, a conclusione di un’articolata indagine denominata “Farmaco viaggiante”, hanno dato esecuzione a 18 misure cautelari. Di cui 5 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 8 all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria .

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I 18 soggetti sono indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di farmaci (destinati a cure particolari come il morbo di Parkinson e l’epilessia) di provenienza illecita. Si aggiungono i reati di falso, furto, ricettazione e truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale.

Il Procuratore aggiunto dott. Carlo Lasperanza ha coordinato l’attività e con lui il sostituto procuratore dott.ssa Daria Monsurrò.

Le investigazioni si sono svolte anche in collaborazione diretta (sono stati svolti diversi incontri presso l’ambasciata Inglese di Roma) con i referenti della National Crime Agency (Nca) inglese (struttura del Ministero dell’Interno britannico deputata al contrasto delle organizzazioni criminali).

I provvedimenti restrittivi – emessi dal Gip del Tribunale di Latina, dott. Pier Paolo Bortone, hanno visto l’impiego di oltre 100 militari del comando carabinieri per la Tutela della salute. La collaborazione dell’Arma territoriale nelle province di Napoli, Caserta, Avellino, Firenze, Milano e La Spezia, con il supporto di personale tecnico del Ros.

Traffico farmaci: sottratti al servizio sanitario nazionale e ai pazienti con Parkinson ed Epilessia

L’indagine ha permesso di smantellare un sodalizio criminoso, con sede a Sant’Antimo (in provincia di Napoli), delineando i ruoli degli indagati (per la gran parte con precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio).

Gli indagati attraverso la spendita di ricette mediche false e riconducibili a bollettari oggetto di furti (perpetrati dai sodali presso strutture sanitarie e studi medici ricadenti nelle regioni Lazio, Toscana e Lombardia), acquisivano indebitamente (e a costo zero) farmaci ad alto costo (totalmente a carico del Servizio sanitario nazionale) in farmacie delle regioni coinvolte cui appartenevano i ricettari.

Uno degli aspetti più gravi è che talvolta determinavano l’indisponibilità di tali medicinali (per pazienti, farmacie e depositi farmaceutici regionali).

Traffico medicinali arrivava fino in Gran Bretagna

Gli approfondimenti investigativi sono stati condotti mediante attività tecniche, ricognizioni fotografiche di pacchi postali destinati all’estero (Gran Bretagna), reiterati servizi di pedinamento. Ma anche per mezzo di acquisizioni di video presso farmacie per l’identificazione dei soggetti coinvolti, l’esame di una moltitudine di dati e di documentazione sanitaria (circa 10.000 ricette).

Questi approfondimenti hanno consentito di risalire al modus operandi dei componenti dell’intera struttura associativa e al recupero, con contestuale sequestro, di 260 confezioni di farmaci. Per un valore complessivo di circa 10.000 euro e di 650 ricette mediche oggetto di furto.

Gli agenti hanno quindi individuato il successivo canale di ricettazione dei farmaci illecitamente ottenuti che, una volta raccolti presso depositi abusivi, localizzati a Sant’Antimo, venivano spediti nel Regno Unito a uno dei sodali.

Tale sodale (già latitante in quanto colpito da pregresso provvedimento restrittivo), li reimmetteva nel legale circuito commerciale europeo, avvalendosi di operatori e grossisti del posto.

Il danno viene quantificato in circa 1 milione di euro, cifra indebitamente rimborsata dal Servizio sanitario nazionale alle farmacie interessate. L’operazione ha permesso la chiusura dei canali commerciali illeciti e il sequestro di alcuni farmaci in spedizione.

 
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