Anagni è una delle città simbolo della Ciociaria, conosciuta come la città dei Papi e riconoscibile per un centro storico che conserva intatto il fascino del Medioevo. La Cattedrale di Santa Maria, la cripta, il Palazzo di Bonifacio VIII e le vie del borgo raccontano una storia che appartiene al Lazio e all’Italia. Oggi la città affianca al suo patrimonio culturale una crescente attenzione per sport, turismo e accoglienza, puntando su bellezza, posizione strategica e identità locale. Abbiamo incontrato Luigi Pietrucci, consigliere comunale, delegato allo sport.
Luigi Pietrucci (a sinistra) con il nostro Fabio Mancini
Partiamo dal ruolo dello sport nel Comune di Anagni. Qual è l’impegno dell’amministrazione e quali iniziative avete portato avanti in questi anni?
Luigi Pietrucci. Lo sport, per me e per tutta l’amministrazione, è la prima infrastruttura sociale di una comunità. Non è soltanto attività fisica, non è soltanto agonismo: è aggregazione, educazione, presidio del territorio, possibilità di crescita per i ragazzi e anche occasione di rilancio per la città.
In questi anni abbiamo lavorato soprattutto su due fronti: la riqualificazione degli impianti sportivi e una gestione più efficiente delle strutture. Bisogna essere realisti: i Comuni oggi vivono difficoltà importanti, soprattutto per la carenza di personale. Anagni ha 63 dipendenti, a fronte di una pianta organica che dovrebbe contarne circa 160. Questo significa che molte figure operative non ci sono più e che bisogna trovare soluzioni nuove anche per garantire il funzionamento degli impianti.
Per questo abbiamo puntato sull’affidamento della gestione delle strutture sportive, cercando allo stesso tempo di mantenere una visione pubblica e sociale dello sport. Al palasport, per esempio, abbiamo lavorato per dare spazio a tutte le discipline presenti sul territorio. Ci siamo riusciti, e per me è una grande soddisfazione.
Anagni oggi può contare su impianti importanti. Quanto incidono queste strutture sullo sviluppo dello sport cittadino?
Luigi Pietrucci. Incidono moltissimo. Abbiamo due strutture di grande valore: il campo sportivo Roberto Del Bianco e il palasport. Il Del Bianco è stato riqualificato ed è un impianto che, secondo me, molte città del Lazio possono invidiarci. Parliamo di un campo sintetico di ultima generazione, con due tribune coperte da mille spettatori ciascuna. Per una città di circa ventimila abitanti è un patrimonio notevole.
Anche il palasport è stato riqualificato. È una struttura da 2.500 spettatori, che in passato ha ospitato anche la Serie A di basket. Sono impianti che permettono non solo alle società locali di lavorare meglio, ma anche di ospitare manifestazioni, tornei, eventi e appuntamenti capaci di portare persone ad Anagni.
La nostra posizione geografica, poi, ci aiuta: siamo a circa quaranta minuti da Roma e il casello autostradale è a un chilometro e mezzo dagli impianti. Questo rende Anagni una città facilmente raggiungibile e molto adatta anche al turismo sportivo.
Ha citato il turismo sportivo. È uno dei punti su cui l’amministrazione sta lavorando?
Luigi Pietrucci. Sì, ci crediamo molto. Abbiamo lavorato in sinergia con l’assessorato al Turismo perché lo sport può diventare un vero motore di promozione del territorio. Gli eventi sportivi portano atleti, famiglie, accompagnatori, tecnici, tifosi. Tutte persone che arrivano in città, si fermano, mangiano, visitano, utilizzano servizi, entrano in contatto con Anagni.
Abbiamo collaborazioni importanti con enti di promozione sportiva che ci danno una grande mano nell’organizzazione degli eventi. L’obiettivo è fare in modo che gli impianti non siano soltanto luoghi utilizzati dalle società cittadine, ma anche spazi capaci di attrarre iniziative da fuori.
Quando si parla di sport bisogna ragionare in modo ampio: un torneo, una gara, una manifestazione possono generare ricadute concrete per le attività economiche e per l’immagine della città.
Quali sono oggi le discipline e le realtà sportive più significative ad Anagni?
Luigi Pietrucci. Abbiamo le discipline tradizionali: calcio, basket, pallavolo, nuoto, karate. Ma negli ultimi anni sono cresciute anche realtà nuove, molto interessanti. Penso alla scuola di rollerblade, nata grazie a Francesco Mazzesi. All’inizio era una novità, una scommessa. Oggi è una realtà con più di cento iscritti, titoli italiani e partecipazioni europee. È una delle storie più belle dello sport anagnino recente.
Poi c’è la boxe, con il maestro Leonardo Drossi. Anche qui parliamo di una vicenda che va oltre lo sport. È una storia di riscatto sociale. Abbiamo concesso uno spazio al palasport e lì è nata una scuola di boxe, una palestra popolare, aperta a tutti e attenta anche alle fasce meno abbienti. Dare la possibilità di praticare sport anche a chi ha meno mezzi economici è una cosa a cui tengo molto.
