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Maltratta la madre anziana: figlio allontanato con braccialetto elettronico a Frosinone

A Frosinone un 55enne è stato allontanato da casa con braccialetto elettronico per i maltrattamenti alla madre 81enne
Di Lina Gelsi
Auto Polizia

Un nuovo caso di violenza domestica scuote la città di Frosinone. La Polizia di Stato, su disposizione del giudice per le indagini preliminari, ha eseguito un provvedimento di allontanamento urgente dalla casa familiare nei confronti di un uomo di 55 anni, accusato di aver maltrattato per anni la madre, un’anziana donna di 81 anni. Contestualmente, è stato disposto anche il divieto di avvicinamento alla vittima, con l’applicazione del braccialetto elettronico per monitorarne i movimenti.

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La misura cautelare rappresenta una risposta immediata a una situazione che si protraeva da circa due anni e che, secondo le indagini della Squadra Mobile della Questura di Frosinone, aveva ridotto la donna in una condizione di continua paura e fragilità psicologica.

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Le indagini della Polizia a Frosinone

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Frosinone, ha ricostruito un quadro di vessazioni quotidiane: offese, minacce, richieste pressanti di beni di ogni tipo, persino oggetti di uso comune. Non mancavano episodi di aggressività verbale e comportamenti intimidatori, che mettevano a dura prova l’equilibrio già precario della donna.

Gli investigatori hanno inoltre accertato che l’uomo non limitava le proprie condotte ai danni della madre: anche i vicini di casa subivano soprusi e atteggiamenti molesti. Un contesto di tensione costante, che solo l’intervento tempestivo della Polizia ha potuto interrompere.

La reazione della mamma e il coraggio di denunciare il figlio

L’anziana, spaventata e intimorita da possibili ritorsioni, non aveva mai trovato la forza di rivolgersi direttamente alle forze dell’ordine. La paura di ulteriori violenze l’aveva costretta al silenzio, fino a quando la situazione è divenuta insostenibile.

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Proprio il coraggio di confidarsi con gli operatori della Squadra Mobile ha permesso di avviare rapidamente le indagini e raccogliere elementi sufficienti per la richiesta delle misure cautelari. Una testimonianza importante, che mette in luce quanto sia ancora difficile per le vittime di violenza domestica denunciare, specialmente quando il maltrattante è un familiare.

Il ruolo delle istituzioni

Il provvedimento del gip, richiesto dalla Procura, conferma l’impegno delle istituzioni nel contrasto ai reati di violenza domestica e di genere. La Polizia di Stato di Frosinone, nell’ambito delle direttive della Procura, da tempo porta avanti attività investigative mirate a prevenire e reprimere condotte violente che si consumano all’interno delle mura domestiche.

L’applicazione del braccialetto elettronico rappresenta un segnale forte: non solo l’allontanamento, ma anche un controllo costante, a garanzia della sicurezza della vittima e per impedire nuove condotte vessatorie.

La violenza in famiglia a Frosinone

Il caso di Frosinone richiama l’attenzione su una piaga purtroppo diffusa: la violenza in famiglia. Spesso le vittime, soprattutto anziane, vivono in silenzio per timore, vergogna o dipendenza economica. Episodi come questo evidenziano l’importanza della collaborazione tra cittadini, vicinato e istituzioni, affinché nessuno resti isolato.

Sempre più forte è la consapevolezza che anche nelle realtà più piccole possono verificarsi episodi gravi e che la rete di protezione sociale deve essere costantemente rafforzata.

 
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Cronaca

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