Ci sono territori che sembrano trovare nella crisi la spinta per reinventarsi, crescere e tracciare nuove traiettorie. Il Lazio è oggi una di queste realtà. Mentre molti indicatori nazionali raccontano un Paese in affanno, la regione si distingue con una performance che non è frutto del caso, ma il risultato tangibile di un tessuto produttivo che ha imparato a leggere i cambiamenti globali e a tradurli in opportunità.
Export Lazio, i numeri nel dettaglio
La recente analisi del Research Department di Intesa Sanpaolo offre una fotografia nitida: nel 2024, le esportazioni laziali hanno superato i 32 miliardi di euro, in crescita dell’8,5% rispetto all’anno precedente. Un balzo significativo, soprattutto se confrontato con il dato nazionale, pressoché fermo (-0,4%). Il motore di questa accelerazione è indubbiamente una commistione eterogenea e bilanciata di settori, dal farmaceutico all’agroalimentare, dall’elettronica ai servizi professionali.
Il cuore pulsante dell’export laziale è senza dubbio il settore farmaceutico. Con un incremento del 21,6%, il comparto contribuisce per circa il 40% all’intero export regionale. Una cifra che non stupisce, considerando la presenza nel territorio di colossi industriali e poli di ricerca avanzata che fanno da catalizzatore per investimenti e competenze.
Al fianco del farmaceutico, cresce l’agroalimentare (+18,4%), che si dimostra sempre più capace di coniugare qualità e internazionalizzazione, e l’elettronica (+18,5%), spinta da un ecosistema ICT romano che sta progressivamente guadagnando terreno nei confronti dei poli del Nord Italia.
A rallentare, invece, sono comparti come l’aerospazio (-7,6%) e l’automotive (-16,8%), penalizzati dalla complessità delle catene globali del valore e dalla transizione energetica ancora in fase di rodaggio. La metallurgia, infine, registra un netto calo (-34,4%), segno di una trasformazione in atto che richiede un ripensamento strutturale.
Lazio, i poli che funzionano e quelli che rallentano
Tra i fattori che più di altri raccontano la vitalità economica del Lazio ci sono i suoi poli tecnologici. Il distretto farmaceutico e l’ICT della Capitale hanno messo a segno rispettivamente un +22,6% e un +19,9% nelle esportazioni. Non si tratta solo di numeri: parliamo di territori dove la sinergia tra università, imprese e istituzioni genera valore aggiunto tangibile.
Meno brillante, ma in recupero rispetto al recente passato, il polo aerospaziale, che resta una risorsa strategica. Stabili i distretti tradizionali: Civita Castellana con la ceramica (+0,4%) conferma una tenuta solida, mentre l’ortofrutta dell’Agro Pontino accusa una leggera flessione (-2,4%).
Il 2023 si è chiuso con un incremento del fatturato manifatturiero del 4,6% rispetto all’anno precedente. Ma il dato che colpisce è quello relativo al confronto con il 2019: +23,3%. Significa che, a dispetto della pandemia e delle turbolenze internazionali, il settore ha saputo non solo resistere, ma migliorarsi.
Lazio, 1400 startup sono state censite: top 3 in Italia
I settori più dinamici sono quelli a più alto contenuto tecnologico e a maggiore valore aggiunto: mezzi di trasporto (+15,5%), farmaceutica (+10,2%), chimica (+7,5%) e alimentare (+7,3%). Anche i margini operativi seguono questo trend positivo, con un EBITDA mediano salito all’8,7%, segnale di una maggiore efficienza gestionale.
Quando un’economia cresce, l’impatto si riflette anche sull’occupazione. Dal 2012 a oggi, l’aerospazio ha creato 3.400 nuovi posti di lavoro, il comparto alimentare 1.500 e la metallurgia 1.300. Numeri ancora più impressionanti arrivano dal mondo dei servizi professionali (+72.000 addetti in dieci anni) e dall’ICT (+26.000), che confermano una tendenza di lungo periodo: la crescita del terziario ad alta intensità di conoscenza.
In un’Italia che ancora fatica a far crescere le proprie start-up, il Lazio si distingue per numero e vivacità. Con circa 1.400 start-up innovative censite, la regione si posiziona al terzo posto a livello nazionale, dietro solo a Lombardia e Campania. Roma da sola ne conta 1.262, seconda soltanto a Milano.