C’è poi il calcio, con il Frassati Anagni e il Città di Anagni Calcio, che ha vinto il campionato di Eccellenza e porterà la città in Serie D. Questo è un risultato sportivo importante, ma anche un’occasione di visibilità per Anagni. La Serie D, quella che una volta si chiamava Interregionale, porterà in città squadre, tifosi, famiglie e appassionati. Anagni questa esperienza l’ha già vissuta negli anni Novanta, quando rimase in quella categoria per circa dieci, dodici anni.
Mi piace ricordare anche le realtà di quartiere, perché rappresentano il volto più autentico dello sport dilettantistico. Il Tufano Calcio, nato in ambito parrocchiale, è arrivato in Seconda Categoria. Il Pantanello Anagni, grazie al lavoro di Francesco Savone, è arrivato in Prima Categoria con budget molto contenuti. Sono società in cui i ragazzi si imbiancano da soli gli spogliatoi, fanno manutenzione al campo e poi scendono in campo a giocare. Questa è una parte bellissima dello sport.
Voglio citare anche l’Anagni Volley, che ha vinto il campionato di Serie D maschile, e il movimento dei runner, ormai molto vivace, con tre squadre presenti sul territorio. E poi c’è Eleonora La Bella, nostra concittadina, campionessa europea con la nazionale italiana di ciclismo su strada e protagonista al Giro d’Italia, dove ha portato il nome di Anagni anche indossando la maglia azzurra per alcune tappe.
Eleonora La Bella
Accanto allo sport cittadino, c’è un fenomeno che riguarda tutto il territorio: l’interesse suscitato dal Frosinone Calcio in Serie A. Che cosa rappresenta per Anagni?
Luigi Pietrucci. Il Frosinone in Serie A rappresenta una grande opportunità anche per Anagni. Non riguarda soltanto Frosinone città. Quando una squadra del territorio arriva nel massimo campionato, si muove un sistema molto più ampio: alberghi, ristoranti, bar, servizi, turismo, trasporti, commercio.
Ad Anagni questa ricaduta si vede. C’è una struttura alberghiera vicino all’uscita dell’autostrada che diventa punto di riferimento per molte squadre che vengono a giocare a Frosinone. Gran parte delle squadre di Serie A alloggia lì. Questo significa presenze, movimento, lavoro, attenzione mediatica. Non è solo una questione di tifosi che provano a vedere i calciatori o a fare una foto. Dietro c’è un’economia reale.
Parlando con gli imprenditori anagnini, emerge chiaramente che il Frosinone in Serie A rappresenta un valore aggiunto rispetto alla Serie B. Cambiano i numeri, cambia l’attenzione, cambiano anche le ricadute sulle attività economiche. È un’opportunità per tutto il comprensorio.
Quindi il calcio di alto livello può diventare anche uno strumento di promozione turistica?
Luigi Pietrucci. Assolutamente sì. Ricordo un’iniziativa realizzata con un’associazione di tifosi viaggiatori, guidata a Frosinone da Gerardo D’Aprile. Sono tifosi che seguono la propria squadra e, quando arrivano in un territorio, organizzano visite nelle città vicine al luogo della partita. Questo può portare molto anche ad Anagni.
Il Frosinone in Serie A genera un volano turistico ed economico molto importante. E noi dobbiamo essere bravi a intercettarlo. Anagni ha storia, monumenti, bellezza, posizione geografica, strutture sportive e ricettività. Ha tutto per proporsi come città capace di accogliere non solo il turismo tradizionale, ma anche quello legato agli eventi sportivi.
Il nostro territorio non ha nulla da invidiare ad aree come la Toscana o l’Umbria. Forse, negli anni, siamo stati meno capaci di raccontarci e di promuoverci. Su questo bisogna fare autocritica. Ma oggi abbiamo gli strumenti per cambiare passo. Lo sport, da questo punto di vista, può essere una leva fondamentale: porta persone, crea relazioni, genera economia e restituisce identità alla città.
In sintesi, qual è la direzione su cui Anagni vuole continuare a investire?
Luigi Pietrucci. Vogliamo continuare a investire su impianti, società sportive, giovani, eventi e turismo sportivo. L’obiettivo è fare in modo che lo sport sia sempre più accessibile, radicato nei quartieri e capace di produrre valore anche fuori dal campo.
Anagni deve credere nelle sue strutture, nelle sue società e nelle sue eccellenze. Il Frosinone in Serie A ci dimostra che quando lo sport raggiunge livelli alti, tutto il territorio può beneficiarne. Ora sta a noi farci trovare pronti, costruendo occasioni, accoglienza e iniziative capaci di trasformare questa attenzione in sviluppo concreto.

Chiesa di Sant’Andrea
