La stagione balneare 2026 sul lungomare di Latina parte da un principio semplice: la spiaggia libera resta un bene pubblico e i servizi devono migliorare l’accoglienza senza occupazioni di fatto. Con questo obiettivo, la giunta guidata dal sindaco Matilde Celentano ha approvato lo schema delle nuove convenzioni dedicate agli operatori interessati al noleggio di attrezzature balneari sulle spiagge libere comunali del tratto A, affiancando regole più puntuali su sicurezza, pulizia e accessibilità.
Regole 2026 sul litorale di Latina: cosa cambia su spiagge libere e servizi
L’atto approvato in giunta, su indirizzo dell’assessore alla Marina, Demanio marittimo e Turismo Gianluca Di Cocco, punta a dare applicazione concreta al Regolamento regionale Lazio n. 19 del 12 agosto 2016, finora ritenuto spesso disatteso. L’amministrazione rivendica una scelta netta: uniformare la gestione delle spiagge libere, rendendo chiari i confini del lecito e fissando obblighi verificabili per chi opera sul demanio a fini turistico-ricreativi.
Convenzioni per il noleggio di lettini e ombrelloni: uso temporaneo e niente “preposizionamento”
Il punto più delicato riguarda il noleggio di sdraio, lettini e ombrelloni: sarà consentito esclusivamente in forma temporanea e regolamentata. In concreto, viene escluso il “preposizionamento” fisso delle attrezzature e viene ribadito che l’attività commerciale non deve limitare la libera fruizione dell’arenile. Il messaggio è esplicito: nessun servizio può trasformarsi in una barriera, né può creare una spiaggia “a invito” solo per chi paga.
Stop alla privatizzazione di fatto: accesso libero a mare e battigia come regola base
Nel testo richiamato dal Comune viene ribadito il divieto di qualunque forma di privatizzazione di fatto della spiaggia. Per l’amministrazione, il libero e gratuito accesso a mare e battigia è un principio non negoziabile: chi fornisce un servizio lo fa dentro confini precisi, assumendosi responsabilità operative e non solo opportunità economiche. È una linea che punta anche a ridurre contenziosi e ambiguità nate, negli anni, da interpretazioni “elastiche” del concetto di spiaggia libera.
Salvamento obbligatorio e personale qualificato: il ruolo delle disposizioni della Capitaneria
Il tema sicurezza viene posto al centro: le convenzioni richiedono l’obbligo di assistenza e salvataggio dei bagnanti con personale qualificato, secondo le disposizioni della Capitaneria di Porto. Significa che il noleggio non è considerato un’attività “leggera” scollegata dai rischi del mare: se si opera su arenile pubblico, si garantisce vigilanza adeguata, presidio e prontezza nei soccorsi, con standard definiti dalle autorità competenti.
Servizi igienici accessibili e passerelle fino alla battigia: l’accesso al mare per tutti
Un altro capitolo riguarda l’accessibilità: dovranno essere garantiti servizi igienici, anche per persone con disabilità, e camminamenti o passerelle fino alla battigia, così da assicurare l’accesso al mare senza ostacoli. È una parte che incrocia turismo e diritti: la qualità di una spiaggia libera non si misura solo dal panorama, ma anche dalla possibilità reale di usufruirne, senza esclusioni di fatto.
Pulizia quotidiana e rifiuti: obblighi operativi, controlli più semplici
Nello schema approvato rientra l’obbligo di pulizia quotidiana dell’arenile e di corretta gestione dei rifiuti. Qui l’amministrazione punta su due effetti: spiagge più ordinate e controlli più immediati, perché ciò che è scritto in convenzione diventa parametro concreto per verifiche e contestazioni. In una zona di costa definita “strategica” per la balneazione e la fruizione pubblica, la manutenzione costante diventa anche biglietto da visita, soprattutto nei mesi di maggiore afflusso.
Fasce di libero transito: sicurezza e soccorso lungo il bagnasciuga
Viene confermato il rispetto delle fasce di libero transito lungo la battigia, considerate fondamentali per sicurezza e soccorso. È un punto spesso sottovalutato finché non accade un’emergenza: lasciare corridoi liberi facilita l’intervento, evita ingorghi di persone e attrezzature, riduce il rischio di incidenti e rende più fluida la convivenza fra chi passeggia, chi entra in acqua e chi presta assistenza.
Le parole di Celentano e Di Cocco: “legalità e trasparenza” sul lungomare di Latina
Il sindaco Celentano lega la delibera a un obiettivo politico-amministrativo: applicare una normativa regionale in vigore “da anni” per riportare legalità, trasparenza e rispetto dei diritti pubblici lungo il litorale, con un’attenzione specifica alle spiagge libere del tratto A.
Di Cocco insiste sul punto: la spiaggia è un bene pubblico, e “non esistono servizi senza responsabilità”, né attività economiche fuori dalle regole; l’intento dichiarato è chiudere la stagione delle interpretazioni arbitrarie e impedire “stabilimenti mascherati” su aree libere.
Avviso pubblico e iter operativo: cosa devono fare gli operatori interessati
Sul piano pratico, la delibera prevede che i soggetti privati interessati alla gestione dei servizi sulle spiagge libere del tratto A debbano stipulare apposite convenzioni con il Comune di Latina. La giunta ha autorizzato il dirigente del decimo dipartimento Patrimonio e Demanio ad adottare gli atti gestionali e a sottoscrivere la convenzione, che verrà resa nota attraverso avviso pubblico.
Per gli operatori, quindi, il passaggio decisivo sarà seguire l’avviso e presentare la propria disponibilità a rispettare obblighi, standard e controlli previsti.
Conseguenze attese: turismo più ordinato, diritti tutelati, regole uguali per tutti
L’impostazione scelta dal Comune mira a tenere insieme più esigenze: accoglienza turistica, sicurezza in mare, tutela del demanio e diritti dei cittadini. Se l’applicazione sarà coerente, l’effetto atteso è un litorale più ordinato e leggibile, con servizi utili ma senza restringere spazi pubblici.
E, soprattutto, con regole uniformi che riducono zone grigie: un punto che può incidere anche sul clima generale, perché quando l’arenile resta realmente fruibile e i servizi sono tracciabili, diminuiscono tensioni e contestazioni.
