La Lazio passa al Dall’Ara con il risultato più netto e forse più significativo di queste settimane. Il 2-0 sul Bologna vale la terza vittoria consecutiva, ma soprattutto racconta una squadra che ha ritrovato ordine, tenuta mentale e capacità di colpire nel momento giusto. A decidere è Kenneth Taylor, autore di una doppietta nel finale, ma il peso specifico del successo nasce molto prima: nella parata di Motta sul rigore di Orsolini, nella compattezza difensiva, nella pazienza con cui i biancocelesti hanno aspettato che la partita si aprisse. Il sorpasso in classifica sui rossoblù, con aggancio e superamento all’ottavo posto, dà alla serata un valore che va oltre i tre punti.
Lazio vincente a Bologna, la svolta nasce dalla solidità
Per lunghi tratti il match è stato bloccato, equilibrato, quasi tattico. Il Bologna ha provato a prendere campo con un fraseggio più elaborato, mentre la Lazio ha scelto una partita di attenzione, ripartenze e coperture ben sincronizzate. La prima occasione nitida è arrivata proprio per gli ospiti con Marusic, fermato da Ravaglia, ma poi la squadra di Italiano ha alzato il ritmo rendendosi pericolosa con Orsolini e soprattutto con Moro, che al 21’ ha colpito l’incrocio dei pali con una conclusione dalla distanza. Era il segnale di una gara aperta, in cui la Lazio non stava dominando il possesso ma restava dentro ogni duello, senza perdere distanze né misura.
Il rigore parato da Motta cambia davvero il pomeriggio
L’episodio che sposta il peso del match arriva in avvio di ripresa. Un retropassaggio sbagliato di Dele-Bashiru apre la strada a Castro, che viene fermato fallosamente da Motta: per l’arbitro è rigore. Sul dischetto si presenta Orsolini, uomo di qualità e personalità, ma il portiere biancoceleste risponde con un intervento di alto livello su un tiro angolato. Da quel momento la partita cambia tono. Il Bologna continua a spingere, ma la Lazio smette di subire il contesto e riprende fiducia. Motta, fin lì già attento, diventa il simbolo di una squadra capace di restare lucida nel momento più delicato. In una gara decisa dagli episodi, quella parata pesa come un gol.
Taylor decisivo, Dia e Noslin dentro l’azione del vantaggio
Il merito della Lazio è stato anche quello di saper leggere bene i cambi e la fase finale. L’ingresso di Noslin ha dato freschezza, quello di Dia ha aumentato la qualità nelle giocate verticali. Al 72’ l’azione che rompe l’equilibrio nasce proprio dallo sviluppo offensivo biancoceleste: Dia conclude, la palla viene rimpallata da Moro e Taylor arriva con i tempi giusti per battere Ravaglia. È il gol che sposta l’inerzia in modo definitivo. Il Bologna si allunga alla ricerca del pareggio, ma così concede campo. Ed è ancora Taylor, servito da Dia, a firmare il raddoppio saltando Ravaglia e chiudendo il conto. Due reti pesanti, da giocatore che sta entrando davvero nelle dinamiche della squadra. Arrivato a gennaio dall’Ajax, l’olandese si prende la scena nel pomeriggio che rilancia la Lazio.
Sarri ritrova risposte forti, ma l’infortunio di Gila preoccupa
Nel successo del Dall’Ara ci sono segnali molto incoraggianti per Sarri, pur squalificato e sostituito in panchina dal vice Ianni. La Lazio ha saputo difendersi senza abbassarsi troppo, ha tenuto alto il ritmo fino al finale e ha mostrato una maturità che in altre fasi della stagione era mancata. Romagnoli ha dato ordine, Marusic ha spinto con continuità, Taylor ha inciso, Motta è stato determinante. L’unica nota stonata è l’uscita di Gila al 26’ per un problema muscolare, un dettaglio da monitorare perché può pesare negli equilibri difensivi delle prossime gare. Intanto però la fotografia più nitida è un’altra: la Lazio non solo ha vinto, ma ha dato l’impressione di sapere finalmente che partita vuole fare e con quali armi portarla a casa.
Il sorpasso sul Bologna riapre il discorso europeo
Battere il Bologna in casa sua, dopo una gara sporca e intensa, significa rimettere pressione a chi sta davanti e riprendersi con forza spazio nella corsa europea. Il sorpasso in classifica sui rossoblù non è solo un dato numerico: è un messaggio. La Lazio arriva da tre successi consecutivi e stavolta lo ha fatto contro un’avversaria reduce dal grande sforzo europeo di giovedì all’Olimpico, approfittando anche del calo emiliano nella parte finale. Il calendario dirà se questo passaggio sarà davvero la base per il salto di qualità definitivo, ma una cosa è già chiara: il Dall’Ara consegna ai biancocelesti una vittoria di peso tecnico, tattico e mentale. Ed era proprio questo che mancava per rimettere la freccia.
