Marcetelli, in provincia di Rieti, entra nella mappa nazionale dei territori forestali con un primato destinato a far parlare il Lazio: il 98,49% del suo territorio è coperto da boschi. Il più piccolo Comune laziale per popolazione diventa così il Comune più boscoso d’Italia, simbolo di una nuova lettura delle aree interne.
Il primato di Marcetelli e il peso ambientale dei piccoli borghi laziali
Nel cuore del Reatino, Marcetelli racconta una parte decisiva del Lazio meno conosciuto: quello dei paesi piccoli, delle montagne, dei versanti coperti di alberi, dei territori dove la presenza umana si è ridotta e il bosco ha riconquistato spazio. Il dato del 98,49% di superficie forestale non è soltanto una curiosità statistica. È una fotografia precisa di come stanno cambiando molti Comuni dell’entroterra e di quanto il patrimonio naturale possa diventare una risorsa concreta, misurabile, capace di produrre valore.
La nuova edizione di Voler Bene all’Italia ha acceso i riflettori proprio su questo legame. La campagna nazionale dedicata ai piccoli Comuni ha fatto tappa nel Lazio con la presentazione del rapporto “Foreste in Comune”, indagine che mette in relazione boschi, popolazione, economia locale e assetto dei territori. Marcetelli è stata scelta come luogo simbolo perché unisce due elementi forti: dimensione demografica minima e copertura forestale record.
Il Lazio emerge con una posizione di primo piano. Oltre a Marcetelli, nella graduatoria nazionale dei Comuni con la maggiore presenza di boschi compaiono Percile e Rocca Canterano, entrambi nella Città Metropolitana di Roma. Percile è terzo in Italia con il 96,99% di superficie forestale, Rocca Canterano entra nella top ten con oltre il 95%. Tre piccoli Comuni, tre luoghi interni, tre esempi di un patrimonio che non riguarda solo il paesaggio.
Boschi nel Lazio, dai monti reatini alla Città Metropolitana di Roma
La presenza forestale laziale si distribuisce in modo ampio e racconta territori molto diversi. Nel complesso, i boschi coprono il 35,6% della regione, per una superficie superiore a 614.256 ettari. È un’estensione che colloca il patrimonio verde al centro delle politiche ambientali, agricole, turistiche e di prevenzione del dissesto.
Il dato colpisce ancora di più se si guarda ai Comuni con il maggior numero assoluto di ettari forestali. Roma, pur essendo una grande capitale urbana, guida la classifica regionale con 16.152 ettari di foresta. Seguono Leonessa, nel Reatino, con 12.491 ettari, e Tolfa, nel territorio metropolitano romano, con 11.366 ettari. Il Lazio forestale non vive quindi soltanto nelle aree montane più isolate: entra anche nei confini amministrativi della Capitale, si allarga sui rilievi, accompagna borghi e zone rurali.
Per Marcetelli il valore del bosco assume una dimensione economica evidente. I servizi ecosistemici generati dal patrimonio forestale vengono stimati in quasi 8 milioni di euro l’anno. Dentro questa cifra rientrano funzioni spesso invisibili nella vita quotidiana: cattura della CO₂, protezione del suolo, conservazione della biodiversità, tutela delle risorse idriche, miglioramento della qualità ambientale. Sono servizi che non appartengono solo ai residenti del paese, perché producono benefici molto più larghi.
Il valore economico delle foreste e la rinascita possibile delle aree interne
Il tema non riguarda solo quanti alberi ci sono, ma come quel patrimonio viene gestito. Le foreste italiane hanno superato i 100.000 chilometri quadrati e coprono ormai oltre un terzo del territorio nazionale. L’avanzata del bosco è il risultato di processi lunghi: abbandono agricolo, calo della popolazione nei paesi interni, trasformazione delle economie locali, riduzione delle attività tradizionali in molte zone montane.
Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, ha indicato proprio nei piccoli Comuni una ricchezza ambientale e territoriale enorme. Marcetelli, con il suo primato, rende visibile una questione centrale per il futuro del Lazio: riconoscere valore ai territori che custodiscono boschi, acqua, biodiversità e qualità dell’aria, senza lasciarli soli davanti allo spopolamento.
Perché la foresta diventi davvero una leva di sviluppo serve una gestione sana, capace di unire cura ambientale, lavoro qualificato, filiere locali, turismo lento, manutenzione dei versanti e prevenzione degli incendi. Nei piccoli Comuni la presenza del bosco può creare occasioni nuove: manutenzione forestale, certificazione, prodotti del legno, percorsi naturalistici, educazione ambientale, servizi legati alla fruizione sostenibile.
Il Lazio, da questo punto di vista, presenta una mappa ricca e complessa. Il primato di Marcetelli non è un episodio isolato, ma il segnale di un equilibrio da ricostruire. La crescita delle foreste può indicare qualità ambientale, ma anche arretramento della presenza umana dove mancano servizi, lavoro, collegamenti e prospettive. Per questo il tema dei boschi si lega direttamente al destino dei borghi.
Marcetelli, Percile e Rocca Canterano mostrano che le aree interne non sono margini vuoti. Custodiscono una parte essenziale della sicurezza ecologica regionale. Ogni ettaro di bosco trattiene carbonio, protegge pendii, regola acqua, offre habitat alla fauna, riduce la vulnerabilità dei territori. Dare valore a tutto questo significa guardare ai piccoli Comuni non come luoghi da ricordare soltanto nelle feste di paese, ma come presidi vivi di un Lazio più equilibrato.
