Mancini torna alla Nazionale con Ranieri, ma scoppia il caso dei 500 euro

Mancini torna ct dell’Italia e ammette l’errore dell’addio. Ranieri guiderà il Club Italia, mentre infuria la polemica sulle immagini tv
Di Luigi Sette
Roberto Mancini, Claudio Ranieri. Foto Claudio Pasquazi
Roberto Mancini, Claudio Ranieri. Foto Claudio Pasquazi

Roberto Mancini torna sulla panchina della Nazionale italiana e Claudio Ranieri assume la presidenza e la direzione tecnica del Club Italia. La nuova guida azzurra è stata presentata mercoledì 29 luglio nella sede della Figc di via Po, a Roma. Mancini ha riconosciuto apertamente di avere sbagliato lasciando l’incarico nel 2023, mentre Ranieri ha definito il nuovo ruolo il coronamento della propria carriera. Sulla giornata, però, è caduta immediatamente la polemica per i 500 euro più Iva richiesti alle testate interessate a utilizzare il segnale televisivo della conferenza.

Il ritorno di Mancini parte dall’ammissione sull’addio del 2023

Mancini riprende il posto lasciato tre anni prima, dopo un primo ciclo cominciato nel 2018 e culminato con la vittoria del Campionato europeo nell’estate del 2021. Davanti ai giornalisti non ha cercato formule evasive per spiegare quella separazione improvvisa: ha ammesso di avere commesso un errore, assumendosi la responsabilità della decisione e dichiarandosi felice di essere tornato.

Il passaggio ha dato subito un significato preciso alla presentazione. Il nuovo incarico non nasce soltanto dalla conoscenza dell’ambiente federale o dal ricordo del successo di Wembley. Mancini rientra dopo avere riconosciuto pubblicamente una scelta sbagliata e dopo avere chiarito la propria posizione con l’allora presidente federale Gabriele Gravina.

La Figc gli affida una Nazionale che deve recuperare risultati, credibilità e continuità tecnica. Il ricordo dell’Europeo vinto resta importante, ma il lavoro dovrà partire dalle difficoltà emerse negli ultimi anni, dalla selezione dei calciatori e dalla necessità di ricostruire un’identità riconoscibile. Il nuovo commissario tecnico conosce bene la pressione legata alla maglia azzurra e sa che il suo secondo mandato verrà giudicato sulle risposte del campo.

Ranieri presidente e direttore tecnico del Club Italia

Accanto a Mancini ci sarà Claudio Ranieri, nominato presidente e direttore tecnico del Club Italia. Un incarico ampio, destinato a incidere sull’organizzazione delle Nazionali e sul collegamento del lavoro tecnico sviluppato nelle diverse selezioni.

Ranieri ha raccontato di avere ricevuto la proposta mentre si trovava in vacanza e di avere inizialmente faticato a credere alla chiamata. Ha poi definito l’incarico il coronamento della sua lunga carriera. La sua presenza offre alla Federazione un profilo riconosciuto per esperienza, capacità di gestione e conoscenza del calcio italiano e internazionale.

Il rapporto fra il commissario tecnico e il nuovo direttore tecnico sarà uno degli elementi centrali del progetto. Ranieri non avrà il compito di limitarsi a osservare il lavoro della Nazionale maggiore: dovrà contribuire alla programmazione del Club Italia, favorendo una linea tecnica capace di accompagnare i giovani dalle selezioni di categoria fino alla squadra principale.

Giovanni Malagò ha voluto affidare i due incarichi a figure abituate a lavorare sotto pressione. La scelta arriva dopo giorni agitati per la Federazione e punta a imprimere rapidamente una direzione al calcio azzurro. Mancini guiderà la squadra sul campo, Ranieri avrà una responsabilità più estesa nella costruzione del sistema tecnico.

I 500 euro per il segnale video accendono la protesta

La presentazione del nuovo corso è stata accompagnata da un confronto acceso sul diritto di utilizzare le immagini televisive della conferenza. La Figc ha chiesto alle testate giornalistiche un corrispettivo di 500 euro più Iva per ricevere il segnale video prodotto dalla Federazione.

L’addebito non riguarda l’ingresso dei cronisti nella sala stampa. L’accredito dei giornalisti resta gratuito, così come la presenza alla conferenza e la possibilità di rivolgere domande a Mancini, Ranieri e Malagò. La somma viene richiesta alle redazioni che intendono acquisire e ritrasmettere le immagini centralizzate dell’evento.

La Federazione ha precisato che la procedura è in vigore dal 2020 e che l’importo serve a coprire i costi tecnici della produzione. La distinzione indicata dalla Figc è quindi fra l’esercizio diretto del lavoro giornalistico in sala e l’utilizzo del flusso audiovisivo realizzato attraverso una regia centralizzata.

L’Ussi chiede un confronto alla Federazione

Le spiegazioni non hanno superato le perplessità dell’Unione Stampa Sportiva Italiana. L’Ussi considera la richiesta economica poco coerente con le modalità adottate da molte società professionistiche, che rendono disponibili gratuitamente ai mezzi d’informazione le immagini delle proprie conferenze.

Il nodo riguarda soprattutto le redazioni con risorse più contenute. Cinquecento euro più Iva possono rappresentare una spesa significativa per un singolo appuntamento, specialmente per televisioni locali, portali dotati di contenuti video e piccole imprese editoriali. Il rischio segnalato è quello di creare una differenza pratica fra le testate in grado di sostenere il costo e quelle costrette a rinunciare alle immagini.

L’Ussi ha chiesto per questo un incontro con la Figc, aprendo una discussione che va oltre la presentazione del nuovo commissario tecnico. La questione riguarda il rapporto fra produzione audiovisiva, costi organizzativi e diritto di cronaca in occasione di eventi di evidente interesse pubblico.

Barachini: «Le conferenze stampa devono essere aperte a tutti»

Nel dibattito è intervenuto anche Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria. Barachini ha affermato che le conferenze stampa devono essere sempre aperte a tutti, ribadendo la propria contrarietà a limitazioni capaci di condizionare la libertà dei giornalisti nel racconto di eventi pubblici.

Il sottosegretario ha riconosciuto la possibilità di introdurre misure organizzative e di sicurezza, mantenendo però ferma la necessità di tutelare l’accesso all’informazione. Nel caso della conferenza di Mancini e Ranieri, l’accesso fisico dei cronisti non è stato subordinato al pagamento. La discussione resta concentrata sulla disponibilità del segnale video e sugli effetti economici della procedura.

Il ritorno di Mancini e l’ingresso di Ranieri avrebbero dovuto occupare interamente la scena. Le parole del ct sul proprio addio, il nuovo assetto del Club Italia e il piano per rilanciare la Nazionale rimangono i contenuti sportivi principali. Il costo imposto per le immagini ha però aperto un secondo fronte, destinato a proseguire nel confronto richiesto dall’Ussi. La nuova stagione azzurra comincia quindi con due temi già definiti: ricostruire la squadra e chiarire le regole attraverso cui il suo percorso potrà essere raccontato.

 
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