Cronaca

Liliana Segre, assegnata la scorta alla senatrice sopravvissuta ad Auschwitz

Alla senatrice a vita Liliana Segre è stata assegnata da oggi una scorta armata personale che la seguirà in ogni suo spostamento.

La decisione è stata presa durante il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza che si è tenuto ieri. La cause scatenanti sono stati gli insulti e le minacce ricevuti via web, oltre allo striscione di Forza Nuova esposto durante un appuntamento pubblico.

Il prefetto Renato Saccone, presente all’appuntamento pubblico a Milano, ha quindi deciso di assegnare una scorta armata dalla senatrice.

Sugli insulti e minacce ricevuti dalla senatrice via web la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta contro ignoti. A occuparsene è il Dipartimento antiterrorismo.

La commissione Segre

Le minacce di morte alla senatrice sono arrivate a seguito della polemica scoppiata dentro e fuori il Parlamento in merito alla commissione Segre. Ha fatto discutere l’astensione delle forze politiche di centro-destra durante la votazione in Senato sull’istituzione di una commissione che vigilasse sui reati di odio, antisemitismo e razzismo.

La commissione era stata fortemente voluta dalla sentatrice Segre, deportata all’età di 14 anni nel campo di concentramento di Auschwitz.

Le reazioni politiche

In seguito alla decisione di assegnare due carabinieri di scorta alla senatrice Segre, il deputato Fiano del Partito Democratico ha dichiarato che: “è un terribile segnale, è un mondo che corre all’indietro. Difendere oggi chi ha attraversato l’inferno ieri è un dovere ma è anche una sconfitta”.

Simona Malpezzi, sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento, afferma invece che: “la decisione di mettere sotto tutela la senatrice a vita Lilliana Segre, per le continue minacce che riceve, rende l’idea del pericolo che corrono tutte le persone civili e democratiche nel nostro Paese. C’è un clima sociale e politico pesante in Italia che viene spesso sottovalutato, da oggi non deve essere più possibile tollerare qualsiasi manifestazione o cedimento verso posizioni razziste e fasciste. È un impegno che tutti i gruppi parlamentari devono assumere con chiarezza. Lo dobbiamo a Lilliana Segre, lo dobbiamo alla democrazia che va difesa senza alcuna ambiguità”.

Eleonora Cantini

Classe '95, toscana trapiantata a Roma. Laureata in Lettere Moderne, lettrice vorace. Tirocinio nella redazione di "Mi manda Rai 3". Scrive di cronaca e politica.

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