27 Ottobre 2021

Pubblicato il

Matteo Orfini: “Casapound impresentabili in politica, legati a Spada”

di Redazione
"E' giusto parlare di nuovo fascismo e di un nuovo allarme e penso per fortuna alla legge Fiano"

"Se gli esponenti di Casapound sono impresentabili in politica? Dal mio punto di vista assolutamente sì, parliamo di gruppi neofascisti che in alcune realtà – almeno della mia città – hanno avuto e hanno rapporti pericolosi e discutibili". Parola di Matteo Orfini, presidente del Partito Democratico, intervistato stamattina da Radio Radio. "La politica ha tutte le sue responsabilità ma mesi fa, quando denunciai il fatto che, a Ostia, Casapound era collegata esplicitamente al clan Spada, non era un'ossessione mia. Era chiaro tutto, si sapeva chi fossero e lo sapeva anche Casapound. Allora non è che io abbia trovato grande solidarietà dal resto delle forze politiche né grande attenzione dai media".

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"E' giusto parlare di nuovo fascismo e di un nuovo allarme rispetto a questa posizione, noi l'abbiamo detto non solo in tempi non sospetti ma abbiamo fatto attività legislative su questo e penso alla legge Fiano, perché basta leggere le pagine di cronaca per vedere come in questi anni sia cresciuta l'attività di gruppi neofascisti, soprattutto in zone delle grandi città ma non solo. Attività anche un po' eccessivamente tollerate dalle forze dell'ordine perché parliamo spesso di cose che per le nostre leggi e la nostra costituzione sarebbero illegali, non si puo' fare l'apologia del fascismo e ricostruire partiti fascisti o neofascisti. Devo dire che in alcuni casi c'è stata anche una certa accondiscendenza da parte del mondo dell'informazione: nel momento in cui è diventata una notizia ogni tanto ci si trova in tv gente che in televisione non ci dovrebbe stare e anzi non dovrebbe nemmeno costruire partiti o movimenti di questa natura, non voglio dire coccolati dai mezzi di informazione ma quasi. Credo che tenere alta l'attenzione, soprattutto per un Paese che ha la nostra storia, dovrebbe essere responsabilità dei dirigenti. Poi c'è anche il tema di capire perché fanno presa questi movimenti e di come c'è bisogno di costruire una risposta politica che levi loro spazio, soprattutto nelle periferie".

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