Le Torce di Sonnino 2026: due giorni per il rito di confine che illumina la notte

Le Torce di Sonnino tornano il 16 e 17 maggio 2026: rito di confine, cammino notturno, fuochi d’artificio e Messa
Di Lina Gelsi
Persone in fila sui monti nella notte con le torce

Le Torce di Sonnino tornano sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 con il loro rito più identitario: una lunga processione notturna, i torciaroli in cammino sui confini comunali, le luci accese sul costone de Le Serre e il rientro all’alba dalla Porta di Tocco.

Le Torce di Sonnino e il Rito di Confine: il paese si prepara alla notte più attesa

Ogni anno, in occasione dell’Ascensione, Sonnino vive uno degli appuntamenti più intensi della propria tradizione religiosa e popolare. Le Torce, conosciute anche come Rito di Confine, non sono una semplice rievocazione: sono un cammino fisico e simbolico che porta i partecipanti fuori dal centro abitato, lungo un percorso duro, antico, segnato dalla fatica, dalla devozione e dal legame con il territorio.

Il momento di partenza è fissato nel primo pomeriggio di sabato 16 maggio. I torciaroli si ritrovano in Piazza San Pietro dopo i Vespri, pronti a lasciare il paese per affrontare un itinerario che durerà fino alle prime ore del giorno successivo. A guidare la processione ci sono quattro caporali. Con loro avanzano i pellegrini, le torce, i canti, le preghiere e i fucilieri, che con gli spari a salve accompagnano le tappe più sentite del rito.

È proprio questa fusione di elementi a rendere Le Torce di Sonnino un appuntamento così potente dal punto di vista visivo e umano. Il fuoco illumina i sentieri, il rumore dei colpi risuona nelle zone più strette del percorso, le voci dei partecipanti mantengono vivo un ritmo antico. Chi resta in paese attende il momento in cui le luci compariranno sui rilievi, trasformando la montagna in una linea ardente visibile da lontano.

Il taglio della cera

Il percorso dei torciaroli: dalla Cona alle Serre fino al rientro all’alba

La processione procede compatta fino alla contrada La Cona. Da lì il cammino si divide in due direttrici, rispettando un disegno tramandato nel tempo. I torciaroli della via di sopra seguono i confini con Monte San Biagio e Amaseno, arrivando fino a Roccasecca dei Volsci. Attenderanno il buio pieno prima di mostrarsi al paese, quando le torce accese disegneranno una striscia di fuoco lungo il costone de Le Serre.

Quel passaggio è uno dei momenti più attesi dell’intera manifestazione. Dalla piazza principale di Sonnino si vede la discesa luminosa, lenta e faticosa, verso il versante che guarda Priverno. Non è soltanto uno spettacolo. È la prova visibile di un rito che misura lo spazio, riconosce i confini, ribadisce la memoria di un paese che continua a riconoscersi in un gesto condiviso da generazioni.

I torciaroli della via di sotto, intanto, percorrono la linea verso Monte Romano, seguendo i confini con Monte San Biagio e scendendo in direzione del Frasso, sotto lo sguardo degli abitanti della pianura e delle zone vicine a Terracina. Il ricongiungimento dei due gruppi chiude idealmente il cerchio attorno al territorio comunale. È questo il cuore del Rito di Confine: camminare per riconoscere un’appartenenza, accendere il buio per rendere visibile una storia.

Il programma di sabato 16 maggio: Messa, partenza, musica e fuochi d’artificio

La giornata di sabato 16 maggio 2026 si apre nella Chiesa di San Michele Arcangelo. Alle 10 è prevista la Santa Messa per i torciaroli, con l’apertura della firma dell’Albo dei partecipanti. Alle 14 si celebrano i Vespri, seguiti dalla partenza de Le Torce da Piazza San Pietro.

