Le analisi condotte dai laboratori dell’Università di Tor Vergata hanno confermato che il sangue rinvenuto sulla statua della Madonna di Trevignano appartiene a Gisella Cardia, la sedicente veggente che per anni ha radunato fedeli attorno a presunte manifestazioni mistiche. Una rivelazione che potrebbe dare una svolta all’inchiesta aperta dalla Procura di Civitavecchia, la quale da tempo indaga per truffa e abuso della credulità popolare.
Sangue sulla statua della Madonna, si indaga per truffa aggravata
Già nei mesi scorsi le analisi avevano stabilito che il sangue rinvenuto sulla statua era di origine umana, escludendo l’ipotesi di una sostanza artificiale o di sangue animale. Tuttavia, la prova genetica ha aggiunto un tassello decisivo: il DNA coincide perfettamente con quello della Cardia, ponendo fine alle speculazioni sull’origine del liquido rossastro apparso sul volto della statua.
Per gli inquirenti, questa scoperta rappresenta un elemento chiave nelle indagini. La Procura di Civitavecchia, che aveva disposto la perizia sul materiale ematico, sta ora valutando il rinvio a giudizio per la donna, accusata di aver orchestrato una messinscena ai danni dei fedeli.
Gisella Cardia, al secolo Maria Giuseppa Scarpulla, ha iniziato la sua attività mistica nel 2016, affermando di ricevere messaggi dalla Vergine Maria e attirando centinaia di pellegrini nel piccolo comune di Trevignano, sulle rive del lago di Bracciano. Le sue rivelazioni e i presunti eventi miracolosi – tra cui le lacrimazioni della statua e la comparsa di stigmate – hanno generato un vero e proprio culto, con tanto di donazioni da parte dei fedeli.
L’attenzione delle autorità si è intensificata quando la Diocesi di Civita Castellana ha avviato un’indagine religiosa sulla veridicità delle apparizioni, mentre il Consiglio di Stato ha ordinato la rimozione di tutte le strutture abusive costruite nell’area del cosiddetto “Campo delle Rose”, il luogo delle presunte manifestazioni.
Dna Cardia sulla statua, la risposta dell’avvocato
Parallelamente, la magistratura ha aperto un fascicolo per verificare se le attività della sedicente veggente configurassero reati, in particolare quello di truffa aggravata. Il punto cruciale dell’inchiesta è stabilire se Gisella Cardia abbia scientemente ingannato i fedeli o se sia essa stessa convinta della natura sovrannaturale delle manifestazioni.
La difesa di Cardia, rappresentata dall’avvocato Solange Marchignoli, non esclude che la donna possa aver trasferito involontariamente il proprio sangue sulla statua, ma contesta l’idea che ciò escluda un possibile evento miracoloso. “Aspettiamo di conoscere se il profilo genetico sia singolo o misto”, ha dichiarato il legale. “Se fosse misto, significherebbe che non c’è solo il DNA di Gisella, il che potrebbe lasciare spazio ad altre interpretazioni”.
L’avvocato Marchignoli ha poi sollevato un punto controverso: “Chi può dire con certezza che il DNA della Madonna sia conosciuto? Noi possiamo solo escludere che non sia esclusivamente di Gisella”. Un’affermazione che mescola elementi scientifici e teologici, riflettendo il dibattito più ampio sul confine tra fede e frode.