Meteo Lazio, da mercoledì 17 giugno primo caldo forte: Roma e Rieti in bollino giallo

Dal 17 giugno cambia il meteo nel Lazio: caldo in aumento, Roma e Rieti in bollino giallo. Consigli utili per anziani, bambini e fragili
Di Lina Gelsi
Roma, via Giolitti
Roma, via Giolitti

Martedì 16 giugno sarà probabilmente l’ultimo giorno con temperature ancora gradevoli nel Lazio. Da mercoledì 17 giugno il quadro cambia: Roma e Rieti entrano in bollino giallo, livello di preallerta, con l’arrivo della prima ondata di calore di giugno e un rialzo termico destinato a farsi sentire soprattutto nelle ore centrali.

Caldo nel Lazio dal 17 giugno: cosa cambia per Roma, Rieti e le altre province

Il passaggio dal verde al giallo non indica ancora una fase di emergenza, ma segnala un cambio di scenario. Le condizioni meteorologiche iniziano a diventare favorevoli a un’ondata di calore, con temperature più alte, maggiore esposizione solare e possibili disagi per chi vive situazioni di fragilità fisica o sociale. Il Lazio entra così nella parte più delicata del mese di giugno, quando il caldo può arrivare in modo rapido, prima che il corpo abbia completato l’adattamento alla stagione estiva.

Roma e Rieti sono le città laziali osservate con maggiore attenzione in questa fase. Nella Capitale l’aumento delle temperature si somma all’effetto dell’asfalto, del traffico e delle aree densamente urbanizzate, dove il calore resta intrappolato più a lungo. A Rieti, invece, il rialzo termico può incidere in modo diverso, soprattutto nelle zone interne e nelle aree dove durante il giorno si passa velocemente da valori miti a temperature elevate.

Il bollino giallo è il livello 1 della scala del rischio caldo. Arriva dopo il livello 0, verde, che indica assenza di rischi per la salute della popolazione. Il giallo rappresenta una preallerta: le condizioni meteo possono precedere un’ondata di calore. Il livello 2, arancione, segnala temperature elevate con possibili effetti negativi sulla salute, in particolare per le persone più sensibili. Il livello 3, rosso, riguarda invece una vera ondata di calore, con condizioni ad alto rischio per almeno tre giorni consecutivi.

Ondata di calore a giugno: perché il corpo può andare in difficoltà

Il caldo intenso non è soltanto una questione di fastidio. Quando le temperature restano alte per più giorni, magari con umidità elevata, poco vento e forte irraggiamento, il corpo fatica a disperdere calore. La sudorazione è il principale meccanismo naturale di raffreddamento, ma non sempre basta. Se l’umidità impedisce al sudore di evaporare bene, la temperatura corporea può salire con rapidità.

In questi casi possono comparire disturbi lievi, come crampi, gonfiore alle gambe, spossatezza e mal di testa. Nei casi più seri si può arrivare a disidratazione, congestione o colpo di calore. Il rischio aumenta quando la persona non beve abbastanza, resta esposta al sole per molte ore, svolge attività fisica nelle fasce più calde o vive in ambienti domestici poco ventilati.

Un segnale da non sottovalutare riguarda la differenza fra febbre e ipertermia. Se la temperatura corporea sale a causa del caldo, tende a ridursi dopo almeno mezz’ora in un ambiente fresco. Se resta alta, o se compaiono confusione, debolezza marcata, nausea, pelle molto calda o difficoltà a respirare, è necessario chiedere assistenza sanitaria.

Chi rischia di più durante il caldo estremo nel Lazio

Le persone anziane sono le più esposte, soprattutto se vivono sole o hanno malattie croniche. Il caldo può peggiorare condizioni cardiovascolari, respiratorie, diabetiche e neurologiche. Anche chi assume farmaci ogni giorno deve prestare attenzione, perché alcune terapie possono interferire con la regolazione della temperatura corporea o con l’equilibrio dei liquidi.

Una protezione particolare serve per neonati, bambini piccoli e donne in gravidanza. I bambini sudano meno degli adulti, si disidratano più facilmente e spesso non comunicano subito il disagio. Per questo non vanno mai lasciati in auto, nemmeno per pochi minuti, e devono essere tenuti lontani dal sole nelle ore più calde.

Rischiano anche le persone non autosufficienti, chi soffre di disturbi psichici gravi, chi lavora all’aperto, chi pratica sport nelle ore centrali e chi vive in condizioni abitative difficili. In agricoltura, nell’edilizia, nei mercati, nella logistica e nei servizi stradali il caldo può diventare un fattore di rischio concreto, perché il corpo produce ulteriore calore durante lo sforzo fisico.

Come proteggersi dal caldo: regole semplici da applicare subito

La prima regola è evitare l’esposizione diretta nelle ore più calde, indicativamente dalle 11 alle 18. Chi deve uscire dovrebbe preferire abiti chiari, leggeri, in cotone o lino, cappello chiaro e occhiali con filtri UV. Anche una breve sosta in un luogo climatizzato può aiutare a ridurre l’accumulo di calore corporeo.

In casa conviene usare le stanze più fresche, chiudere tende e finestre esposte al sole durante il giorno, arieggiare nelle ore serali e notturne. Bagnarsi spesso con acqua fresca, fare docce tiepide e limitare l’uso di fornelli e forno aiuta a contenere la temperatura interna dell’abitazione.

L’aria condizionata va regolata con buon senso. Temperature troppo basse rispetto all’esterno possono creare sbalzi dannosi. Una regolazione sui 24-26 gradi è più adatta a garantire comfort e sicurezza. Il ventilatore non deve essere puntato direttamente sulle persone e diventa poco efficace se in casa si superano i 32 gradi.

Bere è essenziale, anche senza sete. Gli anziani devono essere invitati a farlo spesso, perché lo stimolo può ridursi con l’età. Meglio acqua, latte, spremute e bevande non alcoliche, limitando bibite zuccherate, tè e caffè. Gli alcolici vanno evitati perché favoriscono la perdita di liquidi.

A tavola è preferibile scegliere pasti leggeri, pasta con condimenti semplici, pesce, frutta e verdura fresca. I cibi elaborati, piccanti o molto grassi aumentano la produzione di calore interno e appesantiscono la digestione. Va curata anche la conservazione degli alimenti deperibili, in particolare latticini, carne e preparazioni fresche.

Farmaci, persone sole e numero 1500: cosa fare nei giorni più caldi

Chi assume farmaci non deve modificare o sospendere terapie di propria iniziativa. Eventuali adeguamenti vanno valutati con il medico curante, specie in presenza di patologie croniche o sintomi insoliti. Le medicine devono essere conservate lontano da fonti di calore e dalla luce solare diretta.

Le persone sole, in particolare anziane, dovrebbero avere a portata di mano i numeri utili: medico, guardia medica, familiari, vicini di fiducia. Nei giorni di bollino giallo è utile fare una telefonata in più a chi vive da solo. Spesso un controllo rapido consente di intercettare in tempo segnali di affaticamento, confusione o disidratazione.

Resta attivo anche il numero gratuito 1500, dedicato all’ascolto e alle informazioni per i cittadini durante le ondate di calore. Il passaggio al bollino giallo non deve creare allarme, ma richiede attenzione. Da mercoledì 17 giugno il Lazio entra nella prima fase calda dell’estate: pochi comportamenti corretti possono ridurre i rischi e rendere più gestibili le giornate più pesanti.

 
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