Nel pomeriggio il centro del paese offrirà anche momenti pensati per famiglie, bambini e visitatori. In Piazza Garibaldi, alle 17.30, sono in programma “Le Torce dei bambini”, con giochi gonfiabili e attività di intrattenimento. Alle 18 spazio a “Sonnino in musica”, con artisti emergenti pronti a presentare le proprie proposte. Alle 21 arriverà KaosCube, juke box live con piano e sax.

La notte entrerà nel vivo alle 22, quando le Torce spunteranno dal costone de Le Serre. In quel momento è previsto un grande spettacolo di fuochi d’artificio a ritmo di musica, uno dei passaggi più fotografati e seguiti della manifestazione. In località Frasso, alle 21, le luci delle Torce appariranno a Costa La Traglia, accompagnate anche lì da uno show pirotecnico.

Il rientro dei torciaroli a Sonnino è atteso alle 4 del mattino. L’ingresso dalla Porta di Tocco conserva un carattere solenne e fragoroso. I fucilieri attraversano i vicoli, gli spari a salve rompono il silenzio dell’alba, le litanie lauretane risuonano lungo le strade. La stanchezza dei partecipanti diventa parte stessa del rito: visi segnati, passo ancora deciso, torce consumate, odore di polvere da sparo e una partecipazione che non si esaurisce con il ritorno in paese.

Domenica 17 maggio: ringraziamento, memoria e riconoscimenti ai cittadini

Domenica 17 maggio 2026 la festa prosegue con un tono più raccolto. Alle 11.15, nella Chiesa di San Michele Arcangelo, è prevista la Santa Messa di Ringraziamento. È il momento in cui la dimensione religiosa torna al centro dopo la lunga notte del cammino, offrendo ai torciaroli e ai cittadini uno spazio di raccoglimento dopo la fatica.

Nel pomeriggio, dalle 17, l’Auditorium “C. Coletta” in Piazza Garibaldi ospiterà un appuntamento dedicato alla storia e al patrimonio culturale locale. Il tema sarà “La Pieve della Madonna della Misericordia a La Sassa: storia e restauro di un luogo ancora sacro per il paese”, con l’intervento del dottor Federico Lembo, manager dei beni culturali.

A seguire è previsto il conferimento dell’onorificenza “Le Torce” ai cittadini meritevoli da parte dell’Amministrazione comunale. Un passaggio che amplia il significato della manifestazione: il rito non guarda soltanto al passato, ma riconosce anche chi, nel presente, contribuisce alla vita civile, culturale e sociale di Sonnino.

Perché Le Torce restano uno degli eventi più forti del Lazio

Le Torce di Sonnino hanno una forza rara perché uniscono cammino, fede, paesaggio e identità locale in una forma ancora viva. Non si limitano a mettere in scena una tradizione: la fanno accadere, con la fatica reale dei torciaroli, con i sentieri percorsi di notte, con il paese che attende le luci sui monti e poi accoglie il ritorno all’alba.

Per chi arriva da fuori, l’evento offre anche una chiave di lettura preziosa del Lazio interno, quello dei borghi, dei riti antichi, delle feste che mantengono un rapporto diretto con la terra e con la memoria. Sonnino, affacciato sul territorio che collega i Monti Lepini al mare, diventa per due giorni un luogo dove il tempo sembra rallentare e insieme accendersi.

Il programma del 16 e 17 maggio consente di vivere la manifestazione da più prospettive: la partenza religiosa, il cammino dei torciaroli, le Torce dei bambini, la musica in piazza, i fuochi d’artificio, il rientro all’alba, la Messa di Ringraziamento e gli incontri culturali della domenica. È un calendario pensato per chi conosce già il rito e per chi desidera avvicinarsi per la prima volta a una delle tradizioni più riconoscibili della provincia di Latina.

Quando le luci appariranno sulle Serre e il paese alzerà lo sguardo verso il costone, Sonnino tornerà a vivere il suo momento più atteso. Un confine illuminato, una notte di cammino, un rito che continua a passare di padre in figlio e che, ancora oggi, riesce a parlare anche a chi lo vede per la prima volta.

 
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