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05 Dicembre 2020

Pubblicato il

Le operaie italiane che conquistano New York

di Redazione

Il trailer del documentario Women Workers’ War che ha ottenuto il premio al Workers Unite Film Festival

Quella della Tacconi Sud di Latina è una storia di donne italiane, quelle 29 donne-operaie che per 550 giorni hanno occupato lo stabilimento tessile, vuoto, dopo che i proprietari avevano deciso di chiuderlo senza alcun preavviso. Dopo 20 anni di lavoro in fabbrica.
È una storia di crisi del lavoro. Ma è anche una storia di coraggio.

Questo succedeva nel dicembre 2010, il mese che ha visto sfiorire la produzione tessile della Tacconi Sud di Latina, e fiorire la resistenza civile.
La protagonista della battaglia al femminile è Rosa Giancola, ex operaia dello stabilimento tessile, che prende in mano le redini della situazione e decide di guidare le sue colleghe in questa occupazione per rivendicare i loro diritti.
Rosa Giancola decide anche di tenere un diario di bordo, e lo consegna al social network per eccellenza, Facebook.
In questo modo, le donne-operaie riescono a centrare il bersaglio dell’attenzione pubblica, e quelle pagine diventano un diario pubblico sulla crisi che attanaglia questo Paese da molto tempo prima che le politiche dell’austerità approdassero sulle coste nazionali.

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Rosa Giancola, oggi, è consigliera della Regione Lazio.

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Questa storia, dopo aver sollecitato l’attenzione dell’opinione pubblica italiana, oggi approda a New York, ottenendo il Premio Miglior Documentario al Workers Unite Film Festival.
Il documentario è Women Workers’ War, la versione internazionale di Atlantis, titolo scelto per la versione italian.
Regia di Massimo Ferrari. Che, spiega, “è stata una gestazione molto lunga e intensa” quella di questo documentario.
“Forse, il successo del documentario a New York nasce dalla forza ideale contro qualcosa che sembra invece ineluttabile”, ha concluso il regista.

Alla realizzazione del documentario ha contribuito il Centro Studi Angelo Tomassini di Latina.

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