Lazio-Inter 0-3, l’Olimpico boccia i biancocelesti: sintesi, pagelle e segnali da non ignorare

Lazio-Inter 0-3 all’Olimpico: gol di Lautaro, Sucic e Mkhitaryan, rosso a Romagnoli, pagelle biancocelesti e segnali da correggere
Di Luigi Sette
Maurizio Sarri in panchina, foto di Claudio Pasquazi
Maurizio Sarri in panchina, foto di Claudio Pasquazi

La Lazio esce dall’Olimpico con un 3-0 pesante contro l’Inter, maturato ieri nella 36ª giornata di Serie A: Lautaro Martinez apre subito la partita, Sucic la indirizza prima dell’intervallo, Mkhitaryan la chiude nella ripresa, mentre l’espulsione di Romagnoli lascia i biancocelesti in dieci e rende ancora più amaro il pomeriggio romano.

Lazio-Inter 0-3, la sintesi della partita: avvio in salita e controllo nerazzurro

La partita si mette male dopo appena sei minuti. L’Inter trova il vantaggio con Lautaro Martinez, bravo a leggere l’azione e a colpire in area con la freddezza del centravanti che sa trasformare subito un mezzo spazio in gol. Per la Lazio è una partenza che complica ogni piano, perché costringe la squadra di Maurizio Sarri a inseguire una formazione già sicura, ordinata, capace di gestire il pallone senza farsi prendere dalla fretta.

Il primo gol pesa soprattutto sul piano mentale. La Lazio prova a restare dentro la gara, cerca ampiezza, tenta di alzare il ritmo con Cancellieri, Pedro e Noslin, però fatica a trovare pulizia negli ultimi metri. Il possesso biancoceleste non diventa quasi mai una vera pressione. L’Inter, al contrario, appare più solida nelle distanze, più pronta nella seconda palla e più lucida quando deve uscire dalla propria metà campo.

Al 39’ arriva il raddoppio. Petar Sucic firma il 2-0 con una conclusione di qualità, nata da una manovra rapida e ben costruita. È il momento che taglia le gambe alla Lazio, perché arriva prima dell’intervallo e restituisce l’immagine di una squadra in difficoltà nel contenere le accelerazioni centrali e le combinazioni nerazzurre ai limiti dell’area.

Pagelle Lazio, la difesa paga più di tutti: Romagnoli serata da dimenticare

Edoardo Motta merita 5,5. Subisce tre reti, senza avere colpe totali su ogni episodio, e alterna interventi ordinati a qualche incertezza nella gestione del pallone. In una gara così, il portiere resta esposto, anche per la poca protezione ricevuta davanti.

Adam Marusic prende 5. Soffre sulla corsia, non riesce a dare continuità alla spinta e dietro concede campo. La sua partita è fatta di rincorse, duelli persi e poche uscite pulite. Non trova mai il tempo giusto per accompagnare l’azione con convinzione.

Mario Gila è da 5. La sua prova risente del disordine generale del reparto. Prova a tenere la linea, però l’Inter attacca con movimenti continui e lo costringe spesso a difendere in emergenza. Esce nella ripresa, quando Sarri cerca nuove energie e una diversa sistemazione.

Alessio Romagnoli è il peggiore: 4,5. La partita era già complicata, il rosso al 59’ la rende quasi impossibile. L’intervento che porta all’espulsione priva la Lazio di un riferimento difensivo e lascia il gruppo senza margine per provare una rimonta credibile. Da un giocatore della sua esperienza ci si aspetta maggiore controllo nei momenti di difficoltà.

Luca Pellegrini merita 5. Spinge a tratti, prova a proporre qualche pallone interessante, poi resta schiacciato dalla pressione dell’Inter. In fase difensiva soffre la qualità degli inserimenti avversari e non riesce a incidere con continuità nella metà campo nerazzurra.

