I numeri diffusi da Latina Oggi il 24 ottobre 2025 offrono una fotografia netta della situazione: Latina è la provincia con i redditi dei lavoratori dipendenti più bassi del Lazio. La media annua si ferma a 24.496 euro, ben al di sotto della media regionale e distante anni luce da Roma e Viterbo.
Latina, stipendi e pensioni basse
Una condizione che non riguarda soltanto i salari ma si riflette anche sulle pensioni, in un quadro aggravato da inflazione, aumento del costo della vita e stipendi che da anni non crescono. Le famiglie del capoluogo pontino faticano a sostenere le spese quotidiane e il disagio sociale si manifesta con sempre maggiore evidenza.
Latina, scioperi e tensioni sul lavoro
Negli ultimi mesi la città è stata attraversata da un’ondata di scioperi che ha coinvolto categorie diverse: dipendenti pubblici, polizia locale, lavoratori dell’azienda ABC, operatori del trasporto e dell’assistenza scolastica. Mobilitazioni che hanno reso evidente una frattura profonda tra i cittadini e un’amministrazione comunale accusata di non aver saputo fornire risposte concrete.
Salario minimo, proposta bocciata a Latina
In questo contesto, il Movimento 5 Stelle Latina rivendica di aver anticipato il tema del salario minimo. Già a novembre 2024, infatti, era stata presentata una mozione per introdurre un compenso minimo di 9 euro lordi l’ora negli appalti pubblici. La proposta, discussa nel 2025, ha incontrato la resistenza della maggioranza, che ha tentato di introdurre modifiche giudicate snaturanti dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi, la quale ha scelto di non accettarle.
La bocciatura definitiva della mozione ha lasciato ferite aperte, soprattutto alla luce dei dati economici che continuano a penalizzare Latina rispetto al resto della regione.
Cisterna approva mozione salario minimo, Latina resta ferma
A pochi chilometri di distanza, il Consiglio comunale di Cisterna di Latina ha invece approvato la stessa proposta, grazie al lavoro del consigliere M5S Elio Sarracino. Un passaggio che segna una differenza sostanziale: mentre a Cisterna si compiono passi concreti per riconoscere dignità economica ai lavoratori, nel capoluogo pontino la politica rimane ferma.
Per il Movimento 5 Stelle si tratta di una contraddizione evidente: la città con i salari più bassi del Lazio non ha voluto dotarsi di uno strumento pensato per garantire maggiore equità nei contratti pubblici.
M5S del territorio di Latina sul salario minimo
La linea è ribadita da più voci del gruppo territoriale. Benedetta Malagola, rappresentante M5S Latina, sottolinea:
«È paradossale che Cisterna abbia saputo approvare una misura di buon senso e civiltà, mentre nel capoluogo, dove i dati sui salari e la precarietà sono ancora più drammatici, la maggioranza di centrodestra si sia limitata a bocciare la nostra mozione. A Latina si continua a parlare di lavoro, ma senza difendere chi lavora davvero».
Dello stesso tenore le parole di Pasquale Palmisano, referente formazione del gruppo territoriale:
«In altri comuni della provincia e in Regione Lazio il salario minimo è stato sostenuto e votato anche da forze politiche diverse. Questo dimostra che, quando c’è volontà, i risultati si ottengono. A Latina, invece, si preferisce la propaganda alla concretezza».
A chiudere il quadro interviene Antonio Mustacchio, esponente del gruppo territoriale M5S Latina:
«Latina è ormai il simbolo delle contraddizioni del centrodestra. Da un lato si parla di ‘salario giusto’, dall’altro si cancellano dai testi ogni riferimento concreto ai 9 euro l’ora. Intanto, in città i lavoratori di ABC, del trasporto pubblico e dei servizi sociali continuano a protestare per condizioni economiche inaccettabili».
Sì a un salario minimo legale
Il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle ribadisce l’impegno a mantenere alta l’attenzione sul tema del salario minimo, considerato una misura non più rinviabile. L’obiettivo è sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’urgenza di approvare una legge nazionale che garantisca almeno 9 euro lordi l’ora, come già avviene in 22 Paesi europei.
Secondo il M5S, l’introduzione di un salario minimo legale rappresenterebbe un passo indispensabile per restituire dignità a migliaia di lavoratori e ridurre le disuguaglianze che oggi penalizzano in maniera marcata la provincia di Latina.