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01 Ottobre 2020

Pubblicato il

Le sentinelle in piedi vegliano per la famiglia

di Redazione

Si è svolta il 19 ottobre a Roma la veglia delle Sentinelle per difendere la famiglia "tradizionale"

A Roma, in via IV Novembre, si trova la sede della Commissione Europea, Delegazione presso la Santa Sede, l’Ordine di Malta e l’Onu.
Ed è stato scelto questo come luogo per la veglia delle Sentinelle in Piedi, che si è svolta ieri, 19 ottobre.

“Si tratta di un movimento spontaneo, di tutti, apolitico e aconfessionale”. Così lo ha definito Maria Rachele Ruiu, tra i coordinatori delle Sentinelle in Piedi italiane, che nascono sulla scia dei Veilleurs francesi.
“In Italia il movimento delle Sentinelle in Piedi – ha spiegato Maria Rachele – nasce dalla necessità di difendere la libertà di pensiero che la legge Scalfarotto (il ddl sull'omofobia e transfobia già passata in Parlamento) vorrebbe negare. La sentinella in piedi veglia sul diritto dei bambini di avere un padre e una madre: in pochi, infatti, sanno che secondo la nostra legislatura, dal momento che la legge 184/1983 prevede come condizione per l'adozione che i coniugi siano uniti in matrimonio da almeno tre anni senza far riferimento a uomo o donna, se si dovesse equiparare l'unione tra omosessuali al matrimonio, sarebbe praticamente già sancita l'adozione”.

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“La Sentinella quindi – ha continuato Maria Rachele – veglia per l'unicità del matrimonio tra un uomo e una donna. Il movimento è nato con una veglia a Roma durante l'estate; poi, si è sviluppato ed è ora presente in molte città italiane (Brescia, Milano, Bisceglie, Palermo, Pisa, ndr)”.

Proprio come le Sentinelle, dunque, chi aderisce a questo movimento veglia e difende, immobile, in modo pacifico e silenzioso, in un luogo che sia rappresentativo e significativo. E lo fa con dei libri, che ognuno legge in silenzio durante la veglia. Perché una qualunque presa di posizione presuppone che ci sia una presa di coscienza dietro. E la coscienza non può formarsi senza la cultura.
In questo caso, le Sentinelle hanno scelto come luogo della veglia la sede della Commissione Europea in quanto nei prossimi giorni, proprio al Parlamento Europeo, “si svolgerà la discussione della risoluzione 2013/2014 (INI) – ha dichiarato Federico Campoli, un vegliante – Si tratta di un testo che, se approvato, imporrà a tutti gli Stati membri di garantire corsi sull'identità di genere nelle scuole. Inoltre, si dovrà pubblicizzare aborto, contraccezione e fecondazione assistita. Il tutto ovviamente dovrà essere fatto in maniera acritica. Anzi, nel testo viene specificato come gli Stati membri debbano dare “un'opinione positiva” su questi temi. In pratica, si tratta di un vero e proprio indottrinamento. La teoria gender, in particolare – ha continuato Federico – è quella ideologia secondo cui non esistono soltanto due generi (maschile e femminile), bensì cinque. E, secondo questa teoria, la persona, possibilmente in tenera età, deve scegliere a quale categoria appartenere”.

Le Sentinelle, comunque, prima di tutto si impegnano per affermare la loro contrarietà al ddl Scalfarotto, in cui si parla di lotta all’omofobia, “senza però specificarne i limiti”, ha commentato Federico.
“E questo è un dato tutt'altro che irrilevante perché anche sostenere la propria contrarietà al matrimonio gay verrebbe considerato omofobia o discriminazione. Il rischio, dunque, diventerebbe quello di creare un vero e proprio reato d'opinione, con pene come la reclusione o salatissime multe”.

Sia chiaro, le Sentinelle non manifestano contro qualcuno, non discriminano gli omosessuali.
“Noi condanniamo, fermamente e in modo assoluto, qualsiasi forma di violenza e discriminazione ai danni degli omosessuali, e, più in generale, contro qualsiasi persona”, ha precisato Maria Rachele. Secondo il Pew Research Center l’Italia è tra i Paesi più tolleranti verso gli omosessuali.
“Abbiamo scelto via IV Novembre – ha continuato Maria Rachele – per vegliare sulla libertà di educazione, sulla violenza del Parlamento Europeo che vorrebbe risolvere il dibattito sulla teoria gender, sull'aborto, sulle adozioni gay, varando una soluzione che, se passasse, inviterebbe gli Stati membri ad adottare corsi obbligatori a scuola che includano la lotta contro gli stereotipi, ovvero quella che per noi è la comune differenza tra uomo e donna; ad eliminare tutti gli impedimenti affinché l'aborto sia accessibile universalmente, e quindi ad eliminare gli obiettori di coscienza; infine, ad incentivare l'adozione e la procreazione assistita a donne senza partner o lesbiche”.

“Le sentinelle in Piedi vegliano oggi qui davanti – ha concluso – soprattutto perché queste relazioni , così come scritte, sulla scia del politacally correct tendono a annichilire culturalmente le differenze, sconvolgendo il linguaggio e usando, ad esempio, “genere” anziché “sesso”, affinché il modo di pensare della gente cambi. Ed Orwell aveva già profetizzato in 1984 l'importanza del linguaggio”.

 
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