Centrocampo biancoceleste senza ritmo: Rovella prova a dare ordine, Basic e Dele-Bashiru faticano

Nicolò Rovella prende 5,5. Cerca di cucire gioco, si abbassa per ricevere, tenta di dare una traccia razionale alla manovra. La sua gara, però, resta incompleta. L’Inter gli sporca spesso la prima giocata e lo costringe a movimenti laterali poco produttivi. Esce al 55’, sostituito da Patric.

Toma Basic è da 5. Non trova il passo giusto per incidere. In una partita che richiede intensità, letture veloci e forza nei contrasti, resta troppo spesso a metà strada. Prova qualche appoggio semplice, senza riuscire ad alzare davvero la qualità della costruzione.

Fisayo Dele-Bashiru merita 5. Ha fisicità, eppure non la trasforma in presenza utile. Corre molto, incide poco. Quando la Lazio avrebbe bisogno di strappi centrali, il suo contributo resta intermittente. La sensazione è quella di un giocatore ancora lontano dalla piena continuità richiesta in serate di questo livello.

Patric, entrato nella ripresa, prende 5,5. Si sistema in un contesto già compromesso e prova a dare un minimo di equilibrio. Non commette errori gravi, però non cambia il senso della partita.

Attacco Lazio, pochi palloni puliti: Noslin isolato, Pedro generoso, Dia prova a muoversi

Matteo Cancellieri prende 5. Parte largo, cerca qualche accelerazione, poi finisce per scomparire dalla zona calda. La Lazio avrebbe bisogno di uno contro uno più incisivi, lui trova pochi varchi e viene sostituito al 55’ da Isaksen.

Tijjani Noslin merita 5. Serata difficile. Riceve pochi palloni giocabili, viene spesso incontro senza trovare appoggi vicini e non riesce a tenere impegnata la linea difensiva dell’Inter. Il centravanti resta isolato e la sua partita scivola via senza occasioni vere.

Pedro è da 5,5. Prova a mettere esperienza e pulizia tecnica, specialmente nei momenti in cui la Lazio cerca di respirare. La sua qualità si vede in alcune scelte, non basta per creare pericoli costanti. Esce al 62’ per lasciare spazio a Dia.

Gustav Isaksen prende 6. Entra con un atteggiamento più vivo. Cerca profondità, punta l’uomo, dà almeno qualche segnale di reazione. In una giornata grigia, è uno dei pochi a provare a cambiare ritmo.

Boulaye Dia merita 6. Si muove, cerca spazi, prova a dare una presenza diversa davanti. Entra quando la partita è già indirizzata e la Lazio è in inferiorità numerica. Il giudizio resta sufficiente per applicazione e disponibilità.

Lazzari prende 5,5. Entra nel finale e prova a dare corsa sulla destra. Il tempo a disposizione è poco e il risultato ormai pesa sulla gestione del pallone. Provstgaard merita 5,5: entra al posto di Gila e deve affrontare una fase complicata, con la Lazio già in affanno.

Romagnoli espulso e Mkhitaryan chiude i conti: cosa resta prima della finale

La ripresa conferma i problemi già emersi nel primo tempo. La Lazio non riesce ad aumentare il volume offensivo, l’Inter tiene il campo con maturità e il rosso a Romagnoli cambia definitivamente l’equilibrio emotivo della gara. A quel punto il 3-0 diventa quasi una conseguenza del controllo nerazzurro.

Mkhitaryan segna al 76’, chiudendo una partita gestita dall’Inter con autorevolezza. Per la Lazio, oltre al punteggio, resta il tema dell’impatto mentale. La squadra non ha dato la sensazione di poter ribaltare l’inerzia dopo il primo gol subito. Ha provato a reagire, senza trovare intensità, precisione e cattiveria negli ultimi trenta metri.

Il dato più delicato riguarda la vicinanza della finale di Coppa Italia. Riaffrontare l’Inter dopo un 3-0 incassato nello stesso stadio obbliga Sarri a lavorare su testa, scelte e approccio. La Lazio dovrà presentarsi con un’altra energia, una maggiore compattezza e una gestione più lucida dei momenti negativi.

 
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