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06 Maggio 2021

Pubblicato il

Locazioni: sanatoria per gli arretrati dovuti dagli inquilini

di Redazione

Nel silenzio generale, approvato nella notte un emendamento che ripropone misure già dichiarate incostituzionali

Il legislatore ci riprova ancora! Dopo due bocciature solenni della Consulta, sotto la spinta delle associazioni degli inquilini e per salvare gli inquilini dal pagamento dei canoni arretrati, viene approvato dalla Commissione Bilancio della Camera l'ennesimo emendamento salva-inquilini ( a firma della deputata Bragantini del PD) che stabilisce d'imperio il canone dovuto per il periodo di vigenza del D.Lgs 23/2011 e dell'art. 5 comma 1ter della L.80/14.

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In pratica, l'emendamento, aggirando le precedenti pronunce di incostituzionalità della Consulta, sia del D.Lgs 23/2011 che del successivo articolo della L. 80/2014,  prevede che il canone per il detto periodo ammonti al triplo della rendita catastale, proprio quello inserito nelle precedenti leggi incostituzionali.

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Come tale, l'emendamento ripropone in maniera neanche mascherata una previsione normativa già dichiarata incostituzionale e, quindi, di per sè essa stessa incostituzionale. In ciò violando lo stesso articolo 136 della Costituzione già disatteso in precedenza

Ormai la spaccatura tra Parlamento e Corte Costituzionale, già evidente da tempo, non viene neanche più pudicamente celata dal legislatore maggiormente interessato a fette di elettorato che al dettato della Carta Costituzionale.

E' successo l'anno scorso con l'on. Mirabelli (sempre del PD) promotore dell'art. 5 comma 1ter della L. 80/2014, votato in Parlamento dalla maggioranza di Governo e nell'ignoranza e indifferenza quasi generale dell'opposizione. Il detto articolo è stato dichiarato incostituzionale nel luglio di quest'anno perchè, di fatto, costituente una proroga del D.Lgs 23/2011, già dichiarato in precedenza incostituzionale per eccesso di delega.

Sta riaccadendo anche quest'anno, come se nulla fosse e come se la Corte Costituzionale non avesse detto nulla.

Oltre ad essere incostituzionale per riproporre misure già dichiarate incostituzionali, l'emendamento e la prossima legge che lo conterrà sono incostituzionali in quanto prevedono la determinazione d'imperio della misura del canone di locazione tra privati che invece deve essere lasciata alla libera determinazione delle parti contraenti. Per salvaguardare l'interesse di pochi (gli inquilini), viene platealmente leso un diritto costituzionale di altri cittadini (diritto di uguaglianza), la tutela della proprietà e paradossalmente anche l'interesse dello Stato che verrebbe a perdere i maggiori introiti determinati dai canoni effettivi di locazione nel periodo in questione.

Peraltro vi sarebbe una disparità di trattamento(anch'essa incostituzionale)  relativamente a situazioni identiche: nello stesso periodo di osservazione (giugno 2011- 16 luglio 2015), alcuni cittadini godrebbere di un canone pari al triplo della rendita catastale ed altri no.

Due indizi non fanno una prova, ma tre ci vanno molto vicino. Ed infatti siamo ormai al terzo tentativo di proporre norme incostituzionali. E questo avviene colpevolmente nel silenzio e nell'indifferenza generale.

D'altro canto, si sa, in questo paese, giornali e TV scrivono e parlano solo quando ci scappa il morto (come è avvenuto per la questione delle banche di questi giorni). 

Che in questo paese, ogni giorno sempre di più, muoia la Costituzione, non interessa a nessuno…

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