Lazio-Roma è la partita della seconda resurrezione di Lorenzo Pellegrini. L’ex capitano giallorosso, come il derby d’andata dello scorso anno, in un momento difficilissimo della sua carriera decide una stracittadina molto tesa. Lazio che nel primo tempo crea più pericoli, va sotto, rischia di subire il raddoppio ma che nella ripresa sfiora il pareggio più volte.
Lazio-Roma: la cronaca del primo tempo
Sarri, per provare a raggiungere in classifica i rivali, cambia gran parte del tridente. Confermata linea difensiva e mediana (con Dele-Bashiru, Rovella e Guendouzi) Castellanos e Cancellieri vengono sostituiti da Dia e Pedro. Anche Gian Piero Gasperini cambia molto in attacco dopo la sconfitta di 7 giorni fa col Torino. Con Dybala out per infortunio, torna il centravanti (Ferguson) con Soulé al suo fianco, ma la vera novità è il rilancio dal primo minuto (con esordio stagionale) di Lorenzo Pellegrini nel ruolo di trequartista nel 3-4-1-2. Wesley sulla fascia destra non recupera e viene sostituito da Rensch, all’esordio da titolare in questa stagione così come Celik dietro di lui sul centro-destra in difesa.
Inizio partita aggressivo in una Roma calda di metà settembre per un derby già scaldato dalle sconfitte patite nell’ultima di campionato. La Roma prova a soffocare la costruzione avversaria sulla trequarti: una pressione che porta spesso al fallo ma che impedisce spesso l’uscita della Lazio, che dopo 14 minuti deve effettuare il primo cambio, forzato. Dele-Bashiru, in dubbio alla vigilia, accusa un problema muscolare e deve lasciare spazio a Belahyane. Dopo il primo quarto d’ora i biancocelesti cominciano a venir fuori e a creare le prime occasioni. Il primo in assoluto è l’ex Pedro, che riesce a calciare dal limite: palla alta. Poco dopo anche Tavares, dopo in un’incursione centrale, ci prova dalla stessa zona con lo stesso risultato.
Svilar viene impegnato severamente alla mezz’ora: Zaccagni prova a giro dal vertice sinistro, con un tiro simile a quello vincente di Yildiz fatto in settimana in Champions. Il portiere belga s’inarca e alza sopra la traversa. Dal corner successivo colpo di tesa di Romagnoli che non inquadra la porta. Anche da destra arrivano pericoli, con Rovella che mette il pallone rasoterra a metà tra Dia e Zaccagni per il tap-in vincente.
Nel computo delle occasioni la Lazio meriterebbe di più, ma il calcio e i derby spesso sono così e al minuto 38 è la Roma a passare in vantaggio. Funziona alla grande la pressione voluta da Gasperini: Tavares pressato da Rensch perde una palla sanguinosa al limite sinistro dell’area, il turco passa subito a Soulé che mette al centro per Pellegrini che, al limite dell’area di prima intenzione, apre il piattone e col destro mette il pallone sull’angolino più lontano. Gol dal valore emotivo enorme per l’ex capitano, sul mercato per tutto il periodo estivo e fino ad ora fuori dalle idee di Gasperini.
Una Roma galvanizzata dal vantaggio sfiora il raddoppio prima dell’intervallo: Soulé su punizione troppo debole per Provedel che blocca. Nel recupero azione simile a quella del gol, con Celik in mezzo per Pellegrini: il tiro è contrastato e Provedel è comodo in presa alta. Ma la chance più grande è l’ultima: cross dalla sinistra di Angeliño, Ferguson spizza di testa e prolunga sul secondo palo per Rensch da posizione favorevolissima, il riflesso del portiere biancoceleste è provvidenziale per salvare i suoi. Duplice fischio di Sozza: Lazio superiore per 35 minuti ma la Roma, sfruttata l’unica occasione avanti, va avanti e sfiora il raddoppio.
Nervosismo e Lazio che butta il pareggio
Nella ripresa la Roma riparte sullo slancio della fine del primo tempo. Angeliño dalla sinistra controlla un cambio di gioco, entra in area e calcia, Provedel si protegge sul primo palo. Al 54’ la Lazio però ha la chance più ghiotta dell’intera partita. Mancini in costruzione sbaglia il passaggio in verticale, Cataldi intercetta e lancia Dia nello spazio lasciato libero dal centrale della Roma. A campo aperto s’invola da solo davanti a Svilar e dopo 30 metri di corsa calcia altissimo. Sarri lo cambia per Castellanos che appena entrato ha subito provato a impegnare Svilar con un tiro centrale da posizionare defilata. Mentre iniziano i cambi da ambo le parti (cambiato tutti il tridente dei giallorossi) ancora il “Taty” si rende pericoloso: riceve da Gila a centro area, si apre lo spazio per il destro e a giro sfiora il palo più lontano, forse grazie anche a una impercettibile deviazione di Mancini (non ravvisata da Sozza).
Dall’altra parte Baldanzi, entrato al posto di Soulé, è il più attivo. Al minuto 82’ aggancia un pallone in area e prova il diagonale, palla larga. Da questo momento in poi esplode il nervosismo e in una gara dal tasso agonistico elevato Sozza, dopo una gestione della gara senza cartellini, deve cedere. Il primo è Ndicka, fallo su Noslin (entrato per un esausto Pedro) poi il rosso diretto per Belahyane per aver affondato i tacchetti sul polpaccio di Kone. Giallo anche per Gila negli ultimi assalti laziali del finale. Allo scoccare del minuto 94 il palo, clamoroso, di Cataldi: dai 25 metri un gran tiro a giro che lascia fermo Svilar, ma il pallone si stampa sul palo esterno. Triplice fischio e Roma che torna alla vittoria, dopo 9 anni in un derby in trasferta.
Lazio-Roma: il tabellino della partita
LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares (46’ Pellegrini Lu.); Guendouzi, Rovella (46’ Cataldi), Dele-Bashiru (14’ Belahyane); Pedro (79’ Noslin), Dia (62’ Castellanos), Zaccagni. All. Sarri
ROMA (3-4-1-2): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Rensch, Kone, Cristante (81’ El Aynaoui), Angeliño (81’ Tsimikas); Pellegrini Lo. (73’ Pisilli); Soulé (73’ Baldanzi), Ferguson (66’ Dovbyk). All. Gasperini
Marcatori: 38’ Pellegrini Lo.
Ammoniti: 83’ Ndicka, 88’ Gila,
Espulsi: 86’ Belayane, 97’ Guendouzi
Arbitro: Sozza; Assistenti: Baccini, Vecchi; Quarto Uomo: Ayroldi; VAR: Di Paolo; A-VAR: Massa.
Recupero: 4’ primo tempo, 6’ secondo tempo