Mercatini del ’600 a Bassano Romano dal 3 al 5 luglio: il borgo della Tuscia torna indietro di quattro secoli

Dal 3 al 5 luglio i Mercatini del ’600 porteranno nel centro storico dame, cavalieri, tamburi, stendardi, taverne, artigiani e rievocazioni
Di Fabio Vergovich
Bassano Romano (Vt)
Bassano Romano (Vt)

Bassano Romano si prepara a vivere tre giorni fuori dal tempo. Dal 3 al 5 luglio i Mercatini del ’600 porteranno nel centro storico dame, cavalieri, tamburi, stendardi, taverne, artigiani e rievocazioni, trasformando il borgo della Tuscia in una grande scena barocca aperta a residenti e visitatori.

Mercatini del ’600 a Bassano Romano: tre giorni nel borgo della Tuscia

L’appuntamento è uno di quelli capaci di cambiare il volto di un paese. Le vie del centro storico diventano il percorso naturale di una festa che da oltre trent’anni richiama pubblico, famiglie, curiosi e appassionati di rievocazioni. Non si tratta soltanto di bancarelle in costume o di una semplice sagra estiva: i Mercatini del ’600 costruiscono un racconto popolare fatto di personaggi, scene, suoni, profumi e dettagli capaci di riportare Bassano Romano nella prima metà del XVII secolo.

Il visitatore entra nel borgo e trova un ambiente già pronto a coinvolgerlo. I vicoli diventano teatro di passaggi improvvisi, duelli, musiche, esibizioni e incontri con antichi mestieri. Chi arriva per una passeggiata può ritrovarsi davanti a spadaccini in azione, musici, cantastorie, artigiani al lavoro, figuranti in abiti d’epoca e cortei che attraversano il paese con tamburi e vessilli. Il passato qui non resta chiuso in una teca: viene messo in movimento, portato nelle strade, reso comprensibile anche a chi non conosce la storia locale.

Villa Giustiniani e corteo storico: il cuore della festa barocca

A dominare la scena è Villa Giustiniani, uno dei luoghi simbolo di Bassano Romano e riferimento centrale della manifestazione. La sua presenza dà profondità alla festa, perché lega l’impianto scenografico dell’evento alla storia reale del borgo. Da qui prende forma uno dei momenti più attesi: il grande corteo storico, con costumi, tamburi, stendardi e personaggi che riportano le vie del paese all’atmosfera del Seicento.

Il corteo non ha soltanto una funzione spettacolare. Serve a ricostruire un’identità, a mostrare il rapporto fra il borgo e la sua memoria, a restituire ai visitatori il senso di un’epoca in cui famiglie nobili, potere pontificio, cerimonie pubbliche e vita quotidiana convivevano nello stesso spazio urbano. La forza dei Mercatini del ’600 sta proprio in questa capacità: rendere accessibile una pagina di storia senza appesantirla, usando il linguaggio della festa e della partecipazione.

La rievocazione del Principato e la pagina del 1644

Uno degli appuntamenti più importanti dell’edizione 2026 sarà la rievocazione dell’elevazione del Marchesato di Bassano a Principato, avvenuta nel 1644 per volontà di Papa Innocenzo X. È un passaggio storico che dà alla manifestazione un contenuto preciso e riconoscibile, andando oltre l’ambientazione d’epoca.

La cerimonia rievocativa riporta al centro una data decisiva per la storia locale e consente di leggere Bassano Romano non solo come borgo suggestivo, ma come luogo inserito nei rapporti politici e nobiliari del Seicento. Il pubblico assiste a una rappresentazione che unisce solennità, costumi, gesti e simboli, con un impatto visivo forte e immediato. Per chi visita il paese, è anche un modo per capire perché questa festa sia diventata nel tempo un appuntamento identitario.

Taverne, piatti storici e sapori locali nei vicoli del centro

Accanto alla rievocazione c’è la parte più conviviale, quella che riempie le strade di profumi e accompagna la serata fino a tardi. Le taverne sono uno dei motori dei Mercatini del ’600: accolgono il pubblico con piatti della tradizione locale e proposte ispirate alla cucina della prima metà del Seicento. La tavola diventa così un altro modo per raccontare il territorio, senza trasformare l’evento in una semplice parentesi gastronomica.

Fra le curiosità dell’edizione spicca anche un dolce storico recuperato e reinterpretato da un giovane pasticcere del paese. Un dettaglio che arricchisce il programma e crea un ponte immediato con il presente: la memoria non viene soltanto replicata, ma lavorata con competenza, gusto e attenzione ai palati di oggi. È proprio questo equilibrio a rendere l’appuntamento appetibile anche per chi cerca una serata diversa, fatta di sapori, spettacoli e scenografie naturali.

Antichi mestieri, spettacoli e percorso culturale dell’edizione 2026

Il programma dei Mercatini del ’600 non vive solo nei momenti più solenni. La festa funziona perché ogni angolo del centro storico offre un motivo per fermarsi: un artigiano che mostra il proprio lavoro, un’esibizione, un gruppo musicale, un racconto, un personaggio in costume, un passaggio del corteo, una taverna aperta. Il pubblico non segue un percorso rigido, ma compone la propria visita passo dopo passo.

L’edizione 2026 sarà preceduta da un appuntamento speciale il 21 giugno, con la mostra dei mosaici realizzati dalla realtà Maieusis e la presentazione del progetto artistico legato al percorso culturale della manifestazione. Un’anteprima che amplia il significato della festa e mette in dialogo rievocazione, artigianato, creatività e territorio.

Dal 3 al 5 luglio Bassano Romano offrirà quindi un’esperienza completa: storia, spettacolo, gastronomia, artigianato e vita di borgo. Per partecipare servono solo scarpe comode e il desiderio di lasciarsi guidare da suoni, profumi e immagini che riportano il paese indietro di quasi quattro secoli. I Mercatini del ’600 restano uno degli appuntamenti più riconoscibili della Tuscia estiva: una festa popolare costruita su memoria, cura dei dettagli e capacità di accogliere chi arriva da fuori con la sensazione di entrare in un racconto già vivo.

 
CATEGORIA

Eventi

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista