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Lazio – Roma, scontri prima del derby: vietate le trasferte ai tifosi fino alla prossima stagione

Ufficiale la decisione del Ministero dell'Interno dopo i fatti di domenica pomeriggio a Ponte Milvio. E sulle prossime stracittadine...
Di Giovanni Montella
Scontri prima del derby
Scontri prima del derby

La reazione è arrivata puntuale, e stavolta non ci sono state mediazioni. Dopo i violenti scontri avvenuti domenica scorsa in occasione del derby della Capitale, il Ministero dell’Interno ha deciso: i tifosi di Roma e Lazio non potranno seguire le loro squadre in trasferta per le prossime tre partite. Per i biancocelesti si tratta delle gare fuori casa contro Genoa, Empoli e Inter; per i giallorossi toccherà restare a casa per gli impegni con Inter, Atalanta e Torino.

Scontri prima del derby, cosa è successo

La misura è stata formalizzata dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (Casms), dopo che l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive aveva segnalato l’urgenza di provvedimenti a seguito degli episodi di disordine verificatisi nel post-partita. Un intervento drastico, ma atteso, che arriva al termine di una giornata segnata da tafferugli, aggressioni e devastazioni che hanno paralizzato interi quartieri della città.

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Le scene di domenica pomeriggio hanno riproposto, ancora una volta, una realtà difficile da ignorare: il derby romano, per alcuni, è diventato un pretesto per cercare lo scontro. I disordini sono esplosi già prima del fischio d’inizio nei pressi dello stadio Olimpico, per poi diffondersi rapidamente tra Ponte Milvio e il quartiere Flaminio. In strada, non solo tensione: vetri infranti, auto danneggiate, cassonetti rovesciati, lanci di oggetti e cariche di contenimento da parte delle forze dell’ordine.

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Il bilancio della giornata è pesante: ventiquattro agenti feriti, di cui uno ricoverato con una prognosi di 45 giorni per una lesione alla colonna e un altro sottoposto a intervento chirurgico a causa della frattura di un polso. Gli uomini del commissariato locale e del Reparto Mobile hanno fronteggiato per ore una vera e propria guerriglia, mentre il traffico cittadino e la vita dei residenti venivano completamente bloccati.

Derby, niente più prima serata: cosa filtra

Già domenica sera, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva fatto intendere che non ci sarebbero stati sconti. “Comportamenti indegni e inaccettabili. Siamo determinati a portare avanti ogni ulteriore misura necessaria per garantire l’incolumità degli uomini e delle donne in divisa”, aveva dichiarato. Parole che hanno trovato forma nella decisione delle autorità di bloccare le trasferte delle due tifoserie organizzate, ritenute il cuore pulsante dei disordini.

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Non è un provvedimento isolato, ma l’inizio di una linea più rigorosa. La chiusura delle curve è rimasta, per ora, solo un’ipotesi sul tavolo. Ma se il clima non dovesse cambiare, è probabile che il prossimo passo sarà proprio quello. Il messaggio è chiaro: chi usa il calcio come alibi per la violenza mette a rischio la libertà di tutti gli altri. Inoltre, è molto probabile che il derby romano non si giochi più in prima serata almeno per un po’, una misura già adottata negli anni scorsi al fine di limitare gli scontri tra tifoserie.

 
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